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Bagheria. Il sindaco Patrizio Cinque: “l’articolo di Repubblica ha contenuti falsi”

lunedì 4 luglio 2016, 14:54   Attualità  

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sindaco nuovaIl sindaco Patrizio Cinque all’indomani dell’articolo pubblicato da “Repubblica” passa al contrattacco e chiede una smentita al giornale dopo l’articolo a firma di Emanuele Lauria, dal titolo “Abusivismo a Bagheria, scoppia la rivolta: “Perseguite anche i grillini”.
Secondo il sindaco l’articolo veicola, attraverso i contenuti di una missiva anonima trasmessa ad un neo comitato “Salviamo le case abusive” contenuti assolutamente falsi.
“Il consigliere Alba Aiello  -scrive il sindaco- possiede una casa ad Aspra che non rientra tra le zone che hanno vincoli di inedificabilità assoluta, il consigliere Francesco Paladino non ha ville entro i 150 metri dal mare, il consigliere Francesco D’Anna non è proprietario di case. La sorella del sindaco non ha case di proprietà nella via indicata e l’immobile citato è in regola, la casa del fratello del primo cittadino è stata acquistata qualche anno fa con un mutuo.”
Il sindaco aggiunge che “tra le altre inesattezze l’ex assessore Luca Tripoli non è stato costretto a dimettersi ma di sua sponte ha rimesso il mandato.
Non solo nessuno glielo ha chiesto ma non avremmo voluto abbiamo voluto rispettare la sua volontà”.
Sull’argomento interviene anche l’ex assessore Tripoli che aggiunge: “non è vero che la casa dei miei è insanabile, c’è una pratica presentata e l’unico soggetto a decretarne l’insanabilità è l’ufficio tecnico”.
Nella nota il sindaco aggiunge che “uno dei promotori del comitato è responsabile di abusivi recentissimi cercando di costruire in un’area SIC (sito di interesse comunitario). Così come abbiamo verificato e stoppato quel caso faremo con le case di tutti gli esponenti politici siano essi del M5S come di altri partiti, cosa che potrebbe verificarsi vista la mole di immobili abusivi a Bagheria”.
Il sindaco rivolgendosi alla redazione aggiunge. “ci avrebbe fatto piacere si verificasse prima di pubblicare notizie infondate che creano clima incandescente in una città difficile come Bagheria. Non ci si domanda se avvalorando le calunnie di questo comitato non si stia istigando alla violenza e minando l’incolumità dell’amministrazione? Non siamo di fronte solo ad un danno di immagine, è stata anche lesa la privacy e messa a repentaglio anche la libertà personale. Lo faremo presente al Prefetto perché vogliamo continuare ad affrontare il problema dell’abusivismo con la serenità che finora non ci è sta concessa. Ci è già capitato di ricevere minacce velate, dobbiamo ricordare quanto è successo agli amministratori di Licata?”

 
 
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