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Bagheria. Funerali di Francesco Barone. Padre Luciano: “una risposta al dolore è difficile”

lunedì 6 giugno 2016, 18:15   Cronaca  

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funerali francescodi Martino Grasso

Fiori e lacrime per Francesco.
Si sono svolti oggi i funerali dello sfortunato ventenne, Francesco Barone, morto sabato notte in via Regione Siciliana a Palermo, in un incidente stradale. La sua 500 rossa si è cappottata, ancora per cause non chiare.
Pare che non siano rimaste coinvolte altre macchine. Il giovane è spirato in ospedale qualche ora dopo. Il rito funebre si è svolto alla chiesa San Pietro di Bagheria. Centinaia i giovani che hanno affollato la chiesa per l’ultimo saluto a Ciccio, come lo chiamavano affettuosamente. La famiglia ha voluto per lui una bara bianca, la stessa che si riserva ai bambini. E Ciccio per molti era ancora un “picciriddu”.
La bara è stata portata a spalla dagli amici più cari che hanno voluto indossare una maglietta bianca con l’immagine di Francesco sorridente. Sulla cassa centinaia di fiori bianchi.
In chiesa, in prima fila, si sono seduti la mamma Rosaria, il papà Rosario e il fratello Giovanni e la giovane fidanzata. Hanno assistito la celebrazione con dolore ma con tanta dignità. Amici e parenti si sono stretti a loro come a volere dare una carezza.
Il rito funebre è stato celebrato da padre Luciano Catalano.
francesco baroneE il parroco ha sottolineato come sia difficile in questi casi, trovare le parole giuste.
“Trovare umanamente una risposta al dolore è difficile -ha sottolineato don Luciano-. Solo dio può consolare. In questi momenti molti, anche in maniera blasfema, potrebbe dire “Dio dov’eri? Umanamente non è facile”.
Il parroco ha aggiunto: “oggi sei vestito di bianco. Avrai avuto numerosi momenti belli, caratterizzati dal bianco. E questo colore lo porterai fino all’eternità”.
Padre Luciano ha rivolto la sua attenzione verso i giovani e la famiglia.
“Avete usato parole straordinarie per descrivere Francesco: stella, angelo e amico. Io spero che la sua morte diventi la vostra vita. Il dolore è come una medicina brutta che non si vuole prendere, ma il dolore a volte è purificazione. Una vita spezzata può servire per uscire dal qualunquismo e dalle mode. Alzatevi e camminate”.
E ai genitori ha detto che, nel loro cuore, ci deve essere sempre spazio per Francesco ma “che non deve uscire Giovanni. Anche a voi dico di alzarvi e mettetevi in piedi. Trovate una ragione al dolore”.
Alla fine del rito funebre si sono avvicendati alcuni giovani, amici e un’insegnante.
Particolarmente toccante la lettera scritta da Emanuele, il suo compagno di banco dell’istituto Alberghiero “Piazza” di Palermo: “Ciccio eri un punto di riferimento. Non dimenticheremo il tuo sorriso. Ci hai fatto conoscere le difficoltà della vita e come superarle”.
Infine una ragazza, che non ha saputo trattenere le lacrime, ha ricordato la voglia di vivere di Francesco salutandolo semplicemente con “Ciao Cì”.
All’uscita dalla chiesa gli amici hanno nuovamente voluto portare a spalla la bara. Fra loro anche la giovane fidanzata. Un ultimo disperato gesto per rimanere attaccato ancora al suo Ciccio.

 
 
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