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Per “La Repubblica”: “il sindaco 5 Stelle parla come Ciancimino”

sabato 20 febbraio 2016, 16:21   Attualità  

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la-repubblicaNon si placa l’eco mediatico nei confronti dl sindaco Patrizio Cinque.
Il quotidiano Repubblica, nell’edizione palerminata, è tornato ad occuparsi delle ultime vicende che hanno riguardato il sindaco di Bagheria.
Lo ha fatto con un articolo di commento, firmato da Carmelo Caruso, pubblicato di “spalla” nella copertina dell’inserto regionale, dal titolo “Il sindaco 5Stelle che parla come Ciancimino”.
Si tratta di un “opinione” molto critica nei confronti del sindaco.
“Gli mancava solo il bastone. – si legge nell’articolo- Con la  stessa violenza degli squadristi e il lessico da coltello, il sindaco del MoV 5 stelle di Bagheria, Patrizio Cinque, si rivolge a  un cittadino così come Luca Brasi ne “Il Padrino” si presentava alle sue vittime “Io ti strappo il cuore”. E infatti sembrava irriconoscibile questo giovane eccitato e incontrollato nel video che già lo dimissiona e che lo sta consegnando al paese come sindaco in versione malandrino, il grillino in versione podestà.”
L’articolo prosegue rincarando la dose: “i siciliani che conoscono la doppiezza della semantica non possono non ricordare che il gergo usato è quello spavaldo dei guappi organizzati, dei ribaldi da marciapiedi. Cinque purtroppo non è nuovo alla gaffe. Solo grazie ai giornalisti ha ricordato che la casa di suo padre fosse a sua insaputa abusiva. Quando è stato convocato all’Ars per discutere di ambiente e inquinamento, ha argomentato non con pensieri e numeri ma con gli sbuffi dei bricconi e il fuoco dalle narici: “Mi volete fare nuovo. Volete colpire me”. Si ved subito che qui la novità non è la rivoluzione digitale che annunciava Grillo ma il frasario arcaico della peggiore Sicilia.
“Certo, l’isola ha sempre avuto sindaci sgrammaticati, corrotti, infiltrati, ma nessuno poteva pensare di ritrovare tanto più nel M5S, l’enciclopedia rusticana e il dizionario di un Ciancimino.” Per questo siamo sicuri che anche gli elettori, i deputati regionali del Movimento 5 stelle si siano già vergognati di questo sindaco che parlando li sporca e che amministrando li minaccia, anzi “li posa”. ”
Carmelo Caruso conclude con una sorta di appello ai vertici del Movimento: “ci pensi il Movimento, esperto nell’espellere e selezionare, a ripulire e ritornare alle origini, perfino al liberatorio e disarmante turpiloquio. Se il nuovo è questo, ridateci il vaffanculo.”

 

 
 
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