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Bagheria. Si è svolto all’Itet il convegno sui rimedi per la ripresa delle aziende

sabato 23 aprile 2016, 15:02   Attualità  

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convegnodi Michela Gargano

È nell’auditorium ITET “Don Luigi Sturzo” che si è tenuto il convegno dal titolo “Quale cura e quali rimedi per la ripresa delle nostre aziende? I giovani, il futuro su cui investire!”. 
Il convegno si incentra sugli interventi tenuti da professoressa Alessandra Servito, dal presidente di  “Liber@idee” Filippo Maria Tripoli, dal giovane professionista Fabrizio Parisi, dal presidente “Confartigianato Imprese Palermo” Pietro Paladino e dall’ideologo italiano della Flat Tax 15% Armando Siri.
A moderare Italo Fragale, presidente AsCom Confcommercio.
Argomento iniziale e principe, tra l’altro, del convegno è stato il nuovo modello didattico “alternanza scuola-lavoro”. La norma referente a questo nuovo modello didattico è la Legge 107/2015. Questo nuovo approccio alla didattica, rivolto a tutti gli studenti del secondo biennio e dell’ultimo anno, prevede obbligatoriamente un percorso di orientamento utile ai ragazzi nella scelta che dovranno fare una volta terminato il percorso di studio. Il periodo di alternanza scuola-lavoro si articola in 400 ore per gli istituti tecnici e 200 ore per i licei. Intende fornire ai giovani, oltre alle conoscenze di base, quelle competenze necessarie a inserirsi nel mercato del lavoro, alternando le ore di studio a ore di formazione in aula e ore trascorse all’interno delle aziende, per garantire loro esperienza “sul campo” e superare il gap “formativo” tra mondo del lavoro e mondo accademico in termini di competenze e preparazione: uno scollamento che spesso caratterizza il sistema italiano e rende difficile l’inserimento lavorativo una volta terminato il ciclo di studi. Aprire il mondo della scuola al mondo esterno consente più in generale di trasformare il concetto di apprendimento in attività permanente, consegnando pari dignità alla formazione scolastica e all’esperienza di lavoro.
Tuttavia quest’argomento non ha potuto non sfociare in quella che, oggi, è una realtà concreta: la crisi economica. Far maturare nei giovani il concetto di esperienza lavorativa è necessario. Ma come, invece, farli abituare all’idea che l’azienda in cui oggi stanno ponendo le basi per il loro futuro è la stessa che probabilmente domani chiuderà? Come, quindi, fargli acquisire delle certezze sull’idea di “lavoro” e fargli perdere quelle sulle possibilità che il loro territorio domani probabilmente non potrà offrirgli? Questione, quindi, di fiducia, di tenacia e di determinazione. Convinzioni che emergono dai discorsi dei componenti la commissione, in particolare da Fabrizio Parisi e da Pietro Paladino. Interviene, poi, l’ideologo italiano della Flat Tax Armando Siri. Ha tenuto un discorso tecnico, esaustivo, arricchito da aneddoti e paragoni che hanno effettivamente comunicato il suo pensiero. Ci ha spiegato che “la Flat Tax è una proposta di riforma che punta a ridurre le aliquote IRPEF a una sola valida per tutti con la progressività dell’imposta garantita da detrazioni per i redditi più bassi” e che lui stesso, nel 2011, ha iniziato a proporre una tassazione ad aliquota unica al 15%. Momento importante quello del suo discorso che catturato i più giovani per l’umanità delle sue parole. Ricollegandosi ai discorsi precedenti, infatti, ha sottolineato l’importanza di non farsi vincolare dal sistema, di credere in sé stessi, di non avere paura. “La paura fa sempre novanta. La paura spesso è quello stato d’animo che ti impedisce di realizzare quello che sei, quello che vuoi veramente. Cioè di essere disponibile a creare la tua esistenza, perché quello che noi abdichiamo come uomini e come genere umano, soprattutto in questa società, è sapere che noi siamo i co-creatori della nostra esistenza. Non esistono gli altri che ci mettono i bastoni tra le ruote. Non esiste il mondo cattivo che ci impedisce di essere quello che vogliamo essere. È solo un grado interiore che abbiamo dentro e che spesso ci censura, ci dà una sensazione profonda di disagio nell’esprimere ciò che siamo davvero. E allora tendiamo a mediare e a scendere a compromessi con la vita”, ci ha detto. E con estrema cautela e moderazione ha conquistato l’attenzione di tutto il pubblico.

 
 
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