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Bagheria. Benfante: “la nota del Ministero è negativa per tutta la classe politica”

lunedì 6 giugno 2016, 19:53   Attualità  

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benfanteSulla nota inviata al Comune dal Ministero dell’Interno che ha richiesto alcune informazioni sull’Ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2013-2014 – Rilievi e richieste istruttorie” , abbiamo sentito il commercialista Nicolò Benfante.

Cosa si intende per rilievi e richieste istruttorie ad un ipotesi di bilancio riequilibrato?
“Per poter parlare di ipotesi di bilancio riequilibrato bisogna far riferimento al bilancio precedente  alla dichiarazione di dissesto avvenuta nel 2014; quindi si fa espresso riferimento al bilancio 2013; ma dal momento che per l’anno 2013 il bilancio di previsione non è stato approvato, (ultimo bilancio approvato anno 2012),  codesta amministrazione, ai sensi dell’art. 259 comma 1, dovrà presentare, insieme al bilancio 2013 non in pareggio, un’ipotesi di bilancio che garantisca l’effettivo riequilibrio entro il secondo esercizio che nel caso specifico è l’anno di competenza 2014. Ad oggi non abbiamo nemmeno il bilancio di previsione 2016.”

Quali sono gli aspetti negativi, secondo lei, di questa nota?
“A mio modo di pensare, rappresenta un aspetto negativo per tutta la classe politica bagherese. E’ l’ennesimo  richiamo e rappresenta, ulteriormente, quell’indice di inesperienza e di impreparazione che traspare fuori dall’ente e che dalla disamina degli atti emerge nella consapevolezza del dubbio e delle incongruenze che sta alla base di chi ci amministra.
Ho avuto modo di leggere dai siti on-line locali e dal quotidiano Gds del 5 maggio scorso, che la nota pervenuta, mette in rilievo punti nevralgici di quell’ipotesi di bilancio che l’ente aveva presentato.
Dei punti rilievi richiesti, alcuni sono stati trattati in miei precedenti articoli, e rivolgendomi al Signor Sindaco quale cittadino qualunque e senza alcuna tessera di partito, per tutta risposta il silenzio; mai un riscontro mai un confronto! Per la legge sulla trasparenza, tutto tace. Nessun smascheramento per quest’amministrazione, il Re è nudo, occorre mirarlo con occhi diversi; mi rivolgo ad una opposizione silente, che solo dopo l’ennesima nota del Ministero, si presenta a gridare nei banchi consiliari il vanto di smascherare, intestandosi un proposito che tra una settimana sarà deposto nel dimenticatoio come il precedente.
Mi si consenta lo sfogo, ma sono, altresì, stufo e stanco, di continuare a sentire fandonie sul bilancio con meri atteggiamenti puerili su chi fa ricadere a distanza di due anni, la colpa di aver amministrato.”

Suoi punti avanzati dal Ministero cosa ha da dire?
“Contributo allineamento alla media: l’ente deve, a detta del Ministero che ha attenzionato le pezze giustificative, modificare l’importo di € 1.081.849,74 e prevederlo al titolo II dell’entrata; ciò significa che l’ente ha forse previsto tale somma in un titolo diverso e quindi trattasi di un mero trasferimento, oppure non ha previsto siffatta somma o meglio ancora lo deve inserire e quindi modificare l’ipotesi di bilancio;
Avanzo di Amministrazione: i dubbi che permangono al Ministero sono certi e fondati riguardo la corretta applicazione dell’avanzo presunto; infatti l’amministrazione ha inteso vincolare una “quota Tari 2014 a copertura di debiti fuori bilancio per fornitura carburanti relativi al servizio rifiuti del medesimo anno”, mi chiedo: ma se la norma prevede la copertura integrale del costo del servizio, come sembra anche dichiarato dall’Ente, la parte che finanzia la copertura del debito fuori bilancio da dove nasce? Quale importo residuale finanza l’avanzo? .Come possono emergere accantonamenti per gli anni futuri?
Piano Finanziario Tares 2013: Premesso che il Consiglio Comunale, competente a deliberare, nelle more della predetta applicazione della Tares,  non  ha mai deliberato il passaggio a Tares o adottato alcun regolamento per l’applicazione delle tariffe Tares, tantomeno, alcuna proposta di opzione per l’applicazione della tariffa TARSU per l’anno 2013 e rimodulazione delle tariffe; sul dubbio manifestato dal Ministero, mi ero espresso con articoli ed interviste precedenti, anzi riporto fedelmente quanto segnalato e rilevato sull’importanza del piano economico finanziario;

