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Mafia. il pentito bagherese Sollima: “nel 2011 la cosca era pronta alla guerra”

mercoledì 27 luglio 2016, 08:16   Cronaca  

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arresto mafiaIl sito on line live sicilia rende note alcune dichiarazioni del pentito bagherese Salvatore Sollima secondo cui nel 2011 i boss di Brancaccio si erano messi in testa di annettere la cosca di Villabate e i capimafia di Bagheria erano pronti alla guerra. Toccò a un grande vecchio, Getano Tinnirello di corso Mille, intervenire per mettere la pace.
Nell’articolo firmato da Riccardo Lo Verso, c’erano contrasti fra i i mandamenti di Brancaccio e Bagheria (di cui la famiglia di Villabate fa parte).
“Sollima – scrive Lo Verso- racconta di un incontro avvenuto nel 2015 a cui avrebbero preso parte Giampiero Pitarresi e alcuni personaggi di Brancaccio di cui non conosciamo l’identità. Pitarresi è stato arrestato nel dicembre con l’accusa di essere al vertice della famiglia di Villabate. Degli altri partecipanti nulla sappiamo.
Pitarresi si fece accompagnare all’appuntamento da Sollima e Giuseppe Costa, l’uomo che deteneva la cassa della famiglia. I guardaspalle avevano un ordine preciso: sparare all’impazzata in caso di problemi. Ecco cosa ha messo a verbale Sollima nel 2015: “… fino a qualche mese e mezzo fa io dentro casa mia avevo una 38 e una 7,65, poi ci sono stati dei problemi Palermo Centro, dove Giampiero Pitarresi aveva un appuntamento con suo compare… discorsi un pochettino un pochettino delicati”.”
Il verbale che raccoglie le dichiarazioni di Sollima è pieno di omissis. A testimonianza che potrebbero esserci degli ulteriori sviluppi di indagini.
“L’appuntamento è stata fatto al corso dei Mille dove io con mio padrino, perché è mio padrino Giampiero Pitarresi, siamo io con la mia macchina e lui con la sua macchina, siamo andati in questo appuntamento dove io personalmente io aveva una 38 di sopra e Giuseppe Costa aveva una 7. 65 pure lui di sopra. Lui è entrato in questa palazzina, in questo piazzale… figlioccio, vedi che io sto entrando qui dentro e di qui dentro devo uscire, ti raccomando…. se Dio nni scansa, fra menzura tu un mi viri niesciri i cca, cummina un maciellu, viri ca io cca sugnu. E siamo rimasti fuori noi. Dopo qualche mezzora, tre quarti d’ora dell’appuntamento si sono chiariti, si sono parlati fra di loro, noi fuori…”.
Lo Verso conclude scrivendo che “quale fu l’esito dell’incontro e chi erano i misteriosi personaggi di Brancaccio non è dato sapere.”

 

 
 
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