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Parlano i dipendenti del Coinres non graditi: “da 3 mesi siamo senza soldi”

mercoledì 20 aprile 2016, 07:50   Attualità  

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operai non graditi coinresdi Martino Grasso

Da 3 mesi si recano negli ufficio del Coinres all’interno dell’autoparco, firmano i fogli di presenza ma non svolgono nessun compito e soprattutto non percepiscono lo stipendio.
Sono 7 dei 12 dipendenti per i quali il sindaco aveva firmato nei mesi scorsi un’ordinanza con la quale erano stati allontanati perchè “non è funzionale al buon andamento del servizio RSU nel territorio bagherese”.
Per loro il sindaco, con una nota della fine di gennaio, aveva chiesto di revocare il “comando” chiedendo che non venissero retribuiti a carico del Comune stesso. Era stato chiesto che il personale venisse destinato negli altri Comuni che aderiscono al Coinres. Ai dipendenti è stato anche inibito l’utilizzo dei badge.
Ma di 12 solo 5 sono tornati al lavoro. Gli altri sottolineano di avere grosse difficoltà economiche visto che non percepiscono nessun compenso. Adesso chiedono di tornare al lavoro e di avere pagati gli stipendi, compresi gli arretrati. E chiedono di essere trattati con dignità. Chiedono anche un incontro con l’amministrazione comunale per capire quale sarà il loro destino. 
Fra loro c’è anche una donna, Mariangela Tesauro di 42 anni.
“Siamo in condizioni difficilissime -dice- non percepiamo soldi e non sappiamo più come fare. Abbiamo mutui che non riusciamo a pagare e le nostre famiglie hanno grossissime difficoltà. Io sono stata operata all’addome e per questo sono stata dichiarata non utile. Mi sembra assurdo”.
Nel provvedimento firmato dal sindaco c’era il poco gradimento dell’amministrazione nei confronti delle persone in oggetto. Secondo la nota a firma del primo cittadino, due di loro potrebbero anche essere fiancheggiatori della famiglia mafiosa bagherese. La nota era stata inviata dal sindaco ai vertici del Coinres.
Nella nota si aggiunge che “due di loro in particolare (e si fanno i nomi) potrebbero ritenersi fiancheggiatori della famiglia mafiosa bagherese e che pertanto, sono incompatibili con lo svolgimento di attività lavorativa per la pubblica amministrazione e non possano in alcun modo lavorare per i cittadini bagheresi”.
I due dipendenti hanno presentato denuncia al commissariato di polizia nei giorni scorsi.
Hanno sottolineato di non avere mai avuto notificato provvedimenti dove risultano indagati in ordine e condotte connesse alla criminalità organizzata o a frequentazioni di ambienti malavitosi.
Fra loro c’è Onofrio Galioto che respinge ogni accusa.
“La mia famiglia è composta da persone perbene -dice- Questa situazione ci ha creato grossi problemi. mio figlio non può andare a scuola. Io ho svolto regolare servizio dall’8 ottobre 2015 fino al 21 gennaio 2016. Ho svolto le mansioni di caposquadra addetto al controllo del servizio di spazzamento, sia meccanico che manuale.  Ho svolto l’incarico assegnatomi in maniera precisa, ho risposto positivamente alle esigenze di servizio, non ho fatto assenze ingiustificate e non mi sono mai assentato arbitrariamente senza avvisare i responsabili della ditta Teck servizi nel periodo a “comando Teck servizi” e i responsabili del Comune nel periodo a a “comando” presso il Comune di Bagheria”.

 
 
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