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Patrizio Cinque: “l’emendamento sui precari è fumo negli occhi”

lunedì 21 dicembre 2015, 08:11   Attualità  

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patrizio cinque 1Il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, interviene sulla notizia della proroga dei precari anche per i comuni in dissesto.
In una lunga nota, definisce “fumo negli occhi” la notizia, sottolineando che la proroga si può avere solo se interviene anche la Regione e bisogna rientrare nel patto di stabilità e bisogna rispettare il parametro di tempestività dei pagamenti.

Ecco di seguito la nota del primo cittadino:

“In questi giorni vi è una discussione accesa sull’emendamento per una presunta proroga dei precari nei comuni in dissesto.

Dico “presunta” perché in realtà l’emendamento non interviene sulla proroga, e quindi sulla possibilità di farla o meno, ma sulle condizioni: a quante ore farla.
Mi preme fare un po’ di chiarezza per togliere il fumo gettato dal Pd negli occhi dei precari che stanno festeggiando per qualcosa che non è stata (ancora) conquistata, vittoria che sarà possibile solo se la Regione, così come poteva fare prima dell’emendamento, interverrà coprendo la spesa al posto dei Comuni (comma 10 art.259 Tuel).
Sulla votazione bisogna chiarire che il M5S ha votato favorevolmente (40 favorevoli e 4 contro), mentre Forza Italia e Noi con Salvini e Lega hanno votato contro.
Lo chiarisco perché il Pd, anche quando dovrebbe parlare delle sue presunte conquiste. parla di noi. E mentre Renzi addirittura si inventa che non eravamo presenti in aula, cinque anni di dialoghi col water hanno dato risultati: il Partito Democratico conquista un seggio importante, l’ex di Rebibbia, il voto di Cuffaro e dei Cuffariani. Compagni, baciamo le mani. E’ un voto meritato.
Ho partecipato alla marcia dei sindaci per i precari degli Enti Locali in dissesto. L’ho fatto perché i miei precari devono avere le stesse condizioni di quelli degli altri comuni che già hanno ottenuto la proroga. Il mio comune è in dissesto per gli errori del Pd, dell’Udc, di gruppi di centro sinistra e di centro destra (i nomi dei partiti nel frattempo sono scomparsi o si stanno riconvertendo). Non è giusto che i miei precari paghino per gli errori di questi partiti.
Ma bisogna anche entrare nel merito del problema.
L’Emendamento presentato dal Partito Democratico al fine di consentire la proroga dei precari degli Enti locali non solo è fumo negli occhi ma potrebbe paradossalmente essere dannoso per i precari stessi.
Se l’obiettivo era quello di consentire la proroga ai precari degli Enti in dissesto non solo questo emendamento non ottiene questo risultato ma potrebbe tagliarli fuori del tutto.
Le ragioni sono facilmente evidenziabili da chi, come noi, ha già prorogato lo scorso anno, dopo varie vicissitudini, i contratti dei lavoratori a tempo determinato senza intervento legislativo.
Infatti non è vero che i comuni in dissesto non possono prorogare i precari. Stiamo addirittura tentando di stabilizzarli, facendo i concorsi.
Bagheria è un comune in dissesto quindi la norma ci interessa direttamente e più di ogni altro parlamentare possiamo conoscere le refluenze di questo emendamento.
Ecco perché abbiamo il dovere di spiegare il GRAVE DANNO cui si può incorrere al fine di evitare la catastrofe.
La proroga è consentita a patto che si rispettino alcuni vincoli:
·         la riduzione della spesa dei contratti a tempo determinato, (art. 259 c. 6 del TUEL)
·         rispetto del patto di stabilità,
·         l’indice medio di tempestività dei pagamenti (i creditori vanno pagati entro 60 giorni).
Per consentire la proroga bisogna permettere ai comuni in dissesto di andare in deroga rispetto a TUTTI questi parametri. L’emendamento interviene solo su uno di questi, quindi nessuna proroga potrebbe essere autorizzata laddove ad esempio i Comuni non fossero in regola rispetto agli altri vincoli.
L’art. 259 c. 6 del TUEL è infatti l’articolo di cui si è avvalso il Comune di Bagheria ai fini dell’approvazione della proroga del personale a tempo determinato. Il limite di spesa, normativamente previsto, ci ha consentito purtroppo di prorogare i contratti soltanto ad 11 ore a gravare sul bilancio dell’Ente locale.
Un’altra e diversa  possibilità è data dal comma 10 dell’articolo 259 del Tuel che testualmente dice:
Le Regioni a Statuto Speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano, possono porre a proprio carico oneri per la copertura di posti negli enti locali dissestati in aggiunta a quelli di cui alla dotazione organica rideterminata, ove gli oneri predetti siano previsti per tutti gli enti operanti nell’àmbito della medesima Regione o provincia autonoma”.
Ciò significa che laddove la Regione Siciliana assumesse su di sé l’intero carico delle retribuzioni dei dipendenti a tempo determinato la proroga potrebbe essere possibile anche in deroga a tutti i vincoli.
La ragione della norma è facilmente spiegabile: i comuni in dissesto devono far fronte ai debiti e quindi laddove la spesa dei precari non incidesse direttamente sul bilancio ma fosse finanziata interamente da altri soggetti sarebbe possibile.
La domanda che ci poniamo dunque è: Visto che la norma GIÁ lo consentiva, la portata di questo emendamento quale sarebbe?
E qua casca l’asino. Il testo dell’emendamento dice ”Al comma 116, aggiungere, in fine, i seguenti periodi: Fermo il rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 557, 557-quater e 562, primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, la proroga può essere disposta in deroga ai limiti o divieti prescritti dalle vigenti disposizioni di legge. Per l’anno 2016 agli enti territoriali di cui al primo periodo del presente comma, che si trovino nelle condizioni di cui all’articolo 259 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, non si applicano le disposizioni di cui ai commi 6, 7 e 8 dell’articolo medesimo. Per gli stessi enti la proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato è subordinata all’assunzione integrale degli oneri a carico della Regione ai sensi dall’articolo 259, comma 10, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267”.
Mentre i commi 6 e 10 dell’art. 259 del TUEL sono due commi indipendenti, infatti noi abbiamo potuto prorogare nonostante non avessimo certezza che la Regione finanziasse integralmente le retribuzioni dei precari, quest’emendamento VINCOLA la proroga al finanziamento INTEGRALE delle retribuzioni quindi la ESCLUDE laddove la Regione non finanzi integralmente i precari.
A questo punto visto che il Governo nazionale non vuole salvare i precari e butta solo fumo negli occhi, non ci rimane che sperare che la Regione venga incontro ai comuni in dissesto che non sono in grado con le proprie forze di prorogare i precari aiutandoli utilizzando il comma 10 dell’articolo 259 del Tuel. Nel frattempo speriamo che il mille proroghe contenga una deroga per i comuni in dissesto sul rispetto dell’indice medio di tempestività dei pagamenti. Speriamo questa volta di essere ascoltati.
Non è corretto fare politica sulle spalle dei cittadini gettando loro solo fumo negli occhi ed illudendoli. L’articolo esisteva già, bastava applicarlo o studiare un po’ di più per verificare che quest’emendamento non è salvifico ma addirittura potrebbe impedire la proroga di tutti i precari di tutti gli Enti in dissesto delle Regioni a Statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano perché, forse i relatori non se ne saranno accorti, il comma dieci non si riferisce a tutti i comuni in dissesto d’Italia ma solo ad alcuni.”

 
 
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