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Bagheria. Per la Procura 600 fabbricati devono essere riutilizzati o demoliti

venerdì 1 aprile 2016, 10:55   Attualità  

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bagheria (1)di Martino Grasso

Per la Procura di Palermo, nel territorio comunale, ci sono oltre 600 immobili per i quali esistono già sentenze passate in giudicato e che devono diventare di proprietà del Comune o demoliti.
La decisione spetterà al Consiglio comunale. La demolizione scatterà per gli immobili ricadenti in aree non edificabili.
Pare che non siano prime case.
Il Comune nei giorni scorsi aveva inviato oltre 4474 richieste, ad altrettanti residenti, per portare a termine le pratiche di sanatoria relativa al condono edilizio.
“L’amministrazione -si legge in una nota- sta accelerando la definizione delle pratiche di condono edilizio risalenti al 1985, 1994 e 2003 ed informa i cittadini che hanno ancora in sospeso tali pratiche che devono affrettarsi a concluderle pagando gli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione, ed i conguagli delle sanzioni, la cosiddetta oblazione.”
Il gruppo di lavoro, formato da tecnici comunali del servizio condono edilizio e del servizio repressione abusivismo edilizio, ha iniziato ad aggiornare un apposito database di tutte queste specifiche pratiche al fine di rispondere, in tempi celeri, a quanto disposto dalle Procure di Palermo e Termini Imerese.
Contestualmente si sta lavorando per continuare a predisporre gli atti di concessione edilizia in sanatoria relativamente a pratiche provviste di tutti gli adempimenti e le note di diffida mancanti. Due direzioni comunali dunque, la IX Edilizia Privata, Condono e Sanatoria e la X Pianificazione Urbanistica, Prevenzione Repressione e Abusivismo edilizio sono a lavoro sul condono e la repressione all’abusivismo edilizio.
“Impegno dell’amministrazione -continua la nota- è quello di ricondurre la legalità nel territorio contestualmente sta anche valutando in che modo, sempre nel rispetto delle norme in materia, si possano aiutare i cittadini, ed in particolar modo coloro che sono proprietari di prima casa in cui vivono, per il diritto di abitazione.”
Sulle 600 pratiche, pare che i proprietari abbiano perso ogni diritto. I fabbricati, saranno in possesso dell’amministrazione comunale, mentre per gli immobili ricadenti all’interno della fascia di inedificabilità assoluta, dovranno essere abbattuti.
La nota diffusa dal Comune, sottolinea che le Procure della Repubblica di Palermo e di Termini Imerese attendono gli atti consequenziali alle ingiunzioni di demolizione.
Sarebbero già 4 le prime pratiche ad essere portate in Consiglio comunale dal Sindaco che ha proposto di mantenere l’immobile per le finalità pubbliche. 2 sono i progetti di demolizione e rimessa in ripristino di opere mediante demolizione coatta.
Secondo le normative gli immobili non sanabili devono essere demoliti, anche d’ufficio.
Per quelli che non ci sono contrasti con gli interessi urbanistici, paesaggistici e monumentali, possono essere mantenuti per finalità pubbliche.
Il Comune rende noto che non si acquisisce solo l’immobile ma anche l’area di pertinenza.
Secondo la legge, il proprietario che, non ha ottemperato, rischia inoltre un’ammenda da 2 mila a 20 mila euro.
Secondo le norme in vigore, se entro i termini previsti non si portano a termine le pratiche, ne risponderanno i  dirigenti e i funzionari preposti.
La nota diffusa dal Comune, ricorda anche che in merito alle pratiche sanabili, l’amministrazione, con una delibera di Giunta dello scorso anno, ha introdotto nuove modalità di rateizzazione degli oneri e, come detto, è allo studio della Giunta una proposta di deliberazione da presentare al Consiglio per venire incontro a specifici casi in cui si voglia garantire, ove possibile, il diritto all’abitazione della prima casa.

 

 
 
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