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Approvata dall’Ars la norma della Finanziaria sui precari, compresi quelli di Bagheria

domenica 28 febbraio 2016, 20:15   Attualità  

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contrattisti-2Buone notizie per i 31 precari del Comune di Bagheria.
Dopo cinque ore di scontri l’Ars ha approvato la norma della Finanziaria che stanzia il budget per i 24 mila precari degli enti locali siciliani. Pronti poco meno di 189 milioni. La novità della norma approvata riguarda l’obbligo per i sindaci di avviare i processi di stabilizzazione. Finora ogni legge che ha previsto il posto fisso è rimasta sulla carta per problemi finanziari. Ora Crocetta ha fatto approvare un articolo che impone ai sindaci di coprire con stabilizzazioni tutti i vuoti d’organico, pena la perdita dei corrispondenti finanziamenti.
È il tentativo del governo regionale di scuotere i sindaci.
Un emendamento di Vincenzo Vinciullo (Ncd) permette di erogare i finanziamenti e consentire quindi almeno le proroghe dei contratti nei Comuni in dissesto: una chance che in primis salverà i precari di Bagheria, Augusta e un’altra quindicina di città e paesi.
Cassati invece gli emendamenti che avrebbero offerto un paracadute (leggasi proroga) ai precari delle Province e ai 3.600 operatori degli ex sportelli multifunzionali della formazione professionale. Nel primo caso c’è ancora margine per intervenire, nel secondo caso si rinvia tutto a una norma da discutere dopo la Finanziaria.
“Non condividiamo l’intransigenza della presidenza dell’Ars che non ha permesso la trattazione di alcuni importanti emendamenti già apprezzati nelle commissioni di merito che per questioni formali non erano inseriti tra gli emendamenti ammissibili”. Lo affermano i deputati di Sicilia Futura, Giuseppe Picciolo, Edy Tamajo, Michele Cimino, Totò Cascio, Salvo Lo Giudice, Totò Lentini e Marcello Greco. “Quando si parla di precari dei comuni, degli sportellisti e di altri lavoratori precari bisogna pensare allo sconforto in cui versano migliaia di famiglie siciliane che attendevano dall’Aula una risposta, ancora una volta rinviata per tecnicismi “variabili”, più o meno legittimi, dai quali intendiamo prendere le distanze come gruppo politico”.

(notizie tratte da gds.it)

 

 
 
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