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I nodi ereditati

mercoledì 9 dicembre 2015, 15:56   L'Opinione  

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carmelo-calòdi Carmelo Calò *

Un articolo pubblicato qualche giorno fa, relativo alla Deliberazione n.285/2015/PRSP della Corte dei Conti, mi dà lo spunto per parlare della reale situazione economico-finanziaria del Comune di Casteldaccia, dove svolgo il ruolo di assessore al bilancio dall’agosto 2014.
Qualcuno parla di nodi che vengono al pettine senza preoccuparsi delle vicende e dei veri responsabili che hanno creato questi nodi. Infatti, senza volerla prendere troppo alla lontana, è utile ed anche necessario ricordare che la stessa Corte dei Conti bacchetta e richiama il nostro Ente al rispetto dei principi di contabilità e, soprattutto, a fare chiarezza su una serie di anomalie che riguarda: la cooperativa ESSECI, il PROJECT- FINANCING per l’illuminazione pubblica, il contratto per l’AUDI-A6, i debiti fuori bilancio, chiedendo dettagli sulla copertura dei debiti verso il COINRES.
Questa cronistoria descrive gli interventi degli ultimi anni deliberati dalla Corte dei Conti sui bilanci del nostro Comune:
– Deliberazione n.97/2009 relativa al rendiconto 2007 dove la Corte rileva gravi irregolarità nell’affidamento del servizio alla cooperativa ESSECI, nonché il mancato rispetto del Patto di Stabilità e le conseguenti sanzioni;
– Deliberazione n.87/2011 (rendiconto 2009) in cui accerta la presenza di fattori di criticità tali da poter incidere sui futuri equilibri di bilancio e la necessità di adottare, in tempi certi, mirate misure correttive consequenziali alla deliberazione sul rendiconto 2007 n.97/2009;
– Deliberazione n.124/2012, sul rendiconto 2010, per rilevare la presenza di un consistente debito nei confronti del COINRES privo di reale copertura finanziaria, la presenza di una strutturale deficitarietà di cassa, che nonostante il trascorrere degli anni e l’adozione di diverse deliberazioni l’Ente non ha ancora provveduto a definire la transazione relativa alla controversia con la ditta ESSECI ed una forte consistenza di residui attivi relativi alle entrate correnti (euro 12.849.134,49), principale causa determinante l’attivazione di consistenti ed onerose anticipazioni di tesoreria;
-Deliberazione n.294/2013:
sul rendiconto 2011 citava la mancata adozione dei provvedimenti di cui all’art. 18 del DL 112/2008 convertito in legge 123/2008 e mancata adozione della delibera di ricognizione  delle società partecipate, l’assenza dell’allegato al rendiconto 2011 contenente le spese di rappresentanza previsto dal comma 26 dell’art. 16 del DL 138/2010, la discordanza nei dati relativi alla gestione dei residui che implica la necessità di verificare la correttezza della determinazione dell’avanzo di amministrazione, la bassa capacità di riscossione dei proventi derivanti da recupero evasione tributaria, elevati debiti fuori bilancio, il mancato aggiornamento del conto del patrimonio come previsto dall’art. 230 TUEL, la mancata costituzione del fondo per le risorse della contrattazione decentrata integrativa a partire dal 2010, e ancora, i debiti nei confronti del consorzio COINRES per € 892.842, relativi alla copertura di perdite degli esercizi 2007 -2009, per i quali il collegio dei revisori ritiene non possa considerarsi presupposto utile all’accertamento dei trasferimenti regionali il disposto dell’art. 45 l.r. 11/2010, ed inoltre L’ente detiene debiti per servizi erogati dal Consorzio per € 1.424.913,06.
sul bilancio di previsione 2012 gli elevati oneri pari a  € 380.000 derivanti da un projectfinancing relativo a lavori di ristrutturazione e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione ed ottimizzazione dei consumi, debiti fuori bilancio riconosciuti per € 45.626,23 a fronte di debiti in attesa di riconoscimento per €345.518,00, la sopravvalutazione di alcune voci di entrata, segnalata dal collegio dei revisori come le stime  per il gettito IMU  e dei trasferimenti  erariali, la bassa capacità di riscossione dei proventi da permessi di costruiree da recupero evasione tributaria, il mancato rispetto del limite di spesa per il personale di cui all’art. 1 comma 557 della legge 296/2006, la mancata costituzione del fondo per la contrattazione integrativa per l’esercizio 2012.
Ed alla fine si arriva ad oggi, alla Deliberazione n.285/2015 relativa al rendiconto 2013.
Considerato che il Sindaco Fabio Spatafora si è insediato a giugno 2013 è veramente singolare pensare che gli si possano addebitare responsabilità. I mali del nostro Comune, che possiamo definire atavici, nascono da troppi anni di gestione contabile fatta di errori, di spese superiori alle entrate e con dubbia copertura finanziaria, di contratti con elevata remunerazione.
Molte di queste situazioni sono state regolarizzate dall’Amministrazione Spatafora, come la transazione con la Cooperativa ESSECI, che è costata € 796.000, come la costituzione del fondo per la contrattazione decentrata, che è stata ricostruita dal 2010 ad oggi, ma soprattutto con una drastica riduzione della spesa corrente, che, senza ridurre i servizi erogati ai cittadini, è passata da € 8.743.114 del 2010 ad € 6.994.000 del 2013. Nel 2014 è cresciuta (€ 7.189.323) a causa del pagamento di più di 500.000 € di transazioni relative a contratti di anni precedenti. In questa analisi bisogna tener conto di altri dati oggettivi: i debiti al 31.12.2012 hanno generato una richiesta di prestito (D.L. 35/2013) alla Cassa Depositi e Prestiti di € 7.535.000, mentre i comuni vicini, della nostra stessa dimensione, richiedevano € 1.800.000.
I Casteldaccesi possono farsi una chiara idea sul quadro debitorio, considerando che dal 2014 si è costretti a sborsare più di 400.000 € all’anno, e per i prossimi 30 anni, per pagare i debiti accumulati!
Nelle prossime settimane verranno presentati al Consiglio Comunale quei debiti fuori bilancio di cui si parla da tempo, ed in quella sede si potrà stabilire in quali anni sono stati generati.
L’impegno dell’Amministrazione Spatafora è quello di evitare il dissesto finanziario che avrebbe gravissime conseguenze per i cittadini, per le imprese che forniscono beni e servizi al nostro Ente ed anche per il futuro dei nostri dipendenti con contratto a tempo determinato.
Per tornare alla metafora iniziale, il Sindaco Fabio Spatafora, con la sua Amministrazione, si trova a dipanare quei nodi che altri hanno creato.

*assessore al bilancio comune Casteldaccia

 

 
 
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