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Bagheria. Il racconto dei commercianti estorti. Molti pagavano ma alla fine hanno reagito

martedì 3 novembre 2015, 09:39   Attualità  

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bagheria nuvoleSono una cinquantina le estorsioni accertate sulle quali avrebbero fatto piena luce i 36 commercianti e imprenditori bagheresi.
Molti avrebbero deciso di parlare dopo l’operazione Reset dello scorso anno in cui la maggior parte degli indagati nell’operazione messa a segno ieri, vennero arrestati.
Il pizzo veniva pagato da molti commercianti titolari di imprese edili, pescherie, mobilifici e gestori di posteggi.
Molti commercianti si sono rivolti alle associazioni “Addio Pizzo” e “Libero Futuro”, raccontando anni di vessazioni e violenze.
Qualcuno per evitare di essere continuamente spremuto ha deciso di chiudere l’attività, mentre altri, come Domenico Toia, dopo ben 20 anni di richieste estorsive fu costretto al fallimento. Toia è morto qualche mese fa per una grave malattia.
I commercianti vittime del pizzo hanno raccontato agli inquirenti come avvenivano le richieste estorsive e come venivano pagate.
Uno dei commercianti vessati avrebbe anche detto “il sangue dei miei figli non se lo deve succhiare nessuno”.Molti dei commercianti hanno cercato di annacquare le accuse, parlando di regali, altri invece hanno vuotato il sacco.
Il titolare di un’azienda edile ha detto che inizialmente gli avevano chiesto 20 mila euro all’anno, poi ottenne uno sconto rivolgendosi ad un mafioso di Altavilla Milicia, Vincenzo Gennaro.
Un imprenditore di intonaci ha riferito che gli avevano chiesto 50 mila euro l’anno, per le famiglie dei carcerati.
Un altro ha riferito che i soldi li ha consegnati nascosti in un giornale, un altro, invece, ha detto che aveva pagato con due assegni che però non erano coperti.
“Si presenteranno nel cantiere e mi minacciarono pesantemente. Mi dissero che non mi avrebbero fatto più lavorare. Dopo qualche mese chiusi il cantiere e vendetti la proprietà”.
L’aspetto positivo è che la maggior parte dei commercianti hanno raccontato tutto, rompendo il muro del silenzio che per troppi anni pesava su Bagheria.

 

 

 
 
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