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Bagheria. Edilizia in crisi. Persi centinaia di posti di lavoro. Le proposte della Cgil

giovedì 5 maggio 2016, 10:23   Attualità  

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bagheria 2016di Pino Grasso

“La crisi a Bagheria è insostenibile, troppi edili non lavorano da anni, le aziende chiudono. Il tema del lavoro che manca si incrocia con l’esigenza di mettere al centro la persona, chiedere più diritti, rafforzare la contrattazione, cancellare le diseguaglianze tra i lavoratori e riunificare il mondo del lavoro con diritti che valgono per tutti”. E’ quanto hanno chiesto Adele Cinà della Camera del lavoro e il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo nel corso della presentazione alle forze politiche e sociali del territorio, alle associazioni sindacali di volontariato, ai movimenti ambientalisti, alle amministrazioni comunali del distretto della “Carta dei diritti universali del lavoro”. Secondo l’analisi della Cgil, Bagheria vive la crisi che sta vivendo Palermo. Nell’edilizia non ci sono nuovi appalti, né nel settore privato, né in quello pubblico. E’ il secondo Comune della provincia di Palermo con 55.615 abitanti e un reddito medio di 6 mila 319 euro. La più grossa impresa, l’Ati Group, è ferma da 3 anni e i 120 lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria, che scadrà nell’agosto del 2016. Se non si riparte l’attività produttiva, rischiano il licenziamento. L’Ati Group oggi ha soli piccoli lavori affidati dalla Agenzia dei beni confiscati.
“La ristrutturazione della clinica Santa Teresa non è più partita – afferma Vincenzo Di Vita, responsabile edili Bagheria – nonostante un contratto già firmato con una società che doveva utilizzare i lavoratori Ati Group. Nei mesi scorsi anche una storica azienda edile come la Cooperativa “La Sicilia”, che ha occupato negli anni diverse centinaia di lavoratori, è fallita, è andata in concordato preventivo e i 100 e più lavoratori sono stati licenziati”. La Camera del Lavoro di Bagheria riceve tantissime richieste di mobilità in deroga da parte di edili: esauriti gli ammortizzatori ordinari, si rivolgono alla Cgil per quelli in deroga. Novanta le richieste presentate in questi ultimi mesi. “Ci sono tante piccole aziende in difficoltà – dice Francesco Piastra, segretario Fillea Cgil Palermo – che avevano decine di lavoratori ma la crisi le ha penalizzate tutte. Fino a tre-quattro anni fa erano quasi un migliaio gli edili di Bagheria, adesso alla Cassa Edile ne risultano iscritti 640 e di questi circa 300 sono disoccupati. A questi, potrebbero aggiungersi i 120 edili di Ati Group se alla scadenza ad agosto della cassa integrazione saranno licenziati”. Nel corso dell’iniziativa, organizzata dalla Cgil di Bagheria sono state raccolte le firme la cui campagna è stata avviata lo scorso 9 aprile dalla Cgil in tutta Italia per il disegno di legge di iniziativa popolare sulla “Carta”, il nuovo Statuto dei lavoratori e per tre quesiti referendari. “Vogliamo proporre alle forze politiche e sociale di realizzare insieme una piattaforma per rilanciare l’economia del paese – dicono gli organizzatori – e questo incontro vuole essere il primo passo per un lavoro comune con aziende e  negozi  che chiudono,  l’edilizia, un tempo settore forte del paese, in crisi”.

 
 
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