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Operazione Reset 2. Molti iniziarono ad ammettere di pagare dopo gli arresti del 2014

mercoledì 4 novembre 2015, 09:11   Cronaca  

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fermo immagine video intercettazioniEmergono nuovi particolari sul secondo troncone dell’inchiesta Reset che lunedì scorso ha portato all’emissione di 21 provvedimenti cautelari nei confronti di altrettante persone, molte delle quali già in carcere per gli stessi reati.
Sono circa 600 le pagine dell’ordine di custodia cautelare, all’interno delle quali vengono raccontate le storie dei 36 commercianti che hanno collaborato all’inchiesta, ammettendo di avere pagato le richieste estorsive.
L’ordine di custodia cautelare è stata formata dal gip Eleonora Contino.
Un contributo decisivo lo hanno dato anche alcuni mafiosi pentiti, fra cui Sergio Flamia, di Bagheria e Vincenzo Gennaro di Altavilla Milicia.
Sono ben 50 le estorsioni accertate. A rendere note alcune vicende dell’inchiesta, l’edizione di oggi del Giornale di Sicilia con un articolo a firma Leopoldo Gargano.
Fra le tante storie venute a galla, c’è quella di Francesco Imburgia, imprenditore edile, che pagò 12 mila euro, per alcuni cantieri.
L’uomo  ha riferito che inizialmente aveva ricevuto una richiesta di 20 mila euro ma che si era accordato per versarne 12 mila.
Un altro imprenditore, Salvatore Marino, ha riferito di avere ricevuto delle richieste di denaro per sostenere le famiglie dei carcerati, per un cantiere, sempre ad Altavilla Milicia.
L’uomo si sarebbe rifiutato di pagare, poi cambiò idea.
Un altro imprenditore, Saverio Pecoraro, sentito dai carabinieri,nel maggio 2013, inizialmente aveva negato di avere pagato, poi ammise le sue responsabilità.
Pecoraro decise di ammettere di avere pagato dopo gli arresti del 24 aprile, quando scattò l’operazione Reset, con l’arresto di una trentina di affiliati alla cosca di Bagheria.
Il titolare di una sala scommesse ad Altavilla Milicia ha riferito di essere stato rincorso da uno degli arrestati, Umberto Guagliardo, a bordo di una moto, minacciandolo di dargli i soldi del pizzo.
Intanto va sottolineato l’attenzione mediatica su Bagheria dopo l’inchiesta di lunedì.
Ieri 2 troupe televisive della Rai. “La vita in diretta” e “Ballarò”, hanno allestito 2 collegamenti in diretta da piazza Garibaldi e da piazza Larderia. (massimo di salvo)

 

 
 
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