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L’arcivescovo Lorefice ringrazia i preti bagheresi per il documento contro il pizzo

lunedì 9 novembre 2015, 15:41   Attualità  

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loreficedi Pino Grasso

Le Comunità ecclesiali bagheresi che avevano preso posizione contro il pizzo, ottengono immediatamente il “placet” e i ringraziamenti del nuovo arcivescovo monsignor Corrado Lorefice.
Dopo la ribellione di 36 commercianti, grazie alla quale 21 persone sono state arrestate nell’ambito dell’operazione “Reset 2”, le Comunità ecclesiali hanno redatto un messaggio che ieri è stato letto nel corso di tutte le messe che sono state celebrate nelle dieci parrocchie cittadine e di Aspra.
A inviare a monsignor Lorefice che riceverà l’ordine sacro dell’Episcopato per le mani del cardinale Paolo Romeo in qualità di presidente e degli altri due vescovi, mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto e monsignor Paolo De Nicolò, vescovo titolare di Mariana in Corsica e si insedierà il prossimo 5 dicembre in Cattedrale, è stato don Francesco Michele Stabile, parroco della Comunità di San Giovanni Bosco il quale conosce da tempo in nuovo primate di Sicilia.
“Un ennesimo segno di una Chiesa che vuole condividere la “Bella Notizia” con gli uomini e le donne di questo nostro segnato territorio diocesano. Grazie. Aiutami, aiutatemi, aiutiamoci, a disegnare questo volto della nostra amata Chiesa palermitana”.
L’Arcivescovo ha inoltre ringraziato tutti i confratelli di Bagheria per questo documento, “per quello che rivela del vostro prezioso ministero presbiterale”.
E ieri mattina i pareri dei fedeli sono stati unanimi condividendo il documento di condanna contro ogni forma di delinquenza.
“Per fortuna c’è la Chiesa che fa sentire forte il grido di condanna contro la mafia – dichiara una signora all’uscita dalla chiesa della Madonna del Carmelo in via Angiò – se anche i cittadini fossero coraggiosi, la malavita non avrebbe modo di esistere nella nostra meravigliosa terra”.
Nel documento, le Comunità ecclesiali auspicano che questa svolta di Bagheria sia non solo il frutto di una crescita della consapevolezza che senza legalità non si approda a nulla ma anche, di una vera crescita di responsabilità morale. E di moralità in tutti i campi e a tutti i livelli le comunità ecclesiali auspicano la necessità. I parrocchiani della Chiesa Madrice, al termine della lettura del documento hanno approvato quanto sottoscritto con un fragoroso applauso.
“Vorremmo che la testimonianza di questi imprenditori e commercianti diventasse una strada spianata per tutti, anche per la liberazione dal pizzo che a volte viene imposto da taluni non mafiosi a danno della giusta paga dovuta agli operai”.
Le Comunità ecclesiali si sono impegnate a continuare il loro compito di formazione delle coscienze al rispetto della dignità della persona umana, di condanna di ogni forma di violenza e di intimidazione e ribadiscono che anche la sola appartenenza all’associazione mafiosa (anche nelle forme più sottili delle contiguità finanziarie e politiche) è incompatibile con la professione di fede cristiana nel Crocifisso che si è donato per l’umanità.
“Le Comunità ecclesiali – si legge ancora nel documento – si stringono insieme a tutti gli uomini liberi attorno a questi nostri coraggiosi fratelli e pregare per loro, per le loro famiglie, per il loro lavoro e auspicano che si possa uscire da un emergenza che non è solo di illegalità, ma emergenza sociale che attanaglia intere famiglie prive dei più elementari diritti”.

 
 
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