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Bagheria. Nasce il punto antiracket in alcuni locali del Comune confiscati alla mafia

sabato 26 dicembre 2015, 09:08   Attualità  

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racketdi Martino Grasso

Sono stati consegnati all’associazione antiracket di Bagheria LiberoFuturo, i locali di via Massimo D’Azeglio, confiscati alla mafia negli scorsi anni.
L’Amministrazione comunale di Bagheria, ha affidato lì immobile, dopo aver espletato una gara per l’affidamento in concessione della struttura.
L’immobile sarà destinato a Centro servizi antiracket, denominato “punt@ntiracket”, per la difesa e l’assistenza di soggetti danneggiati da attività criminali.
L’aggiudicazione è stata facilitata dal fatto che nessuna altra associazione locale abbia risposto al bando e mostrato interesse per le attività di promozione delle denunce e di assistenza alle vittime del racket.
Con un comunicato stampa, LiberoFuturo Bagheria, nata un anno fa ma attiva da almeno tre anni con un primo gruppo promotore, sottolinea che “adesso le responsabilità aumentano e l’obiettivo sarà quello di accrescere ancora il numero di chi denuncia e di realizzare, insieme ad Addiopizzo, una vasta rete di Consumo critico che coinvolga nella lotta al racket tanti consumatori a sostegno di chi denuncia.
Le attività che realizzeremo nel nuovo “punt@ntiracket” saranno rivolte non solo al territorio bagherese ma anche a tutto il “mandamento mafioso” che si estende da Altavilla Milicia a Villabate.
Questa concessione arriva come un regalo di Natale che premia le attività da noi svolte a fianco di tanti imprenditori e in collaborazione costante con l’arma dei Carabinieri e della Procura di Palermo.
A tutti gli imprenditori che ancora indugiano e non denunciano diciamo che adesso è giunto il momento di liberarsi dalle richieste delle cosche come già in tanti hanno fatto senza subire ritorsioni o finire sotto scorta. Chiamate il “punt@ntiracket” di LiberoFuturo (333 9787396) che è già operativo e troverete colleghi che sapranno aiutarvi a superare le paure e consigliarvi al meglio.”
L’iniziativa assume importanza notevole anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca con l’arresto di numerosi presunti mafiosi che chiedevano il pizzo ad attività commerciali, anche a seguito della collaborazione dei commercianti taglieggiati.
Ha avuto una risonanza nazionale la collaborazione di ben 36 commercianti e imprenditori che hanno ammessi di avere pagato il pizzo, denunciando gli estortori.

 

 
 
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