Il piano finanziario si articola nelle seguenti fasi fondamentali:
Individuazione e classificazione dei costi del servizio;
Suddivisone dei costi tra fissi e variabili;
Ripartizione dei costi fissi e variabili in quanto imputabili alle utenze domestiche e non domestiche;
Calcolo delle voci tariffarie, fisse e variabili, da attribuire alle singole categorie di utenze in base alle formule e dai coefficienti indicati dal metodo;
Se per piano finanziario s’intende quale allegato alla delibera una semplice paginetta di calcoli in Excel e la stessa deve avere valenza attuativa per la riduzione del 10% di tutte le categorie, beh condivido pienamente il dubbio perpetrato dal Ministero. Si ritiene, pertanto, per quanto sopra esposto, che ai fini di una legittimazione dell’impianto tariffario, fondamentale se non addirittura prioritario, rappresenterebbe la stesura di un piano finanziario normato dal D.P.R. 158/99 al fine di garantire una logicità della costituzione dei costi e determinazione delle tariffe oltre a  limitare la pressione fiscale delle famiglie con evidenti problemi di ordine socio-economico, tenendo, altresì, conto di valide e serie  proposte di esenzioni, in conformità con la normativa in parola.”

Sugli oneri straordinari della gestione corrente qual è la sua posizione?
“Penso che su questo punto il Ministero la dica lunga sull’aspetto contabile da effettuare in fase di previsione di bilancio delle perdite Coinres; non a caso il debito di 2.822.587,55 euro, consolidato, è di competenza dell’ente anche se in dissesto; ciò significa che l’amministrazione lo doveva ripartire in fase di redazione tariffa a tutti i cittadini così come prevede la norma sul piano economico finanziario; altro che riduzione di tariffa, altro che fuoriuscita dal Coinres; il debito è dell’Ente e si invita a prevederne la copertura.
Fondo risanamento: a tal proposito, il Ministero richiede all’amministrazione di voler meglio specificare la somma di 849.649,20 euro, inserita in bilancio come “Fondo di copertura debiti massa passiva” non prevista in forma e maniera corretta, dal momento che non si capisce da dove possa scaturire la predetta somma; possibilmente, non essendo ancora un ente che ha adottato la fase di armonizzazione contabile, esplicitare ulteriormente se trattasi di un accantonamento quale fondo rischi ed in che percentuale.
Servizi a domanda individuale. Questo richiamo, oltremodo, come i precedenti rappresenta senza ombra di dubbio l’impreparazione di fatto della “gestio” dello strumento programmatico; è alla base del servizio a domanda individuale mantenere la percentuale tariffa minima almeno del 36%, al di sotto della quale si crea una spesa inferiore, illegittima e danno erariale. Il mantenere questi servizi ad ogni costo improduttivi sono scelte politiche che dipendono esclusivamente dagli amministratori.”

Se il bilancio non dovesse essere approvato dal Ministero cosa succederebbe?
“L’ente deve provvedere ad ottemperare tutte le richieste necessarie prescritte al fine di imporre aggiustamenti e correzioni in funzione di stabilizzare la situazione risanata e ripresentare, quindi,  una nuova ipotesi di bilancio.
Il risanamento dell’ente locale dissestato ha la durata di 5 anni decorrenti da quello per il quale viene redatta l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.”

 

 

 
 
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