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Perchè puntare
sul turismo a Bagheria

giovedì 10 marzo 2016, 20:01   L'Opinione  

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balistreri micheledi Michele Balistreri

La notizia che il  Comune di Bagheria sarà presente, attraverso il distretto turistico Palermo – Costa Normanna, alla fiera del turismo ITB di Berlino,  ci induce a svolgere qualche riflessione sulle potenzialià inespresse di questo settore economico nel nostro comprensorio.
museo guttuo 1I dati sulle diverse performance dei sistemi Territoriali Locali del Lavoro in Italia, mostrano chiaramente come la capacità di individuazione e di messa a valore della vocazione di ciascun territorio, paghi in termini di occupazione e sviluppo del territorio stesso; ciò è tanto più vero nel caso di territori che hanno saputo puntare su attività legate in particolare al turismo o all’agroalimentare ed ai beni culturali, che sempre più spesso si legano all’interno di filiere locali ed integrate,  svolgendo  la funzione di moltiplicatori di ricchezza.

Il dato del CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali)  relativo al  2014   sulla  Graduatoria dei Sistemi Locali del Lavoro, per numero di imprese attive per 1.000 abitanti, ci fornisce la cifra e la misura della drammaticità della crisi economica nel comprensorio bagherese. Se la  media nazionale  si attesta a 84,4 imprese  per 1000 abitanti, il sistema territoriale Locale del Lavoro di Bagheria (che ingloba 100.000 abitanti) occupa l’ultima posizione su  686 sistemi  comprensoriali italiani, con un numero  complessivo di 4.773 imprese ed una media di  sole 48,0  imprese per 1.000 abitanti.

Quindi rincorrere una propria vocazione, individuare la propria tipicità è una ricchezza che aiuta il territorio a crescere: non è un caso che i sistemi senza specializzazione siano quelli che subiscono le maggiori perdite in termini percentuali nel numero delle imprese attive durante gli anni della crisi.  Oggi per le ragioni esposte sopra, è quasi d’obbligo parlare di vocazione turistica nel comprensorio bagherese; i numeri d’altronde parlano della presenza nei comuni di Bagheria, Santa Flavia e Casteldaccia di 12 alberghi, 3 agriturismi e ben 58 strutture ricettive assimilabili alla tipologia Bed & Breakfast – Case vacanze.

Numeri di tutto rispetto ma che implicano l’adozione di una strategia comprensoriale, che fissi  una priorità d’interventi:  1) Creazione di un titolo unico  d’accesso ai musei ed ai siti ambientali ed archeologici 2) Recupero di parte del patrimonio immobiliare delle seconde case, soprattutto edificate sulla costa, alla ricettività turistica, attraverso lo strumento del Bed & Breakfast- Casa-Vacanze, 3) Attuazione di una  strutturata e non occasionale politica di  marketing territoriale legata alla valorizzazione dei prodotti tipici del settore agro-alimentare (limone, sfincione di Bagheria, buccellato di Casteldaccia, pesce azzurro dei borghi marinari di Aspra e Porticello), che oggi, sempre più risulta  una leva formidabile per la promozione di una dato territorio. Difatti  l’unicità dei prodotti di una Comunità ne racconta e connota la storia, la cultura e l’identità. 4) Rafforzamento e potenziamento degli Musei dell’identità contadina e marinara che raggruppano le tradizioni culturali, etniche, storiche del territorio per far rivivere al turista le  esperienze, uniche e suggestionali,  legate all’immenso patrimonio dei saperi, dei sapori e degli odori di cui il nostro territorio è  estremamente ricco 5) Reale fruizione del parco di Monte Catalfano, importante risorsa ambientale del comprensorio, e per molti aspetti unica nelle sue caratteristiche naturalistiche.  6) Il recupero e la rivalutazione del patrimonio culturale, materiale ed immateriale arabo-normanno che ha nel territorio presenze di grande significato ( sistema di irrigazione araba, la pasticceria d’eccellenza di derivazione araba, etc..) che ha una grande valenza , tenuto conto che il comprensorio bagherese si ritrova nel corridoio Palermo- Cefalù, i cui monumenti arabi-normanni  hanno ottenuto il  riconoscimento di patrimonio universale  da parte dell`Unesco.   D’altronde il nostro territorio può vantare un’offerta turistca integrata che unisce  1) al turismo culturale (il polo delle ville settecentesche ed il Museo Guttuso), 2) quello balneare della formula tradizionale sole-mare, 3) quello paesaggistico-ambientale- naturalistico dei borghi marinari di Aspra, Porticello, S.Elia, Soltanto, degli scorci di Capo Zafferano e Mongerbino e del parco naturale di Monte Catalfano, 4) quello archeologico del sito di Solunto, 5) al pesca-turismo delle marinerie di Aspra e Porticello, 6) a quello eno-gastronomico ( la sede degli stabilimenti del marchio storico “VINI CORVO”  e le eccellenze  dei locali  storici della ristorazione e della pasticceria recensiti e premiati  dalle riviste specializzate:  “I Pupi” con lo chef stellato Tony Lo Coco, “Don Ciccio” della famiglia Castronovo, “Don Gino” della famiglia Codogno,  il “Mata Hari”, “Bar Ester” della famiglia Di Marco -Notaro, “La Muciara” di Nello il Greco, ” Il Faro Verde” della famiglia Balistreri, “La Rotonda” della famiglia Guttilla , ed  il polo della gastronomia dei borghi marinari di Aspra e Porticello, etc… 7) la rete degli eco-musei delle tradizioni del territorio ( il Museo delle acciughe di Aspra della famiglia Balistreri ed il Museo della tradizione agricola a Villa Sant’Isidoro da poco reso fruibile ai turisti).

Nella realtà del Distretto  bagherese ricco di storia e di cultura, occorre avviare un processo di coscienza e consapevolezza delle potenzialità del settore turistico, che passi anche  attraverso un percorso di programmazione partecipata che veda protagonisti i principali attori dello sviluppo locale: imprese e  associazioni (operanti nel settore agro-alimentare, turistico, dei beni culturali e artigianale), operatori della formazione,  cittadini e amministratori locali, per l’identificazione di strumenti di marketing territoriali, di attrattività e promozione  turistica,  risconoscibili sia all’interno della comunità e soprattutto all’esterno.

 

 
 
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