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Bagheria, Interrogazione consiliare di D’Agati, Gargano e Lo Galbo sui rifiuti

martedì 20 ottobre 2015, 16:18   Politica  

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6I consiglieri comunali  Biagio D’Agati, Maurizio Lo Galbo e Carmelo Gargano hanno presentato un’interrogazione consiliare sulla gestione diretta del servizio rifiuti per 3 mesi, avviata dall’amministrazione comunale.

Ecco il testo integrale:

Emerge, dalla lettura dell’Ordinanza sindacale n. 72 del 7 ottobre 2015 che, questo Comune si è assunto direttamente la gestione della raccolta e spazzamento RSU e, che il mancato avvio delle procedure di gara sia addebitabile a delle “criticità” presenti nel vigente piano d’intervento ARO che dovrebbe essere modificato e ciò rilevato solo nel Luglio del 2014 con nota del Sindaco n. 41308.

Nel ricordare che il Sindaco, a sua volta, ha avuto inizialmente nella propria giunta dapprima un Assessore al ramo (Ing. Parlatore) che si diceva fosse un esperto in materia e successivamente l’Ing. Atanasio anch’egli accreditato come professionista esperto in materia di rifiuti, così si esprimeva questa amministrazione circa il vigente Piano d’Intervento ARO:

1) Intervista rilasciata ad una testata on line il 10 luglio 2014 “…..Stiamo pensando ad una soluzione del problema rivoluzionaria. Non possiamo aspettare. Stiamo chiedendo una modifica del piano Aro perchè il precedente non va bene. A breve spero di potere mettere in atto una soluzione che stiamo studiando, spero prima del 23 Agosto 2014….”

Nella Delibera del Consiglio Comunale del 2/4/2015 e nella Delibera della G.C. n. 30/2014 è stato scritto testualmente: “….Questo Comune è stato tra i primi a redigere un Piano d’Intervento individuando quale Ambito di Raccolta Ottimale del proprio territorio stante che questo demograficamente ha i caratteri per attuare una gestione in forma singola e non associata ad altri comuni, e detto Piano è stato approvato dall’Assessorato Regionale all’Energia ed ai Sevizi di Pubblica Utilità con D.D.G. n. 2023/2012

Ed anche: “….Il venire meno della gestione del Co.In.R.E.S. in materia di rifiuti è anche collegata al potere autonomo conferito ai Comuni titolari di un provvedimento autorizzativo e di approvazione del Piano d’Intervento dell’ARO (D.D.G. n.2023/2013) finalizzato alla gestione parziale dei rifiuti specificatamente spazzamento, raccolta e trasporto RSU”

Ed ancora: “….L’amministrazione individua strategicamente e strumentalmente quale sistema di raccolta successivamente al recesso dal Co.In.R.E.S. le seguenti modalità di gestione:

Prioritariamente l’attivazione di una società di scopo, nella forma giuridica di società di capitali (S.p.A. o srl) a capitale prevalentemente pubblico ove saranno reclutate le necessarie risorse umane finalizzate al servizio dei rifiuti mediante procedure selettive pubbliche ed a tempo determinato.

In subordine, coerentemente a quanto previsto nel piano d’intervento approvato dell’ARO del Comune di Bagheria, mediante appalto con affidamento a terzi…..”

Delibera della G.M. per la costituzione della società pubblica c.d. “GECO” S.p.A.“ veniva scritto: “…..Il piano d’intervento ARO è stato approvato dal Comune con deliberazione della G. C. n. 168 del 6 novembre 2013…….Considerato che il modello di gestione per dare attuazione al predetto Piano d’intervento ARO pensato da questa amministrazione comunale è quello per tramite una Società per Azioni  a capitale interamente pubblico detenuto interamente dal Comune di Bagheria….”

Sostanzialmente questo il comportamento dell’amministrazione vigente:

Inizialmente l’amministrazione ritiene che il Piano d’ARO è da cambiare perché inidoneo alla problematica dei rifiuti di Bagheria, poi lo ”resuscita” divenendo lo strumento essenziale per uscire fuori dal Co.In.R.E.S. ed attuare il modello di gestione in house mediante società pubblica o mediante appalto da affidare a terzi.  Lo “boccia” nuovamente poiché non è idoneo per darvi esecuzione attraverso una gara europea e si dà incarico ad un professionista esterno per la sua modificazione.

Nelle more, si resuscitano gli impiegati del Co.In.R.E.S. quegli stessi, “nullafacenti” frutto della gestione fallimentare delle passate amministrazioni, che adesso diventano una “risorsa” essenziale (forse l’unica) per questa amministrazione in questa fase di cosiddetta transizione.

Per quanto sopra premesso si richiede una risposta scritta sulle seguenti questioni:

  • Ai sensi di quale legge il Sindaco ha affidato direttamente l’incarico al professionista, Ing. Di Martino stante che il R.U.P. nominato era il Responsabile Apicale, Geom. O. Lisuzzo?
  • Come mai è stato attivato l’istituto del Comando del personale Co.In.R.E.S. attraverso Ordinanza Sindacale e non attraverso un atto della G.M. come legge prescrive?
  • Quali e quante figure professionali sono state oggetto del Comando e se vi sono tra queste figure amministrative o tecniche (ad esempio: geometri, architetti, ecc.)?
  • Se sono state comandate figure amministrative e tecniche per quale ragione e a quale scopo giacchè il comune ha in forza numerose figure professionali analoghe nel suo organico?
  • Se è stato assunto gia far data dal 8 ottobre 2015 l’impegno di spesa per pagare questo personale (numero dell’atto e data) ed in qual capitolo di bilancio del corrente esercizio finanziario la spesa è stata imputata?
  • Se la spesa farà capo alla spesa del personale trattandosi di Comando?
  • Se detta spesa è rispettosa dei vincoli limiti della spesa prevista dal P.S.I. e dai vincoli discendenti dalla dichiarazione di dissesto finanziario?
  • Se l’atto d’impegno della spesa necessario al Comando del predetto personale (ove esistente) reca il parere tecnico del Responsabile del settore Finanziario e delle Risorse Umane e se è stato sottoposto al vaglio preventivo del Collegio dei Revisori dei Conti?
  • Se nel calcolo della spesa del personale, con l’istituto del Comando, si beneficia della riduzione rispetto all’intero della spesa del personale come quando questo ente era socio del Co.In.R.E.S. e quindi questo personale era calcolato come spesa di personale di società partecipata?
  • Se è stata acquisita la preventiva autorizzazione del Ministero dell’interno, trattandosi di spesa di personale in un Comune dissestato.

(Al riguardo è utile ricordare che la vicenda contrattisti vedeva coinvolti n. 31 soggetti part-time, mentre nel caso in argomento si tratta di n. 81 soggetti a tempo pieno e con contratto “federambiente” che incide per oltre 40% in più rispetto al contratto “Enti Locali” e comporta una spesa mensile di circa 200.000 Euro in più alla voce “personale”)

Si resta in attesa delle risposte alle sopra citate richieste, nella considerazione che le stesse siano fornite entro i tempi prescritti da Regolamento, in violazione dei quali si procederà ad attivare gli interventi sanzionatori  da parte degli enti di controllo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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