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Casteldaccia. Resi noti i contorni in cui venne fatto l’attentato alla Calìcar

venerdì 6 maggio 2016, 11:38   Cronaca  

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incendio-calì-carSi apre un ampio squarcio sull’attentato dell’autosalone di Gianluca Calì, avvenuto il 3 aprile del 2011 a Casteldaccia, in cui vennero distrutte dalle fiamme 5 autovetture.
A parlare in maniera dettagliata di quello che successe è il collaboratore di giustizia Antonino Zarcone che indica in Antonino Virruso, arrestato il 16 dicembre dello scorso anno, il mandante di quanto accaduto. Virruso è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata dalle finalità mafiose.
Zarcone riferisce che Virruso era geloso della concorrenza che gli stava effettuando Calì in quello stesso settore della vendita delle automobili di cui lo stesso Virruso si occupava quale socio di un’altra società.
“L’unica cosa che mi risulta a Casteldaccia -racconta Zarcone- quando fu l’incendio all’autosalone di Calicar, se non mi sbaglio si chiama, la richiesta era stata fatta pure da Pino Virruso. Mi aveva chiesto se potevo interessarmi per mandare a qualcuno per fargli incendiare stu autosalone e io in quell’occasione gli ho mandato a Franco Lombardo (di Altavilla Milicia ndr), e se ne poteva interessare direttamente. Dopo di chè c’è stato questo incendio sull’autosalone, ma non so di sicuro se… se sono state persone mandate da Pino Virruso o da Franco Lombardo per quanto riguarda l’incendio che c’è stato a Casteldaccia. Quello che so è che questo Calicar non aveva intenzione forse di partecipare ad uscire soldi per la messa a posto. Virruso Nino glieli ha lasciati ai ragazzi personalmente a loro nelle mani, più mi chiedeva di… se mi potevo interessare per fare incendiare un autosalone su Casteldaccia…, su Casteldaccia e io in quel periodo ci  dissi ascolta parla direttamente ti mando a Franco, e gli ho… ed ho parlato con Lombardo Franco e Lombardo si era messo in contatto con Virruso Nino per vedere di fargli accendere questo autosalone, che era una zona entrando dal paese in alto, che poi questo autosalone, Franco.”
Il 20 marzo del 2015 le attività investigative svolte sulla vicenda, dagli operanti del commissariato di PS di Bagheria, consentivano di riscontrare appieno il racconto dello Zarcone, dal momento che fin dalla prima denuncia di incendio sporta da Calì presso il Commissariato emergeva che il predetto metteva in particolare risalato la favorevole fase commerciale connessa all’apertura della sua sede commerciale, poco distante da un punto vendita di auto usate denominato “Car Center”.
Lo stesso Calì dichiarò ai carabinieri che qualche giorno prima la decisione di aprire l’autosalone a Casteldaccia, venne avvicinato da un amico di infanzia che gli riferì che  Virruso che gli aveva detto di fare desistere dall’intenzione di avviare l’attività al Calì.
Fatto sta che dopo 2 anni dall’attentato subito, Giancluca Calì decise di spostare la sua attività ad Altavilla Milicia   il 19 agosto 2013.
Da allora Calì ha deciso di denunciare ogni tipo di minacce subite.

 

 
 
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