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Anna Incerti sullo
scandalo dei controlli
antidoping: “sono serena”

giovedì 3 dicembre 2015, 10:49   Sport  

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anna incerti 2

Anna Incerti, coinvolta inserita nell’elenco dei 26 atleti accusati di essersi sottratti al controllo antidoping, precisa di essere serena.
“Non sapevo se scrivere qualcosa o no… Ma in molti mi stanno scrivendo per supportarmi. Ragazzi, grazie ma non serve.
Io sono apposto, sono serena e sono sicura che quanto sta riempiendo le testate non è altro che un abbaglio.  Inutile che spieghi la vicenda, del tipo sistema cartaceo che nessuno inoltrava a chi di dovere, o piattaforme whereabouts che non caricavano i dati… o ancor peggio dirigenti che non ci comunicavano nulla di questo… Oppure una quarantina di controlli fatti. Il colmo è che tra questi c’erano anche quelli a sorpresa fatti a casa. Vi spiegherò solo il mio dispiacere nell’essere gratuitamente pubblicizzata in maniera negativa.”

I provvedimenti sono stati decisi in seguito agli sviluppi dell’indagine Olimpia condotta dai Nas-Ros dei carabinieri di Trento, su mandato della procura di Bolzano, e agli accertamenti della stessa Procura Antidoping. Chiesta, invece, archiviazione per «mancata reperibilità» ai controlli per 39 dei 65 tesserati Fidal che comparivano nell’indagine. Tra i nomi per i quali la procura ha chiesto l’archiviazione per scadenza dei termini si registrano quelli di: Antonietta Di Martino, Libania Grenot, Simona La Mantia, Alex Schwazer e Valeria Straneo.
Arriva il commento del presidente Fidal, Alfio Giomi: «Totale fiducia nell’operato della Procura Antidoping del Coni». Giomi auspica «una rapida conclusione dell’iter giudiziario»: «Vorrei ricordare che il Consiglio federale attualmente in carica – spiega il presidente federale – ha stabilito il 28 febbraio dello scorso anno che gli atleti, al secondo mancato controllo e/o mancata comunicazione, perdano ogni forma di assistenza da parte della Federazione; ed inoltre, che lo stesso Consiglio ha varato il 20 dicembre 2013 il “Codice etico dell’atletica italiana”, che prevede, tra le altre cose, l’automatica esclusione dalle squadre nazionali per gli atleti condannati a pene superiori ai due anni di squalifica per fatti di doping».
Fra gli indagati spicca il nome di Andrew Howe, atleta italiano di origine statunitense, specializzato nella velocità e nel salto in lungo. Volto noto dell’atletica detiene il record italiano del salto in lungo, specialità di cui può vantare un titolo di campione europeo, vinto a Göteborg 2006, un titolo europeo indoor, conquistato a Birmingham 2007, nonché una medaglia d’argento vinta ai Mondiali di Osaka 2007; fa parte del gruppo sportivo dell’Aeronautica militare italiana. Giuseppe Gibilisco, specializzato nel salto con l’asta (oggi non gareggia più), disciplina nella quale si è laureato campione del mondo a Parigi 2003 e bronzo olimpico ad Atene 2004; dodici volte finalista in manifestazioni internazionali di atletica leggera (tre Olimpiadi, sei Mondiali e tre Europei).Daniele Meucci nel 2014 ai Campionati europei di Zurigo si è laureato campione europeo di maratona. Simone Collio, specializzato nella velocità, ai Campionati europei del 2010 a Barcellona ha conquistato la medaglia d’argento nella staffetta 4×100 metri che ha battuto il record italiano di specialità dopo 27 anni (38”17). A Barcellona con Collio c’era Roberto Donati, fratello minore del velocista azzurro Massimiliano Donati, è stato due volte campione nazionale nei 200 piani. Carriera di tutto rispetto anche per Fabrizio Donato: bronzo olimpico a Londra 2012, oro europeo outdoor a Helsinki 2012 e indoor a Torino 2009; vanta inoltre 22 titoli di campione italiano (7 outdoor e 15 indoor).

 
 
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