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L’eredità delle
giornate del FAI

mercoledì 23 marzo 2016, 15:26   L'Opinione  

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balistreri micheledi Michele Balistreri 

Le Giornate  di Primavera, il grande evento di piazza organizzato ogni anno dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), il cui scopo è quello di agire, senza scopo di lucro, per la tutela, la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico e naturale italiano, attraverso il restauro e l’apertura al pubblico dei beni storici, artistici o naturalistici ricevuti per donazione, eredità o comodato) e giunte alla 24° edizione, quest’anno hanno lasciato nel territorio bagherese un’eredità ed un patrimonio immateriale straordinario per partecipazione, coinvolgimento e presenze di turisti.  Per il terzo anno (due anni fa toccò a Villa Larderia, lo scorso anno a Villa San Cataldo) anche Bagheria ha aderito all’evento, grazie all’impegno profuso dalla sezione cittadina magistralmente coordinata dalla Prof. Giuseppina Greco, ampliando l’offerta ai visitatori ed ai turisti aprendo  ad Aspra  la Villa Sant’Isidoro De Cordoba, la chiesa Maria SS. Addolorata per vedere gli affreschi  giovanili di Guttuso e il Museo dell’Acciuga. La tre giorni organizzata dal FAI ha lasciato una grande testimonianza di partecipazione e di speranza per il nostro territorio, rilanciandone l’immagine  in ambito regionale e nazionale. Un risposta agli scettici,  a quanti pensano che il nostro territorio  abbia scarso appeal  e una carente attrattività turistica. Si avvertiva la necessità di trasmettere un messaggio positivo all’esterno, dopo mesi che Bagheria è stata veicoilata nel circuito mediatico nazionale per eventie fatti negativi (vicenda abusivismo, la persistente richiesta del pizzo agli imprenditori da parte della mafia locale,il cattivo stato di manutenzione degli edifici scolastici ecc…). Lo scontro politico si è così inacattivito che a farne le spese sono state le residue speranze dei bagheresi di vedere la propria Città protagonista in uno slancio di riscatto civile ed economico. giornata faiA sancire un inversione di tendenza è stata l’azione e la passione di uomini, donne, di associazioni, di imprenditori,  istituzioni scolastiche che con il loro impegno hanno voluto sottolineare la vivacità del tessuto civile e civico della Città (innanzitutto i volontari del FAI, la famiglia Balistreri che ha aperto ai visitatori il Museo delle Acciughe con l’infaticabile Michelangelo che tra il racconto di un aneddoto, la recita di una poesia e il canto di una canzone si è rilvelato un perfetto padrone di casa facendo sentire a proiprio agio i visitatori e gli innumerevoli studenti, l’imprenditore Domenico Angileri, proprietario di Villa Sant’Isidoro-De Cordova che aperto le porte del museo etno-antropolico legato alla cultura contadina, padre  Vincenzo  Battaglia che di concerto con la Curia ha aperto le porte della Chiesa di Aspra ed i tantissimi ragazzi delle scuole medie e superiori del comprensorio,  che attraverso un percorso di formazione svolto con il supporto dei loro insegnanti e dei delegati FAI,  hanno raccontato ai visitatori il valore dei luoghi e le storie che custodiscono, ed infine  l’Associazione dei produttori di ortofrutta APO Sicilia diretta da Antonio Fricano che ha offerto ai visitatori agrumi siciliani). Il messaggio di sottofondo è stato all’insegna del motto” Noi non ci stiamo  al gioco al massacro  e al ribasso e vogliamo ribadire che il nostro territorio è permeato di valori positivi,  sprigiona energie creative e spirito propositivo, non ci arrendiamo al declino ma crediamo ad un  presente pieno di speranza che fonda le sue prospettive future sulle giovani generazioni rappresentate dai tanti ragazzi delle scuole medie e superiori  che si  sono rivelati degli “apprendisti ciceroni” , indossando i panni di narratori d’eccezione”.  Questa manifestazione ritengo, che costituisca una tappa fondamentale nella piena presa di coscienza e consapevolezza da parte di tutta la comunità bagherese e del comprensorio, delle potenzialità turistiche e della necessità di lavorare alacremente sulla  vocazione turistica del territorio. Uno sforzo indirizzato  ad inserire il comprensorio turistico Bagheria-Santa Flavia- Casteldaccia nel tour turistico siciliano, connotandolo come destinazione turistica, colmando così  il buco del tragitto Palermo-Cefalu’ e  creando  le condizioni affinché i nuovi turisti-viaggiatori (che attraverso il web costruiscono da soli il loro giro turistico), inseriscano quantomeno un pernottamento. Questo implicherà uno sforzo nella direzione dell’incremento della ricettività (posti letto, anche se ad oggi si contano già 12 alberghi, 3 agriturismi e ben 58 strutture ricettive assimilabili alla tipologia Bed & Breakfast – Case vacanze. ) e la risoluzione di problematiche annose quali quelle legate alla mobilità e all’accessibilità (stradale, autostradale, ferroviario) e al decoro   urbano ed all’efficienza dei servizi a rete (vicenda  acqua e rifiuti) che ad onore del vero nell’ultimo anno  ha registrato segnali confortanti di un deciso  miglioramento.  Oltre che i singoli cittadini sarà necessaria lo sforzo e l’impegno delle istituzioni, ma questa è un’altra storia. Speriamo di occuparcene in altre occasioni.

 
 
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