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La storia dell’architetto Scardina, arrestato nell’inchiesta “Panta Rei”

venerdì 18 dicembre 2015, 17:58   Cronaca  

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scardinaFra le persone coinvolte nel blitz “Panta Rei” in cui sono stati arrestati 38 presunti mafiosi, alcuni dei quali di Bagheria, spicca la figura Salvatore Scardina, 65 anni, architetto, originario di Santa Flavia ma residente a Roma.
La figura di Scardina viene fuori dalle carte dell’inchiesta e a ricostruirla è stato Salvo Palazzolo in un articolo su Repubblica.
Nell’articolo si legge che “il professionista più fidato del capomafia Leoluca Bagarella, il cognato di Totò Riina, aveva scontato la sua condanna a 8 anni di carcere ed era tornato a fare l’architetto. Salvatore Scardina, si era trasferito a Roma. Ma ogni quindici giorni tornava a casa, a Santa Flavia, e faceva le sue belle estorsioni. È l’architetto boss la figura più autorevole fra i 38 arrestati dell’ultimo blitz dei carabinieri. Una vera sorpresa. Perché Scardina, brillante 65enne sempre affabile ed elegante, aveva ottenuto addirittura la riabilitazione dal tribunale di sorveglianza di Roma, nel 2006. Il suo nome campeggia ancora nell’albo dell’Ordine degli architetti di Palermo, al numero 502.”
Scardina, ricorda Palazzolo, collaborava con un avviato studio romano e aveva preso casa  in via Pietro Tacchini.

Faceva la bella vita, frequentando il jet-set della Capitale.

E addirittura era stato ritratto accanto al principe Giuseppe Lanza di Scalea. In fondo, niente di nuovo per l’architetto, abituato a frequentare la Palermo che contava negli anni Ottanta.
Palazzolo nell’articolo continua dicendo che “Scardina è stato testimone di nozze di Tani Sangiorgi e Angela Salvo, la nipote del potente esattore Ignazio Salvo, ucciso nel 1992. Il pentito Giovanni Brusca ha raccontato che il professionista avrebbe fornito appoggio logistico proprio ai sicari di Ignazio Salvo mandati da Riina, che aveva deciso di dare una punizione esemplare ai vecchi complici che non si erano impegnati per “aggiustare” l’esito finale del maxi-processo. In quel terribile 1992, Scardina averebbe anche aiutato i boss a pianificare un attentato a Roma, contro l’allora ministro della Giustizia Claudio Martelli, attentato che poi non fu realizzato. Intanto, Tani Sangiorgi aiutava i killer di Ignazio Salvo, e oggi sta scontando una condanna per omicidio.
“Dopo  il suo arresto  e la conseguente condanna –  scrivono i pubblici ministeri Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli  –  Scardina non ha più avuto un ruolo pienamente operativo sul territorio”. Ma quando tornava a Santa Flavia, era guardato con rispetto dai boss. Perché non era mai uscito dalla famiglia di Bagheria. “È una persona di alto spessore mafioso”, ha spiegato il pentito Sergio Flamia. Adesso, di aver estorto denaro a due imprese.”

foto tratta da repubblica.it

 

 
 
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