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Bagheria. Esperti a confronti sulle prospettive concrete per il futuro del territorio

sabato 12 marzo 2016, 19:07   Attualità  

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tavola rotonda chiesa madredi Federica Colletta

“Quali prospettive concrete del presente per il futuro del territorio” è il tema della tavola rotonda svoltasi all’interno della chiesa Madre, su iniziativa del sacerdote Giovanni La Mendola. All’evento moderato da Italo Fragale, presidente Confcommercio Bagheria, hanno preso parte numerosi rappresentanti del mondo politico e sociale. Ha preso parte anche il sindaco Patrizio Cinque.
Padre Giovanni La Mendola, ha ringraziato i cittadini per la presenza e soprattutto i giovani studenti.
Importante interrogarsi sul perché i giovani del nostro paese troppo spesso negli ultimi anni hanno preferito andare via dalla loro città per recarsi altrove (al nord o all’estero) per cercare lavoro o per studiare. Dobbiamo assolutamente evitare che le intelligenze che noi possediamo vengano perdute. Ecco perché era necessario parlare delle possibilità “concrete”, per l’appunto, presenti nel nostro territorio.
Stanislao Saeli, magistrato, ha voluto parlare di legalità, parola ricorrente nel corso del dibattito perché senza legalità non vi può essere sviluppo. Ha fatto riflettere sul binomio legalità/libertà e sul rapporto tra diritto e dovere, portando ad esempio scenari di vita quotidiana molto efficaci. È un diritto e una libertà che ci appartiene, desiderare e voler vivere in un paese con aria pulita: “A questa libertà, però, consegue anche il rispetto (e il Dovere da parte nostra di rispettare) le regole anti – inquinamento.
Occorre rispettare le regole ed è necessario che queste vengano rispettate dalla maggioranza dei consociati. Altresì necessari sono la volontà di adesione alle regole e l’adeguata sanzione nel caso in cui queste non vengano rispettate, che quindi interviene nella fase patologica. La scuola può fare molto per rendere i cittadini consapevoli, per fare in modo che il diritto al voto venga utilizzato al meglio e per rendere migliore questo sistema democratico.”

Ignazio La Monica, professore in pensione, ha sottolineato l’importanza del progetto previsto dalla riforma del sistema scolastico che permette l’alternanza tra scuola e lavoro: “è necessario dare continuità all’apprendimento scolastico attraverso la possibilità di lavorare. Infatti, ci sono delle competenze a cui la scuola può dare risposte e già interviene; ce ne sono altre tecnico – professionali di cui non si può occupare, ed è solo con il lavoro, con la pratica, con esperienze da svolgere all’esterno con altre realtà che bisogna colmare.”

A questo punto, è intervenuto il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, che ha spronato i giovani a “svegliarsi”, a fare la rivoluzione, a scendere in piazza: “non possiamo restare passivi di fronte a ciò che stiamo perdendo sotto i nostri occhi: sta cambiando l’agricoltura, sta cambiando il sistema pensionistico e noi non ce ne rendiamo nemmeno conto. Questa è una terra di cultura, di agricoltura, di artigianato, dobbiamo comprare i nostri prodotti che sono i migliori qualitativamente e far crescere quel basso Pil che abbiamo. Anche perché comprando prodotti di altri Paesi perdiamo sia qualitativamente che economicamente.”

L’Ingegnere Leoluca Liggio, Past Presindent dei Lions Club e attuale socio, fa riferimento “ad un nuovo modo di intendere lo sviluppo urbano, lo sviluppo sociale ed economico di un territorio. Fa riferimento ad una parola scientifica “Smartcity”. Ci sono degli strumenti che devono catturare il grado di maturità dei singoli e della cittadinanza.”

Rosanna Montalto, Vice Presidente Confcommercio Provinciale con delega alla legalità, che fa riferimento alla causa dei problemi che vediamo oggi: “in passato si sono fatte delle scelte clientelari che hanno creato: assenza di infrastrutture, corruzione, disoccupazione e tanto altro ancora. Questo non significa che dobbiamo arrenderci e restare passivi, anche perché non ce lo possiamo permettere al giorno d’oggi. È possibile un cambiamento: esiste un Capitale sociale, che siamo tutti noi, che può battere il capitale sociale cattivo. È essenziale, però, fiducia reciproca,  interesse al bene comune e alla legalità, attivando azioni di contrasto. Questo deve spingere i cittadini di buona volontà, ma devono essere aiutati dai Governi locali che a loro volta devono cooperare tra di loro.”

Nicolò Benfante, dottore commercialista, ha spiegato come da una indagine statistica di fine 2015 si apprende, con molta tristezza, che in Italia mancano circa 150.000 persone, di cui 90.000 solo giovani che sono emigrati all’estero per motivi di lavoro o studio: “questo fenomeno di fuga di cervelli o emigrazione giovanile sta diventando serio e pericoloso, in quanto tra non molti anni l’Italia sarà solo un paese di vecchi. Ma quali sono le soluzioni? In primo luogo è necessario aumentare gli investimenti sulla ricerca e non bloccarli, come sta facendo; non parlare di palliativi ma pensare a lungo termine; prevedere degli incentivi alle imprese e soprattutto bisogna trovare il giusto rapporto tra amministrazione, imprese, sindacati ed autorità scolastiche, ma soprattutto ci deve essere meno burocrazia.”

Il presidente A.N.C.I. Sicilia Giovani, Maurizio Lo Galbo, ha riferito che il problema della disoccupazione è atavico e che in questi anni non abbiamo avuto valide risposte per limare la soglia della percentuale: “nemmeno il Piano Giovani riesce ad essere una valida alternativa. Invece sarebbe necessario incidere sul regime fiscale. l’obiettivo, spiega Lo Galbo, è creare un indotto che vada a sviluppare e “sfruttare” tutti i finanziamenti non solo della Comunità Europea, ma anche bandi nazionali e regionali. Questo è lo scopo dello “Sportello Europa”: portare a conoscenza dei giovani le opportunità che ci offre lo Stato e la Regione. Non possiamo chiedere sempre ai cittadini di fare sacrifici.”

A seguire, ci sono stati numerosissimi interventi: a partire da quello di Michelangelo Balistreri e Gianluca Maria Calì, noti imprenditori che hanno subito richieste di pizzo e che hanno denunciato. Ma non solo. Il primo, oltre ad essere un artista, è conosciuto per “il Museo dell’Acciuga” quotidianamente visitato da persone di varia nazionalità, che racchiude in se un mix di storia, arte e tradizioni. Ha concluso il suo intervento recitando la sua poesia “Poveri illusi”, sottolineando che la parola antimafia non esiste e non lo identifica: tutti siamo contro la mafia. Il secondo, Calì, nonostante le difficoltà che ha dovuto e sta affrontando tutt’ora, ha aperto un’attività a Palermo e a Cefalù per accogliere turisti da ogni parte del mondo, per far acquistare loro e poi ristrutturare immobili.

A seguire, interventi della Professoressa Castronovo, degli ex consiglieri comunali  Eustachio Cilea e Nino Di Francesca.
Padre La Mendola, in conclusione, ha voluto ricordare Padre Pino Puglisi, sperando che le sue parole possono essere monito per l’intera comunità: “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto, con coerenza e onestà”.

 

Ultima modifica giovedì 17 marzo 2016, 11:57

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