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Bagheria. Da piazza
Butera al centro storico.
di Daniele Vella

mercoledì 22 giugno 2016, 20:09   Attualità  

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vella 1di Daniele Vella *

Solo di un anno fa la donazione al Comune di Bagheria di alcuni giochi da parte del Rotary club per la costituzione di un parco giochi in Piazza Butera.Rileggendo gli articoli di allora traspare la felicità dei bimbi del quartiere e ci si ricorda dell’intenzione dell’Amministrazione di volere coltivare quel percorso virtuoso con altre collaborazioni che potessero arricchire ancora di più la Villa e custodirla.
Ebbene a distanza di un anno ci siamo recati a villa Butera e abbiamo trovato un paesaggio spettrale.
In una delle entrate hanno portato via la metà di un cancello, la piazza è piena di erbacce altissime e sporca come non mai e soprattutto, cosa che ci addolora tanto, il parco giochi donato appena un anno fa è completamente vandalizzato e carcasse dei giochi permangono a terra.
Parlando con alcune persone del luogo i problemi evidenziati sono quelli che conosciamo – nessun controllo, nessuna manutenzione, nessuna attenzione per il verde – e tra questi la mancata custodia della villetta in primis.
Notizie come queste, accanto all’abbandono totale di intere aree della nostra Città, anche strategiche e centrali,  – si veda Villa San Cataldo piuttosto che Corso Umberto I o  Monte Catalfano  – ci fanno alzare l’asticella dell’attenzione.
Un lento e costante declino che va subito fermato, una tendenza che va invertita.
E’ utile ribadire che dalla pulizia e dal decoro della Città si misura subito, a prima vista, il grado di vivibilità di un luogo nel quale ci si reca.
villa butera 1Decoro e pulizia che dovevano e devono essere il primo punto di svolta per qualsiasi amministrazione voglia governare Bagheria.
Ebbene, al netto di tutte le considerazioni sull’affidamento diretto e senza appalto europeo del servizio rifiuti alla Tech e della possibile condanna al pagamento per due volte del servizio, possiamo svolgere altre considerazioni e fare altre proposte che possono contribuire a migliorare se si vuole la qualità dei luoghi nei quali viviamo e la loro disponibilità alla pubblica fruizione.
Andiamo per ordine.
Una prima esigenza è quella di effettuare la pulizia delle villette e delle aree a verde.
Servizi del genere dovrebbero, qualora si fosse scelto l’affidamento diretto per la gestione del servizio rifiuti, essere compresi chiaramente all’interno di questo servizio.
Tuttavia il potenziamento del nucleo che si occupa di verde pubblico – da fare –  e la sinergia – da pretendere visto quanto ci costa il servizio – con il personale che gestisce la raccolta rifiuti dovrebbe garantirci potatura, spazzamento e rimozione dei rifiuti ( per inciso, qualcuno dell’amministrazione è mai passato da via Ignazio Lanza di Trabia? Oggi è un ottimo set per girare il proseguo di Tarzan, con arbusti che non vengono potati da tempo immemore e che diventano ottimi aiuti per i ladri e naturale luogo di passeggio per i topi).
Il Comune deve organizzare, non ci sembra una cosa troppo complicata, turni di custodia attraverso l’utilizzazione di personale interno. Ciò qualificherebbe l’impegno di tanti lavoratori che troverebbero un servizio utile da svolgere e farebbe acquisire una buona immagine al nostro ente locale capace di custodire il suo patrimonio.
Le aree a verde,le piazzette, opportunamente custodite, potrebbero inoltre essere affidate in gestione ad associazioni, gruppi organizzati, cooperative che all’interno potrebbero andare ad organizzare i loro eventi, garantendo a tutti i cittadini la possibilità di fruizione.
