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Tanto fumo…pochissime stelle…

mercoledì 13 gennaio 2016, 11:17   L'Opinione  

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baronedi Angelo Barone *
Da circa un anno e mezzo a Bagheria si è insediata la nuova giunta a Cinque stelle.
Punti cardine del movimento erano la partecipazione attiva del cittadino, “palazzi del potere” che da “Bunker” inaccessibili si trasformavano in “palazzi di vetro”, razionalizzazione delle spese mettendo “al bando” affidamenti diretti e incarichi “facili” a professionisti.
La domanda che mi pongo analizzando la “Bagheria di oggi” è: ” Queste linee guida vengono rispettate dall’amministrazione grillina ad oggi incaricata ad amministrare la nostra città?
Tengo a precisare che la domanda non nasce dal voler fare “le pulci” al movimento in se, quanto, poiché il ruolo che ricopro me lo impone, per la necessità di capire “chi” e “come” gestisce la nostra città.
Andiamo per ordine:
“Un cittadino informato è un cittadino libero!” continuano a ripetere gli attuali amministratori. È il loro mantra mediatico e social. Vediamo cosa succede con “l’informazione” a Bagheria.
Dopo un primo maldestro tentativo di coinvolgere la cittadinanza attraverso l’istituzione dei “Consigli di cittadinanza”, fissati per ogni ultimo venerdì del mese, ai primi battibecchi con i concittadini, che manifestavano i propri disagi, non se ne è più sentito parlare. Dopo due incontri, o forse tre, non se ne sono più organizzati: l’amministrazione (a detta di molti concittadini) è scomparsa, impossibile risulta trovarla nei luoghi istituzionali, non ricevono (se non qualche “amico” o “attivista selezionato”) più i cittadini bagheresi. Rimane tuttavia la necessità di mantenere “l’illusione” della partecipazione, far credere alla gente che Patrizio c’è, e lì a portata di mano, pronto ad ascoltare. Ci si inventa allora il “Question Time”, strumento “di ascolto” paragonabile ad uno scarico di un TIR “euro zero”.
Come dovrebbe funzionare questo benedetto “Questione Time”? Ebbene, questo strumento da la possibilità, al cittadino, di fare delle domande scritte all’amministrazione che devono pervenire al protocollo generale, e mezz’ora prima dell’inizio di ogni consiglio comunale il cittadino ha facoltà di porre la domanda all’interrogato. Detto così c’è da veder le stelle! E invece arriva la delusione, perché l’interrogante tra domanda e risposta ha a disposizione circa 5 min per completare tutto l’iter senza possibilità di replica in quanto ha solo facoltà di esprimersi sulla “soddisfazione”, e si sa com’è fiscale la nostra presidente del consiglio! Oltre a questo mi viene da chiedere: “ma se per rispondere ad un consigliere comunale i tempi di risposta si aggirano intorno ai 7/8 mesi, quanto impiegheranno per rispondere ai cittadini?”
Da considerare inoltre, per la mia “diretta” esperienza in consiglio comunale, la scarsa propensione al dialogo da parte del Sindaco, che ad ogni seduta di consiglio comunale non perde occasione di mostrarsi intollerante al confronto a causa del proprio carattere arrogante e “fumantino”. Così si assiste in aula ad accesi battibecchi, spesso conditi da offese da parte del primo cittadino, con i consiglieri e pubblico.
Avevo parlato di “Palazzo di Vetro”. Ad oggi, con la fatica e la trafila di autorizzazioni per fare un accesso agli atti o richiedere copia di un atto, in tutto nell’imbarazzo dei dipendenti comunali “impauriti” ogni qualvolta si presenta un consigliere di opposizione, mi viene da pensare che il “palazzo di vetro” a cui si riferivano è solo un’architettonica similitudine con l’attuale sede dell’ASP.
Se poi aggiungiamo che è inibito l’ingresso ai consiglieri comunali nell’aula consiliare durante le “riunioni” con gli operatori COINRES, o all’agire “segreto” da parte dell’amministrazione su tematiche importanti per la nostra città, possiamo comprendere come di “trasparente” non ci sia proprio nulla!
“Basta con gli incarichi facili e agli affidamenti diretti!”
Direi che questa affermazione si commenta da sola…..basta pensare ai manifesti censurati ad un gruppo politico nel quale venivano evidenziati con nomi e cognomi, le consulenze e gli incarichi dati ad avvocati “parenti e amici”, incarichi di “sottogoverno” dati a parenti di consiglieri e perchè no anche qualche assunzione, tipo quelle all’asilo nido….
Come non fare riferimento alla “barca di soldi” (3.000.000,00 tre milioni di € oltre IVA e conferimento a discarica) spesi, con un “Affidamento diretto” alla TECH Servizi per la raccolta dei rifiuti. Tale affidamento è oggi al vaglio di vari organi politici e giudiziari. Altri Affidamenti diretti riguardano la gestione del servizio idrico e del depuratore, affidamenti, quest’ultimi, volti a soddisfare la “megalomania” di Amministratori che pensano di saperne di più di gente qualificata e professionisti del settore, incappando anche in incidenti diplomatici (con tanto di immancabili offese) con le amministrazioni paesi limitrofi.
Cari concittadini, questo è solo una parte di quello che c’è dietro la nebbia, il fumo, che oggi avvolge la nostra Bagheria, una città che ci decantano come “in ripresa”, una città che si appresta a vivere “l’anno della svolta”, ma che nella realtà vive oggi una fase di grave stallo, intrisa  del culto “dell’apparenza” e di sconfortante “lassismo”. Bagheria è oggi ostaggio di personaggi “arroganti”  chiusi ad ogni forma di confronto con le altre forze politiche e, cosa molto più grave, con i cittadini e le forze produttive del territorio. Personaggi che ricordano gli “attori peggiori” della prima repubblica, quelli che imponevano la loro volontà con il “potere” e non con la “ragione”. Personaggi che solo all’apparenza parlano con i cittadini, ma non “ascoltano”, che abusano dei numeri in consiglio comunale. Personaggi che operano scelte amministrative spinte dall’ego personale e non ha contezza delle gravi conseguenze che portano, che non perdono occasione di farsi propaganda e strumentalizzare a proprio favore, senza fare differenza, atti vili o manifestazioni socio-culturali.
Che hanno la presunzione di parlare di cultura e si permettono di trasformare le ville in discoteche bypassando anche i regolamenti, che si permettono di cancellare nomi di vie e piazze storiche fregandosene della storia, oltre dei disagi per i residenti, in nome di qualche circolare ISTAT.
Concludo questa mia riflessione con l’invito forte e deciso ai miei concittadini a reagire a tutto ciò! Ad interessarsi, chiedere, proporre, stare accanto e supportare con il giusto mix di “bastone e carota” i consiglieri comunali, ponte tra la città e l’amministrazione, voce in consiglio.

*consigliere comunale “Cambiare Bagheria”

 
 
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