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Tecnocrazia o Politocrazia?

martedì 22 settembre 2015, 09:04   L'Opinione  

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benfantedi Nicolò Benfante

Il Tecnico, il Politico due figure complementari, due facce di una stessa medaglia che, a seconda della bisogna vengono valorizzate come modelli alternativi per l’analisi gestionale del buon governo.
Già, appunto, il buon governo!
Sia il tecnico che il politico dovrebbero perseguire il bene comune ed il bene comune è di seguire e far rispettare delle buone leggi.
Norberto Bobbio aveva notato che le due interpretazioni sono collegate l’una all’altra, perché
il governo delle leggi è buono se le leggi sono buone e sono buone le leggi che hanno di mira il bene comune
La dicotomia su evidenziata, pone l’accento sul problema del buon governante (tecnico) o del saggio legislatore (politico), che ci riporta all’analisi del significato esteso di buon governo, vale a dire l’arte del ben governare o amministrare la cosa pubblica.
A tal proposito è necessaria una digressione sull’idea che un buon governo, per definirsi tale, debba incarnare l’ideale di stato in cui tutti i ceti partecipano attivamente alla costituzione dello stesso attraverso una equilibrata distribuzione della proprietà quale giusto mezzo per una migliore amministrazione dello stato. (Aristotele – politica)
E’ chiaro quindi che la forma media di costituzione è la migliore in quanto fondata sul ceto medio e che possono essere amministrati quegli stati in cui il ceto medio è numeroso e più potente, magari rispetto ad una delle altre due classi, al fine semplicemente di controbilanciare il potere forte e contrario.
Quanto sopra esposto, trova conferma, anche nelle diverse tesi che sono state poste a considerazione della caduta dell’impero romano.
Secondo il filosofo francese Montesquieu una delle grandezze dell’impero di Roma era caratterizzata dall’evidente incorruttibilità dei magistrati, la probità dei comandanti oltre che dall’equilibrio tra le istituzioni. Al venir meno di tutto ciò, a causa del crescente dispotismo e conseguente caduta della Repubblica con tutti quei valori che l’avevano uniformata con l’epiteto di impero, si accentuò il declino di Roma.
L’inglese Edward Gibbon sosteneva che, “la decadenza di Roma fu conseguenza naturale della sua grandezza”, altri che la decadenza di Roma è stata accentuata e sconvolta dalle fazioni religiose, in particolar modo con l’avvento del cristianesimo.

testo tratto dal libro “Tecnocrazia o Politocrazia?”
Per gentile concessione dell’autore

 

 
 
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