E’ quella collaborazione pubblico-privato di cui tanto abbiamo parlato in campagna elettorale, ma che certamente non cade dal cielo, ma va ricercata e stimolata continuamente attraverso piccoli incentivi che il Comune potrebbe mettere a disposizione quali per esempio  pubblicità gratuita per gli eventi, presenza degli amministratori, sconti sull’occupazione del suolo pubblico, organizzazione di spettacoli, coinvolgimento delle associazioni nelle attività culturali ( quando mai riprenderanno).
Andiamo al centro storico adesso.
Il centro storico ed in particolare il Corso Umberto sono terra di nessuno.
Sfido chiunque sia stato nel Corso in questi mesi a potere affermare il contrario.
La mattina macchine che entrano senza regola transitando tra i tavolini dei bar, sosta senza controllo a qualsiasi ora, attraversamento pedonale senza la presenza di strisce pedonali di sicurezza, sporcizia e caos.
Non si ha certezza sulle fasce orarie di apertura e chiusura al traffico. Una transenna perennemente deviata di lato lascia il tutto alla libera interpretazione del conducente o del pedone, la sera poi pieno di carte, cartacce, sacchetti di rifiuti e assolutamente deserto.
Che tipo di politica la nostra Amministrazione sta facendo per incentivare i cittadini a vivere il nostro centro storico?
E’ oramai risaputo che anche il grado di sicurezza dei luoghi aumenta se aumenta la loro frequentazione da parte della gente.
Da un punto di vista urbanistico, quali progetti si stanno seguendo? Quali bandi si stanno pensando magari per incentivare la ristrutturazione delle tante case in disuso e abbandonate? Eppure fino a qualche anno fa diverse linee di intervento hanno permesso di attingere a contributi per la ristrutturazione dei frontespizi delle case.
Sta lavorando l’ufficio di progettazione per intercettare i bandi europei? Questo ufficio esiste?
Da un punto di vista regolamentare cosa si sta facendo?
Si è messo a punto un regolamento che normi la vita delle attività commerciali, che sia attento e all’avanguardia?
Si sono previsti incentivi per quelle attività che organizzano spettacoli o eventi culturali che possano animare la nostra Città?
Si sono previste tariffe che possono modularsi rispetto all’impegno che i gestori dei locali dedicano alla gestione, alla manutenzione, alla pulizia e all’organizzazione degli spazi pubblici loro affidati?
Ci sono zone del nostro centro storico ( vedi quelle limitrofe a piazza Santo Sepolcro) che hanno visto nascere svariate attività commerciali.  Si è pensato a regolare il traffico veicolare in quelle zone evitando così disagi o possibili incidenti?
Il nostro Suap (sportello unico attività produttive) è realmente in grado di rispondere velocemente alle sollecitazioni e alle richieste pervenute oppure no? È realmente informatizzato e ci permette di svolgere le procedura online?
Tutte queste domande, alcune retoriche, se messe in positivo possono essere trasformate in punti di proposta da attuare e portare avanti. Trovo che la cosa sia fattibile e piuttosto stimolante potrebbe essere dedicarcisi.
Potrei continuare con altri e tanti esempi, riguardanti la gestione di Monte Catalfano, dell’Arco Azzurro, delle zone a mare ad Aspra, ma mi fermo qui.
Il concetto è semplice e può essere ripetuto agevolmente : per animare i nostri luoghi pubblici, il nostro centro storico, per vivere al meglio le nostre Ville, per incentivare la collaborazione pubblico-privato, per aumentare infine il grado di vivibilità della nostra Città occorre sbracciarsi e occorre mettere  in sinergia le nostre intelligenze. Si va dalla semplice pulizia di una zona al mettere in piedi un gruppo di progettisti che ricerchi  i migliori finanziamenti da aggredire per portarli nel nostro territorio. E’ una attività complessa, ma affascinante nel suo svolgersi, è l’attività di amministrare. E oggi purtroppo non la stiamo vedendo.

*componente segreteria Pd regionale

 
 
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