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Bagheria. Senza soste l’abusivismo edilizio. Scoperti 5 illeciti. In 2 casi sequestrati i cantieri

lunedì 13 giugno 2016, 07:44   Attualità  

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bagheria (1)di Pino Grasso

Ancora abusi edilizi, perpetrati nel territorio comunale e questo nonostante i controlli sempre più stringenti che vengono effettuati dai caschi bianchi guidati dal tenente Salvatore Pilato.
Sono cinque gli illeciti per i quali sono scattati anche due sequestri dei cantieri.
Il primo riguarda un abuso consistente nell’ampliamento della superficie abitabile che i proprietari hanno effettuato attraverso lavori che hanno permesso la chiusura di u terrazzo. Il secondo sequestro è relativo pure alla chiusura di un terrazzo attraverso tamponamento dell’area. Per quanto riguarda gli altri tre abusi, per i quali però è scattata soltanto una sanzione pecuniaria, i proprietari nel primo caso hanno effettuato opere varie nel piano cantinato e nel piano terreno, il secondo abuso riguarda la realizzazione di una tettoia senza richiedere le prescritte autorizzazioni e il terzo nella recinzione di un terreno con muri di cemento armato.
Gli abusi sono stati realizzati sia in pieno centro abitato, sia nelle zone periferiche della città, in particolare nella zona di contrada “Incorvino Malfitano” che sorge a monte dello svincolo autostradale.
L’elenco degli illeciti è stato affisso all’ambo comunale e vi rimarrà per 15 giorni. Questi provvedimenti seguono le diverse ordinanze di demolizione e di rimessa in pristino dello stato dei luoghi emessi nelle scorse settimane a cura della Direzione 10 – Pianificazione urbanistica,
Prevenzione e repressione e abusivismo edilizio. Nei provvedimenti si invitano i proprietari a provvedere alle demolizione proprie spese entro il termine di 90 giorni e di rimettere in pristino lo stato dei luoghi. Se non si provvederà entro il termine, il bene sarà acquisito di diritto al patrimonio del Comune. Trascorso infruttuosamente il termine assegnato, alla verifica dell’eventuale inottemperanza, l’Ufficio provvederà all’emissione, alla sanzione pecuniaria di importo compreso tra 2.000 e 20.000 euro. Tali sanzioni fatti salvi eventuali adempimenti da parte dei proprietari relativi a provvedimenti di competenza della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali, dell’Ufficio del Genio civile e dell’autorità giudiziaria. Avverso il provvedimento i proprietari potranno proporre ricorso giurisdizionale davanti al Tar di Palermo o straordinario al presidente della Regione siciliana.

 
 
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