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Bagheria. Fondi europei. Una stagione sprecata? di Maria Saeli

mercoledì 23 marzo 2016, 21:39   L'Opinione  

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saeli-mariadi Maria Saeli *

Sui fondi europei tante parole sono state spese e tante voci si sono alzate. Sicuramente non sono le risorse che mancano, se si pensa a tutte le forme possibili di finanziamento alle quali poter accedere (fondi FESR, FSE, fondi diretti, fondi indiretti, cofinanziati etc.). Ciò che manca a questa Regione è la capacità di utilizzare queste risorse perché, si sa, per utilizzarle bisogna progettare, avere una visione di insieme e di sguardo al futuro e soprattutto, bisogna anche avere le persone giuste al posto giusto.
Ed è proprio questo uno dei punti nevralgici della questione, avere a disposizione una classe dirigente credibile e capace, che sia inserita nei luoghi deputati in base alle proprie competenze e che sia circondata da funzionari con competenze altrettanto congrue.
Sul piano Regionale si assiste allo sfacelo, si è di fronte ad una situazione disastrosa in cui non si riesce, paradossalmente, a spendere ciò che ci viene elargito. Una Regione che dovrebbe puntare ogni sua risorsa, materiale e professionale, sul turismo, sulla cultura e sullo sviluppo, e che invece si lascia bloccare 51 milioni di euro di finanziamenti per i beni culturali a causa di progetti incompleti, schede mal compilate e “livelli progettuali mancanti”, ha sicuramente un gap che va colmato. E va colmato anche in relazione alla nuova legge di stabilità appena approvata, che di fatto blocca qualsiasi genere di sgravio fiscale per le aziende (per quelle poche che ancora hanno il coraggio di restare in questa terra), che blocca quegli strumenti finanziari  che il Governo Nazionale ha introdotto con il “Patto per il Sud” e che invece rimpolpa gli stipendi dei dirigenti (anche se alle volte dirigono stanze vuote) con premialità di cui, almeno certuni, non dovrebbero godere.
Da bagherese, inoltre, mi piacerebbe molto sapere il perché ci si ricordi della mia città solo in prossimità delle tornate elettorali e che invece nulla si sia fatto per consentire di rientrare tra i destinatari degli interventi consentiti dal Patto per la Sicilia 2015; oppure ci sono città di serie A ( solo per fare alcuni nomi, Gela, Termini Imerese etc.) e altre di serie B?
Andando sul piano locale, ci si chiede come mai non si stia approfittando di tale opportunità, fornita dalla programmazione 2014-2020, per poter dare uno slancio diverso alla città. Come mai ancora nel 2016 non un solo progetto sia stato presentato; come mai non si siano creati momenti di incontro con la cittadinanza (tanto decantati prima di ricoprire i ruoli istituzionali) per discutere di queste opportunità di sviluppo. PSR, fondi per la pesca (ricordando che Aspra è destinata a prestarsi a questa attività..e non solo), fondi legati alle PMI, fondi destinati esclusivamente ai Comuni del Sud per la Sostenibilità e l’Efficienza Energetica.
Quali e quanti sono i progetti presentati dal nostro Comune per questa nuova programmazione ( dei progetti portati a compimento grazie all’attività progettuale 2007-2013, di cui dunque si possono solo goderne i risultati, ne siamo a conoscenza)?
Quali strade si sono tentate?
E’ stata tentata la strada anche del Patto con il Sud? Ci si è “sbracciati” per far si che anche Bagheria potesse avere giovamento da questa ondata di stanziamenti Nazionali? Oppure ci si è chiusi nelle proprie posizioni sotto dietrologie di appartenenza a diversi schieramenti politici?

* esecutivo provinciale PD

 

 
 
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