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Manifestazione a piazza Matrice per salvare i posti di lavoro dell’Ati Group

giovedì 25 agosto 2016, 19:02   Attualità  

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cgil 1La Fillea Cigl chiede a gran voce che vengano salvati i posti di lavoro dei 110 ex dipendenti delle ditte di Michele Aiello. Lo ha fatto questo pomeriggio nel corso di una manifestazione voltasi a piazza Matrice a Bagheria, alla vigilia dell’incontro al centro per l’impiego per la procedura di licenziamento collettivo, previsto per domani. 
Alla manifestazione erano presenti il segretario regionale della Fillea Cgil Franco Tarantino, il segretario provinciale Francesco Piastra, Franco Macaluso e la segretaria della Cgil di Bagheria Adele Cinà.
Presenti anche i lavoratori edili delle tre aziende Ati Group, Emar e Ediltecna.
Alla manifestazione hanno preso parte anche il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque e il consgliere comubale del Pd Emanuele Tornatore.
Adele Cinà ha sottolinea che “il licenziamento di questi lavoratori sarebbe la sconfitta dello Stato”.“Chiederemo la deroga della cassa integrazione” ha detto Franco Piastra.
“La Fillea di Palermo -ha aggiunto Piastra- si batte per l’applicazione del codice delle leggi antimafia che indica agli amministratori delle aziende sottratte alla mafia di preservare il valore delle aziende loro affidate e di restituirle, ancora operanti, alla collettività. Si oppone a quanto invece deciso dagli amministratori: la liquidazione delle aziende e il   licenziamento sic et simpliciter di tutti i lavoratori”. “Per questo – aggiunge Piastra –  chiediamo la revoca dei licenziamenti,  perché pensiamo sia fondamentale che l’impegno e i successi di magistrati e forze dell’ordine, sul fronte delle indagini e della lotta alla mafia, trovino continuazione e coerenza sul piano sociale ed economico”.
“Questa che segue -continua il segretario della Fillea- è la storia di ciò che sta avvenendo: sta a ciascuno di noi battersi, qui e  ora, per determinare quale debba esserne la conclusione. Amministratori e Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata hanno scartato le ipotesi di cessione delle aziende confiscate a imprenditori privati del settore edilizio e ci hanno chiesto, un anno e mezzo fa, di promuovere la formazione di una cooperativa  di lavoratori che subentrasse nella gestione delle aziende del Gruppo Aiello confiscate alla mafia, al fine di salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale. Da quando i lavoratori hanno aderito a questo progetto, anche tramite pubbliche assemblee cui hanno partecipato gli stessi amministratori e la Lega delle Cooperative, qualsiasi collaborazione è venuta meno. Vengono, senza motivazioni, negate le informazioni essenziali per il subentro:   contratti e commesse, relazioni sull’andamento delle aziende (previste  dalla legge e quindi disponibili), persino gli ultimi bilanci,  che non è possibile conoscere perché mai pubblicati”.

 

 
 
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