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Elogio alla piazza

giovedì 7 gennaio 2016, 09:46   L'Opinione  

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russo antoninodi Antonino Russo

La piazza era considerata un tempo il salotto buono del paese. Quella antistante la chiesa Madre di Bagheria non ha particolari pregi dal punto di vista architettonico. Ha una dimensione contenuta,essendo nata come piazza di un borgo. Ha una fontana circolare al centro che oggi può disporre di un gioco d’acqua.
Recentemente è stata rifatta la pavimentazione. Oggi la piazza ha perso la sua funzione sociale. Ieri era un punto di ritrovo. – Ci vediamo in piazza – era quello che dicevano due persone che volevano incontrarsi. La mattina presto era il luogo dei braccianti agricoli che attendevano una chiamata di lavoro. Era un sollievo per quelli che la ricevevano,un tormento per quelli che erano costretti a tornare a casa a mani vuote. Anche qui era la solita storia: venivano chiamati quelli che si accontentavano di una paga più bassa.
Per tutto il giorno nella piazza era un brulicare di persone: chi arrivava,chi partiva,chi sostava temporaneamente. Anche per noi studenti di allora la piazza era un punto d’incontro. Intanto da lì si partiva per le passeggiate lungo il Corso Umberto I°: in estate l’andirivieni si protraeva anche fino all’una di notte.
Oggi i luoghi di appuntamento sono altri e la povera piazza è spesso lasciata sola.
Durante una mia recente visita alla nostra amata cittadina ho osservato la piazza malinconicamente vuota. Un pomeriggio c’era soltanto un vecchio pensionato che sonnecchiava seduto su una panchina. Ho attraversato la piazza in lungo e in largo: le vetrine dei negozi ai due lati la osservavano svogliatamente, La scena mi ha riempito di malinconia: e a mia volta ho lasciato la piazza,mettendo da parte i ricordi del tempo che fu.

 

 

Antonino Russo

 
 
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