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Bagheria. Orazio Amenta del Pd: “l’assessore Tripoli deve dimettersi”

giovedì 11 febbraio 2016, 14:16   Politica  

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amenta“Cosa aspetta a dimettersi l’assessore all’Urbanistica Luca Tripoli?”
A sostenerlo è Orazio Amenta, segretario cittadino del Pd.
Con un comunicato stampa sostiene che “è vero che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, ma è anche vero che la politica è responsabilità. Dopo i fatti raccontati nell’inchiesta delle ‘Iene’, ci saremmo aspettati in queste ore un gesto dovuto. Ricordiamo che si parla di un fabbricato rurale di 20 mq che diventa una villa da 120 mq, e questo accadeva pochi anni fa e non 40, quando, come ha fatto notare il sindaco Patrizio Cinque, l’abusivismo edilizio era prassi (ma sempre reato, aggiungiamo noi).”
Amenta aggiunge che “il sindaco e l’assessore all’urbanistica, figlio del proprietario della casa, hanno detto che era tutto a posto e la villa sanabile, quando anche le pietre sanno che non c’è modo di regolarizzare un tale abuso edilizio.  La conferma è arrivata in queste ore anche da una lettera di diniego alla sanatoria da parte degli uffici tecnici del comune. Fa ancora più riflettere che la richiesta di regolarizzazione sia stata presentata un mese dopo la nomina di Luca Tripoli ad assessore e un anno dopo la realizzazione dell’abuso. I sospetti sono leciti e confermati dal fatto che c’è voluto un anno e mezzo e il servizio delle Iene per fare muovere l’Ufficio Tecnico, che solo dopo il clamore mediatico ha diniegato la pratica. Una richiesta di regolarizzazione che doveva essere respinta ventiquattro ore dopo la sua presentazione, a meno che non si volessero fare carte false. E dire che il Sindaco per difendere il suo assessore ha citato perfino Peppino Impastato: “Non ricadano sui figli le colpe dei padri”. Ma mentre Peppino Impastato si è dissociato dalla condotta di vita del padre, pagando con la sua vita, l’arch. Luca Tripoli non solo si è foderato gli occhi di prosciutto per non vedere e non sentire, ma ha provato a difendere un abuso indifendibile, con l’appoggio e la protezione del Sindaco. L’assessore Tripoli deve dimettersi oggi perché incompatibile; perché mentre dal suo assessorato partivano ordinanze di demolizione per abusi commessi da semplici cittadini, lui ometteva di denunciare l’abuso che riguardava l’immobile della sua famiglia e anzi seguiva l’evoluzione della pratica di sanatoria negli uffici di sua competenza; perché abbiamo l’impressione che, se non fossero intervenute le Iene, quel fabbricato in un modo o nell’altro avrebbe avuto la possibilità di essere sanato; perché nonostante l’assoluta incompatibilità con la sua carica ha continuato ad operare come libero professionista, in palese violazione dello statuto comunale e del TUEL, in chiaro ed evidente conflitto d’interesse; perché in tema di abusivismo edilizio alle parole devono seguire i fatti: connivenze, prese in giro e “mascariamenti” non sono ammessi. Questa amministrazione utilizza la denuncia ai fini politici, colpendo gli avversari e salvaguardando amici, parenti e compagni di ventura. Il sindaco Patrizio Cinque dimostri per una volta coerenza politica e faccia rimettere il mandato al suo assessore.

 
 
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