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Bagheria. Secondo “La Repubblica” la Procura ha aperto un’inchiesta sui rifiuti

mercoledì 17 agosto 2016, 17:12   Attualità  

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repubblicaCon un articolo a firma Antonio Fraschilla e Salvo Palazzolo, il quotidiano “La Repubblica”, nell’edizione di Palermo, sostiene che la Procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Bagheria.
I due estensori dell’articolo aggiungono che “il 10 agosto i carabinieri hanno presentato al segretario generale, Eugenio Alessi, una lunga richiesta di atti da acquisire per fare luce su quella che sembra ormai diventata una pratica molto diffusa nei Comuni del Palermitano: il ricorso agli affidamenti diretti, sulla base del cosiddetto articolo 191. Un modo per far fronte in modo veloce all’ultima emergenza rifiuti.”
Come si ricorderà il Comune di Bagheria, con un comunicato stampa, aveva invece affermato che i carabinieri non avevano prelevato nessun faldone relativo al servizio dei rifiuti. Si sosteneva che c’era stata invece un incontro del comandante della compagnia, con il segretario generale, ma su altri argomenti.
Il quotidiano palermitano, però, rilancia la notizia e aggiunge che “in questo modo la soglia dei controlli si è abbassata. E anche a Bagheria, alcuni noli sono stati concessi alla “No.ve.ma.”, la ditta adesso finita al centro di un’interdittiva del prefetto di Palermo, perché assieme alla “Trade eco service” ritenuta vicina ai boss della famiglia corleonese dei Lo Bue. Sugli affidamenti diretti del Comune a ditte esterne al Coinres era partito un esposto della minoranza al consiglio di Bagheria, firmato dal Partito Democratico che ha messo nero su bianco incarichi per oltre 4 milioni di euro dal 2014Al centro di questa vicenda c’è ancora una volta Salvatore Lo Faso di Trade eco service, che è stato asso pigliatutto dell’ultima emergenza rifiuti. Anche perché era diventato uno dei simboli dell’imprenditoria della provincia di Palermo che dice no alla mafia: tre anni fa, si era presentato  in tribunale per confermare di aver ricevuto una richiesta estorsiva dopo un incendio nella sua concessionaria, la “Sud Car” di Bolognetta.  Ma, adesso, il prefetto di Palermo Antonella De Miro lo ferma con un’interdittiva antimafia, un provvedimento pesante, la “Trade eco service srl” della famiglia Lo Faso è stata esclusa dalla white list anche se formalmente Lo Faso non ricopre più l’incarico di amministratore delegato dal 2011.”

 

 
 
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