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Bagheria. I “coraggiosi” sulla libertà di stampa

giovedì 18 agosto 2016, 10:32   Attualità  

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coraggiosi 1Il gruppo bagherese dei “coraggiosi” ha diffuso un comunicato sulla libertà di stampa a Bagheria.
“Eravamo presenti anche noi alla tavola rotonda sull’informazione a Bagheria svoltasi lo scorso 27 giugno presso l’auditorium San Pietro -si legge in una nota-. In quell’incontro abbiamo riconosciuto una proficua occasione di dibattito, aperto alle varie sensibilità della cittadinanza, volto a fondare una presa di coscienza sempre più diffusa del reale valore dell’informazione nella società in cui viviamo.

Ci era parso di intravedere, nonostante l’assenza della componente politica dell’amministrazione comunale, un buon punto di partenza per instaurare un clima di “distensione” che consentisse di mettere un punto e voltare pagina, rispetto ad un quadro nel quale la stampa veniva mortificata pubblicamente e con una facilità degna di altri tempi e contesti.”

Il gruppo sottolinea che attualmente ci sia in atto “un allarmante inasprimento dei toni, spesso sfociato in veri a propri atteggiamenti di sistematica rappresaglia e denigrazione nei confronti della stampa sul web e sui social.”

Il riferimento è alle notizie in merito alla presunta acquisizione di documenti da parte dei carabinieri sui rifiuti. La notizia infatti è stata smentita dal Comune con un comunicato stampa.

La notizia è stata rilanciata proprio ieri dal quotidiano “La Repubblica” secondo cui la Procura avrebbe aperto un’inchiesta sul servizio rifiuti a Bagheria.

“Non vogliamo in questa sede -scrivono i ”coraggiosi”- ergerci a paladini o prestare il fianco a polemiche strumentali, intendiamo invece porre ancor più sotto i riflettori una questione di vitale importanza per la tenuta democratica della comunità bagherese. Nessuno è immune da errori e situazioni di occultamento della verità e della legalità sono purtroppo frequenti: anche il giornalismo, come la politica o la magistratura, non ne va esente. E tuttavia questi, qualora se ne verificassero gli estremi, andrebbero acclarati nelle sedi competenti con gli strumenti che la legge mette a disposizione, non certo con strategie da terrorismo mediatico che puntano a svilire, calpestare, polverizzare l’avversario di turno, sia esso politico, giornalistico o di altra sorta.

Altrimenti, ad essere in pericolo non è semplicemente la libertà di informare e di essere informati, bensì i beni che ne costituiscono fondamento, la libertà di esprimere il proprio pensiero e, in definitiva, la libertà di dissentire.

Lì dove il dissenso è invisibile, nascosto o represso, non può esserci democrazia.

Solidarietà piena e rinnovata a tutti i giornalisti bagheresi che compiono il proprio lavoro con passione, dedizione e spirito di servizio verso la propria comunità.”

 

 
 
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