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Rischio di dissesto a Casteldaccia

giovedì 26 novembre 2015, 09:42   L'Opinione  

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maria pia di salvodi Maria Pia Di Salvo

I nodi vengono al pettine. Dopo appena due anni e mezzo di legislatura il sindaco Spatafora, si fa intimare dalla corte dei conti il rischio di dissesto finanziario, che tradotto in parole spicciole significa che tutte le tasse verranno aumentate al massimo consentito, arrecando danni economici e finanziari a ogni singolo cittadino casteldaccese.
Alcuni fatti che oggi la corte dei conti contesta al comune di Casteldaccia,sono gia’ stati messi in evidenza dal gruppo consiliare “Per Casteldaccia” all’ufficio ispettivo degli enti locali, i quali hanno accertato tutte le violazioni da noi contestate, ma per tutta risposta, il sindaco ha continuato nella sua totale incapacità amministrativa e ha portato la cittadinanza casteldaccese a piangere le conseguenze delle sue azioni.
Di seguito quanto in parte  contestato dalla corte dei conti con la delibera del 29 luglio 2015 trasmessa al comune il 29 ottobre 2015:
Mancata adozione delle misure correttive, delibera 106/2015 richieste dalla corte dei conti, che prevede nei casi più gravi l’inosservanza del citato obbligo di conformazione per la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per l’inadeguatezza degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria;
I ritardi costanti e continui nell’ approvazione dei bilanci di previsione 2013 e 2014,  ricordiamo che anche per l’anno in corso, la data di approvazione del bilancio di previsione fissata al 30 settembre 2015, è stata come sempre disattesa dal nostro sindaco, e che ad oggi il bilancio di previsione non è stato neanche adottato dalla giunta comunale.
I ritardi costanti e continui dei bilanci consuntivi 2012 e 2013, mentre risulta ancora non approvato il bilancio consuntivo 2014, la cui data ultima di approvazione era il 30 aprile 2015.
Mancata trasmissione del rendiconto alle sezioni enti locali come previsto all’art.227 del TUEL;
Mancata adozione dei provvedimenti di salvaguardia degli equilibri di bilancio, come previsto dall’art.147 quinques e 193 TUEL con scadenza annuale fissata al 30 settembre, si sottolinea che in questa legislatura tali adempimenti non sono mai state adottati;
Mancata riconoscimento dei debiti fuori bilancio con la mancanza dei previsti accantonamenti ;
Mancato rispetto dell’art.191 del TUEL;
Errata contabilizzazione degli oneri IRAP;
Mancato rispetto sull’art.230 del TUEL, e tanti altri rilievi, cioè un comune al di fuori delle normali regole amministrative.
Tutte queste inadempienze, portano la corte dei conti a disporre ai sensi dell’art.148bis comma 3 del TUEL a emettere entro 60giorni decorrenti dalla comunicazione misure correttive adottate dall’organo consiliare.
Ai sensi dell’art.188 comma 1 quater del DLGS 267/2000 nelle more di copertura del disavanzo di amministrazione e del riconoscimento dei debiti fuori bilancio è fatto divieto di assumere impegni per servizi non espressamente previsti per legge prevedendo altresì opportunamente il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (art.243 bis TUEL ) o alla dichiarazione di dissesto (art.244 TUEL).
Questo quanto è riuscito a fare il sindaco Spatafora in meno di due anni e mezzo dal suo insediamento, dopo aver azzerato lo stato sociale del comune, non garantendo i servizi essenziali alla cittadinanza,  tentando ancora oggi davanti all’evidenza, non della politica ma dei fatti, di voler scaricare le proprie responsabilità sugli altri.
E’ opportuno che il sindaco inadempiente prenda una decisione radicale, anziché continuare a far danni al nostro paese non amministrandolo, di togliere baracche e burattini e andare a casa.

*consigliere comunale “Per Casteldaccia”

 

 

 
 
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