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Il giornale on line dell’Unità “a Bagheria un gruppo di bambini che pasticciano”

giovedì 14 aprile 2016, 14:15   Attualità  

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unitàDuro attacco dell’edizione on line dell’Unità contro l’amministrazione di Bagheria dei Cinque Stelle.
Con un articolo firmato da Maddalena Carlino, dal titolo “M5S a Bagheria: dai rifiuti all’acqua un pasticcio senza fine” il giornale del Pd si scaglia contro l’amministrazione bagherese elencato una serie di bocciature, dalla vicenda delle ville abusive, ai rifiuti fino alla gestione idrica. Per la giornalista “a Bagheria l’impressione è quella di avere di fronte non degli amministratori di un comune in dissesto finanziario, ma un gruppo di bambini che pasticciano con la plastilina. Le piccole e immature manine prendono, schiacciano, distruggono e costruiscono nuove forme: un gioco verrebbe da dire che però può lasciare il territorio devastato e le casse comunali compromesse per anni. A Bagheria, avamposto dei grillini in Sicilia, è da mesi che si assiste ad un pasticcio senza fine, in cui la toppa è peggio del buco.”
Sulla vicenda delle ville abusive l’estensore dell’articolo scrive che le Iene hanno svelato che la casa della famiglia  sindaco (in sanatoria) è stata realizzata abusivamente all’interno dell’area tutelata di villa Serradifalco.
“Ad aggravare lo scandalo per la forza politica che ha sempre fatto dell’onestà una bandiera, c’è la posizione dell’assessore all’Urbanistica Luca Tripoli (che alla fine si dimetterà) anche lui “beccato” dell’inviato Giulio Golia e difeso ad oltranza dal sindaco Cinque.
opo lo scandalo la Procura di Palermo ha scritto al comune per comunicargli che sono oltre 600 gli immobili abusivi sul territorio di Bagheria per i quali esistono già sentenze passate in giudicato e che vanno o demoliti o acquisiti al patrimonio comunale. Il comune ha, quindi, spedito ben 4474 raccomandate ad altrettanti cittadini bagheresi che dovranno definire le pratiche di sanatoria incomplete entro pochi giorni.”
Sui rifiuti nell’articolo si legge che “emerge con chiarezza l’incapacità di essere all’altezza della situazione. Intanto ricordiamo la promessa elettorale dei grillini: il sindaco viene eletto nel giugno 2014 e il suo programma prevede di gestire il servizio di raccolta mediante operatore privato scelto con procedura aperta (gara europea). Passa l’estate 2014 e il sindaco cambia idea: vuole costituire una società pubblica per la gestione in house del servizio e avvia delle gare per l’acquisto dei mezzi necessari. A marzo 2015  l’emergenza rifiuti sale ai livelli massimi anche per la salute pubblica. Cinque abbandona il progetto di spa pubblica e comunica, considerandolo un successo, l’uscita dal Coinres (il consorzio di Comuni che gestisce la raccolta dei rifiuti nel territorio comunale) attraverso un voto in consiglio comunale, provvedendo ad affidare il servizio senza gara pubblica ad una ditta privata per 3 milioni di euro per sei mesi.”
L’articolo sottolinea che è in corso un’indagine della Procura e la Corte dei Conti e che anche la commissione regionale antimafia se ne è interessata.
“Appena il servizio passa dal Coinres allasocietà Tech, scoppia, inoltre, la questione dipendenti, visto che i circa 80 lavoratori Coinres rimangono a braccia conserte, ma non possono essere licenziati. Per questo una parte di essi transita, dopo molte pressioni dell’amministrazione comunale, alla ditta privata, un passaggio che viene accompagnato (probabilmente come incentivazione ad abbandonare un datore di lavoro pubblico per un soggetto privato) dalle assunzioni di alcuni parenti dei lavoratori in questione provocando la duplicazione dei costi per il Comune di Bagheria, costretto a pagare la Tech da un lato e il Coinres, con gli operai non transitati alla Tech, dall’altro. La proroga alla ditta privata però non viene fatta.”
Si legge che anche il collegio dei revisori dei conti ha avanzato un possibile danno erariale.
Bagheria ora è chiamata a pagare quasi 2 milioni di euro per un servizio che era già stato strapagato ad una ditta privata, duplicando i costi, con ripercussione sulle tasche dei cittadini. Eppure il comune ad ottobre 2015 annuncia la riduzione della Tari del 10% mentre è in atto un contenzioso tra amministrazione comunale e Coinres per l’emissioni di fatture mai pagate. Un debito cristallizzato al 31 dicembre scorso che è arrivato all’esorbitante cifra di 1.842.632 euro. Intanto negli ultimi mesi sono stati affidati oltre un milione di euro per i noli senza asta pubblica alle solite ditte.”

Infine sulla gestione idrica si legge che “la giunta grillina decide di rinunciare, dopo averglielo affidato da marzo ad agosto, all’Amap, l’azienda che si occupa della gestione idrica dei comuni della zona, per provvedere con propri mezzi all’approvvigionamento. Vengono dati, quindi, due affidamenti diretti a due ditte per la gestione rispettivamente delle manutenzioni delle reti idriche e fognarie e per la gestione del depuratore di Aspra, facendo leva su un ipotetico finanziamento regionale di 350 mila euro, ad oggi non pervenuto e secondo le opposizione “inesistente”. Anche in questo caso però le dichiarazioni d’intenti non sono sufficienti”
Si infine che i disservizi sono anche legati all’impianto di depurazione.

 

 
 
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