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Che fine ha fatto
il bilancio?

venerdì 13 maggio 2016, 09:33   L'Opinione  

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benfantedi Nicolò Benfante

Pur essendo stato impegnato in attività professionali che mi hanno tenuto distante, ho seguito le diverse vicissitudini che hanno reso celebre il nostro Comune ma ancor di più hanno reso pubblicità alla Sua persona; siamo balzati agli onori della cronaca attraverso i più importanti mass media italiani; a parte qualche bassotto che prima scodinzolava per le vie della città, (trovasi attualmente in astensione per maternità), nulla è mutato ma tutto si è trasformato.
Al di là di quanto accaduto che in ogni caso dimostra palesemente la Sua notevole inesperienza ed emblematica presunzione, esprimo profonda delusione, in qualità di cittadino, per il suo operato e per le sue linee guida di un programma disatteso sin dal primo momento, oserei dire un inattendibile programma per l’oblio.
Anzi per dirla tutta come ci ha insegnato lo storico Pietro Camporesi, la società preindustriale viveva in uno stato di costante allucinazione  “la droga più efficace e sconvolgente” era proprio la fame. Penso proprio che nel nostro paese le odierne allucinazioni che Lei ci prospetta non siano da meno, ma sicuramente sono diverse.
Un paese dove ognuno può fare quel che gli pare; dove non ci sono vincoli, obblighi e doveri; dove l’illegittimità lascia ampio spazio alla cultura dell’ignoranza, dove ognuno può gestire la cosa pubblica come cosa loro senza rendere conto alcuno ed alcun che di ciò che viene amministrato e come viene speso.
Sono convinto che l’immaginario collettivo, si discosti ampiamente da questa Sua chiacchierata gestione Utopistica, distopica, fantastica ed inafferrabile.
A tal proposito, nella pur consapevolezza di vivere una società democraticamente costituita da presupposti che fissano i limiti di un eccessivo stravolgimento di quell’equilibrio che regola il nostro bene comune, sono a chiederLe notizie riguardo i bilanci.
In una società, ente, associazione, famiglia, etc…. che si rispetti, il bilancio è alla base del fondamento di programmazione per la crescita e sviluppo. Senza di esso non esiste certificazione alla trasparenza, alla veridicità, alla correttezza, all’attendibilità e controllo degli atti compiuti o da adempiere.
Siamo rimasti impantanati, (deliberazione n° 69 di Consiglio Comunale del 24/Novembre/2015) all’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per l’esercizio 2013 e relativa relazione previsionale e programmatica 2013/2015 e ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per l’esercizio 2014 e relativa relazione previsionale e programmatica 2014/2016.
Da allora cosa è accaduto?
E’ avvenuto qualcosa?
Abbiamo forse ricevuto qualche nota del Ministero che ci indicava le linee guida da rettificare?
Abbiamo avuto esito favorevole, da parte del Ministero, alle predette ipotesi di bilancio riequilibrato?
Il motivo di queste interrogazioni, Signor Sindaco, sono frutto di elucubrazioni mentali che danno sfogo a motivazioni, del tutto personali s’intende, ad una ulteriore pensiero, accresciutosi nei suoi confronti, di incompetenza amministrativo-gestionale.
Le Rispondo con un interrogativo.
Ma se non abbiamo notizie dell’ipotesi di bilancio riequilibrato 2013 e 2014, ed aggiungo sono, altresì, scaduti i termini del bilancio o meglio ipotesi 2015 (scadenza settembre 2015) e l’ipotesi di bilancio riequilibrato 2016 (scaduto ad Aprile 2016 – previo reinvio della norma), Lei, Signor Sindaco, ad oggi ed attualmente, come amministra la res publica?
O meglio su quali capitoli di spesa trova le somme impegnate da spendere?
O meglio su quali presupposti si basa la programmazione di spesa dell’ente?
Penso proprio che la legge sulla trasparenza, che invocavate e gridavate a gran voce, quale baluardo di quel conoscere e sapere, sia un presupposto di pochi eletti e non per molti.
A questo punto Le auguro, Signor Sindaco, di poter continuare a gestire la res publica a modo suo; d’altronde ci siamo resi conto dei fatti di gestione di quest’amministrazione trasparente, dell’impegno profuso per ridare un senso alla rinascita di questo paese (senza alcuna progettualità), della volontà a trovare delle soluzioni logiche ed alternative alla scarsa, se non carente del tutto, opportunità lavorative.
Nell’attesa di un suo riscontro nell’accettare il fallimento di questa mala gestio amministrativa, le porgo i più fervidi auguri.

 

 
 
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