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Bagheria. Nuova protesta degli operai dell’Ati group. “Ci stanno licenziando”

martedì 26 luglio 2016, 08:54   Attualità  

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ati groupSono tornati a protestare i 110 operai edili del gruppo “Ati group” di villa Santa Teresa.
Questa mattina hanno dato vita ad una nuova forma di protesta impedendo l’ingresso alla clinica lungo la strada statale 113.A maggio aveva ricevuto le lettere di licenziamento e pare che domani i licenziamenti saranno operativi con la firma dei provvedimenti all’uffico provinciale del lavoro di Palermo.
“Abbiamo ricevuto solo promese vuote -dice Santo Bologna, uno degli operai- siamo stati alla Prefettura 15 giorni fa ma niente è successo. Adesso siamo qui. Se vogliono mi arrestano. Così mi devono dare da mangiare”.
Al fianco degli operai anche il Pd di Bagheria con il segretario Orazio Amenta: “l’Ati group non può chiudere. sarebbe la sconfitta dello Stato”.
Sul posto sono arrivati anche polizia e carabinieri.
Fuori dai cancelli sono rimasti i dipendenti della clinica fra medici, infermieri e personale degli uffici.
Le attività della clinica sono paralizzate.
Una protesta analoga era avveuta nel mese di maggio quando i 110 operai avevano ricevuto le lettere di licenziamento.
In quell’occasione venne consentito l’ingresso ai medici e ai pazienti. Oggi la protesta si è inasprita.
Il provvedimento dei licenziamenti riguarda le tre aziende edili: Ati group, Emar ed Ediltecnica.
Le aziende vennero sequestrate il 20 marzo del 2004 e dal 2013 sono sotto la gestione dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrarti e confiscati alla criminalità.
Alla base del provvedimento di licenziamento, come scrive l’amministratore unico, Andrea Dara,  c’è la crisi del settore edile.
A turno gli operai sono andati avanti con periodi di cassa integrazione e altri in cui venivano impiegati per alcune commesse che la aziende avevano.
L’amministratore Dara nelle lettere di licenziamento scrive che “dal secondo trimestre 2014 le società hanno progressivamente rilevato l’avvio di una fase non priva di criticità gestionali evolutesi fino a giungere ad un incolpevole rallentamento delle lavorazioni nei cantieri in essere alla data della confisca irrevocabile. L’andamento gestionale è stato sempre più critico”.

aggiornamento ore 14,52
Dopo la manifestazione di stamattina, domani i lavoratori si recheranno a Palermo all’ufficio provinciale del lavoro. Sulla vertenza dei lavoratori delle aziende edili confiscate di Bagheria interviene anche la Cgil Palermo. “A 13 anni di distanza dal sequestro non esiste un progetto di gestione complessiva delle aziende e dei lavoratori, circa 120 tra operai metalmeccanici e impiegati. In questa situazione – afferma Mario Ridulfo, componente segreteria Cgil Palermo – lavoratori e famiglie vivono una condizione di disagio a volte al limite dell’indigenza. Questa condizione rischia di vanificare anni di battaglie per la legalità che hanno visto questi lavoratori nella veste di preziosi testimonial dello sviluppo. Per questo è indispensabile che tutti coloro i quali hanno responsabilità di governo nelle aziende confiscate trovino assieme ai lavoratori e al sindacato una soluzione che non può essere il licenziamento”.

 
 
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