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Bagheria. Assolte due sorelle. Non avevano rubato il cane ad un ragazzino

martedì 24 novembre 2015, 09:25   Attualità  

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cucciolodi Martino Grasso

Sono stati necessari due gradi di giudizio e 5 anni, per stabilire che due sorelle, residenti a Bagheria, non avevano rubato il cane ad un ragazzino.

La corte d’appello, terza sezione penale, presieduta da Raimondo Lo Forti, ha infatti assolto le sorelle Maria e Loredana Corona, 35 anni e 32 anni, per furto di un cane ad un minore. Furto, che dopo la sentenza, è stato appurato che non è mai stato commesso dalle imputate. Le due sorelle, nel 2013, in primo grado,  erano state condannate a 8 mesi di reclusione e alla multa di 206 euro, pena sospesa, perché sarebbero risultate colpevoli di avere  rubato un cucciolo, di proprietà di un  minore.
La corte d’appello ha accolto le motivazioni della difesa e ha assolto le due sorelle, perché è stato accertato che il cane era di proprietà di una delle due donne: Loredana.
La difesa aveva chiesto l’assoluzione delle due sorelle perché il fatto non sussiste, ritenuto che il cucciolo era un regalo fatto a Loredana Corone e che “la sorella Maria non aveva commesso il fatto, perché si era limitata ad assistere senza alcun contributo attivo.” E così il presidente della corte d’appello, ha emesso la sentenza di secondo grado perché “il fatto non sussiste”.
E’ stato anche appurato che alcuni dei testi convocati, avevano inoltre fatto dichiarazioni incerte o contrastanti fra loro. La storia risale al 26 luglio 2010, quando le sorelle Corona vennero accusate di avere rubato l’animale ad un ragazzino. La vicenda ebbe un eco mediatico notevole e finì su molti giornali. Le due vennero successivamente condannate in primo grado a 8 mesi e al pagamento di una multa.
Il loro legale si è rivolto alla corte d’appello, dimostrando che il cane era di proprietà di una di loro, facendo assolvere da ogni accusa le due donne.
Nel corso del dibattimento del processo d’appello, due coniugi, legati da rapporto di conoscenza con le sorelle Corona, hanno sostenuto che il cane era stato regalato al figlio da una delle due, ma che non erano d’accordo che il figlio tenesse il cane.
Ci sarebbero state anche delle contraddizioni nel ripercorrere l’intera storia.  Nel corso del dibattimento è stato accertato che il cane era di Loredana Corona e che, a volte, lo affidava al ragazzino per giocarci un po’ ma che era suo.
Le due sorelle portavano spesso l’animale anche nel cortile di Villa Cutò, sede della biblioteca comunale, dove lavoravano.
A riprova di quanto sostenuto dalla difesa, è stato accertato che l’animale, subito dopo la condanna in primo grado, non rimase in consegna al ragazzino, ma venne affidato ad una terza persona.
Le due donne, quindi, erano state condannate ingiustamente e riabilitate in corte d’appello.
Si è chiusa quindi la storia che ha visto, suo malgrado, protagonista un cane e che per stabilire di chi fosse veramente, sono state necessarie 2 sentenze e 5 anni.

 

 
 
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