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Altavilla Milicia. Rischia di chiudere l’autosalone di Gianluca Calì per fallimento

giovedì 17 marzo 2016, 11:51   Attualità  

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calìRischia di chiudere l’autosalone di Altavilla Milicia, di Gianluca Calì, l’imprenditore di Casteldaccia che ha detto “no” alla mafia e al pizzo.
Calì è alle prese con pignoramenti e l’agenzia delle entrate che potrebbero costringerlo a chiudere, malgrado sia stato riconosciuto lo stato di vittima della mafia e che dovrebbe ricevere aiuti economici dallo Stato. Ma gli aiuti tardano ad arrivare e Calì è con l’acqua alla gola.
In un drammatico post pubblicato sulla sua pagina facebook ha lanciato l’allarme.
“Avevo un’azienda florida, produttiva, fatturavo 24.000.000 euro, avevo 24 dipendenti, e guadagnavo tanto. Avevo una vita felice, spensierata, piena di soddisfazioni. Ero un giovane imprenditore, pieno di entusiasmo e voglia di fare,
un padre di famiglia attento e premuroso, una famiglia unita e serena.
Poi la mano di due persone incappucciate che buttano benzina su tutto questo……. Che in un nulla distruggono tutto. Dopo le doverose denunce.
Da lì in poi, ho ricevuto tante pacche sulle spalle, tante strette di mano, tanto sostegno da molta gente perbene ma.
Ggli ultimi mesi li ho trascorsi a chiedere alle autorità preposte, di far sì che io e la mia azienda, potessimo beneficiare della legge 44/99 che prevede che possiamo essere tutelati e protetti dallo Stato, quello Stato a cui ho dato tanto e che invece mio malgrado, fa finta di niente.”
Calì sottolinea di essere vittima anche di una sorta di scaricabarile da esponenti dello Stato visto che la legge che potrebbe salvarlo tarda ad essere applicata.

“Mi auguro dal profondo del cuore, che questo continuo scarica barile da ufficio ad ufficio, stia per finire, perché se questo malauguratamente non dovesse accadere, da qui a qualche giorno, sarò un fallito. Sarò costretto a dichiarare Fallimento come Azienda, sarò fallito come Padre, come Persona.
Saremo falliti tutti. Volevo chiudere per la crisi o perché non so più fare più l’imprenditore, ma sarò costretto a chiudere per Racket.

Ricordo quei “Signori”, poi finiti in carcere, che per mesi tra un “Ringraziamento oh Signori e l’altro” mi hanno minacciato dicendomi “Se non te ne vai, se non chiudi… ti finisce male!” , e male mi è finita, perché sono e sarò un fallito, un grande fallito, il capo dei falliti”.

Calì continua il suo sfogo dicendo che adesso molti saranno felici in carcere e che brindisi per questa sua sconfitta.
“La sconfitta di noi tutti che crediamo in questo Stato, che fa proclami e pubblicizza a suon di Spot Milionari in tutte le tv. “enuncia il Racket, e lo Stato ti aiuterà”, e poi tante belle parole.

Ho messo anima e corpo in questa battaglia, sacrificando la mia famiglia e i miei figli più di tutto e il risultato è una sconfitta.

Con gli occhi lucidi e pieni di lacrime, ringrazio di vero cuore quanti hanno creduto in me e quanti hanno sostenuta questa difficile e dura battaglia.”

 

 
 
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