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Altavilla Milicia. Nino Parisi: “non pensavamo di votare così presto. Non mi candido”

venerdì 30 settembre 2016, 14:55   Attualità  

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parisi-1di Martino Grasso

La notizia che si dovrà tornare a votare il prossimo 27 novembre sembra avere colto di sorpreso i cittadini di Altavilla Milicia. Adesso bisognerà individuare i candidati a sindaco e stilare liste credibili.
Ne abbiamo parlato con Nino Parisi ultimo sindaco della cittadina prima dello scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose. “In realtà Altavilla non si aspettava certo una data così ravvicinata ed imminente dato che ancora oggi siamo in attesa di conoscere l’esito finale del ricorso per revocazione della sentenza del Consiglio di Stato. Evidentemente la giunta regionale, che è arcinota per le sue virtù legalitarie, ha avuto l’intuito di volere anticipare pure l’esito di quel ricorso. Ovviamente, ne siamo grati. In realtà, e come sempre accade in questi casi, da qualche settimana si registrano dei preparativi, i primi movimenti e i primi approcci. Peccato che, ad onor del vero, fra i diversi promotori che si agitano, nulla di veramente nuovo splenda sotto il sole. In sintesi, nomi già consumati dal tempo che cercano di riciclarsi circordandosi di volti nuovi, illudendoli con parole ad effetto e tanti buoni propositi.
Poi vi è pure qualche graziosa e possibile novità sganciata dai soliti ciarlatani che, ove resistesse fino all’ultimo, potrebbe risultare davvero innovativa e, lo penso io, molto gradita ai cittadini.”

Lei è fra i possibili candidati a sindaco?
“Escludo una mia candidatura a sindaco poiché avverto una forte ostilità da parte di alcune istituzioni dello Stato. Di conseguenza, il bene per la collettività m’impone l’obbligo di desistere da questa idea. Una persona veramente responsabile, un amministratore serio e senza interessi da dovere tutelare, deve sempre anteporre il bene comune e del proprio comune, alle proprie velleità o aspirazioni personali. Ho già dimostrato di essere corretto, non ho bisogno di altri esami. Una sentenza del TAR ci aveva dato ampiamente ragione mediante la scrupolosa lettura di ogni singola carta, ribaltando ogni singola accusa ed impiegando ben 18 mesi per arrivare a quella conclusione. In seguito, il CdS è riuscito, badate bene in soli 10 giorni e sotto le feste natalizie (dal 10/12/2015 al 20/12/2015) a sovvertire quell’esito con una sentenza abbastanza approssimativa. Dei veri fenomeni vista l’entità delle carte da vagliare , ben 3 giga byte. Dalla lettura della sentenza emerge solo la volontà di fare presto e tutta l’urgenza di volere risolvere la questione a favore dello Stato. Qualcuno non poteva perderci la faccia. Vi pare abbastanza per capire qual’é il segnale che mi si vuole mandare?”

Che paese dovrà amministrare il nuovo sindaco?
“Non sarà una passeggiata. Non invidio chi si troverà a dovere amministrare il paese. Troverà un paese abbandonato in tutto e per tutto, ivi compreso quelle tante cose per le quali avevamo già stanziato i fondi. Vedi, per esempio, l’appalto già aggiudicato per rimettere in esercizio l’impianto della pubblica illuminazione sequestrato fin dal 2012 ed ancora oggi inattivo, poteva essere risistemato già nel maggio 2014. L’avvenuto affidamento del campo sportivo, mediante procedura di evidenza pubblica, ad una società calcistica legata al Torino calcio che si sarebbe presa carico delle spese per la sua rimessa in funzione; la sistemazione della strada del cimitero con la realizzazione di alcuni parcheggi e della via di fuga della scuola elementare; la riparazione di tutte le buche del territorio, già tutte censite e misurate una per una, con l’installazione di alcuni dissuasori sia nella zona extraurbana che nel centro abitato; la realizzazione della videosorveglianza nelle vie di fuga di tutto il territorio e nelle postazioni di cassonetti; l’acquisto delle targhe per identificare tutte le vie della zona extraurbana; l’avvio della raccolta differenziata nella zona extraurbana e tant’altro ancora. Sono opere d interventi per i quali avevamo già stanziato tutte le somme necessarie. Chissà perché siano rimaste incompiute e chiuse nei cassetti. Chissà per quali altre opere più urgenti di queste siano state mai utilizzate quelle somme. Intanto la gente è disperata e anche molto sconfortata. Nella zona extra urbana ritengono che Il divario fra cittadini di serie A e serie B si è allargato ancora una volta.”

Quali sono i problemi che dovranno essere affrontati?
“I problemi più urgenti da affrontare vanno dalla regolamentazione del servizio di raccolta dei rifiuti, al decoro del territorio,alla manutenzione delle strade e alla posa di nuova segnaletica stradale, al rilancio del turismo., Ma prima di tutto, dare nuovi stimoli e un nuovo impulso ai servizi sociali i cui uffici debbono essere meglio supportati per rispondere con maggiore prontezza, efficacia ed interventi mirati ai disagi giovanili, alle tante nuove povertà ed alle esigenze della scuola. Il rilancio dell’economia locale con l’alleggerimento di tutte quelle tenaglie frapposte da una burocrazia di stile bulgaro che scoraggia gli investitori, uno studio serio per ammorbidire l’invadenza della pressione dei tributi, una maggiore attenzione al mondo scolastico e alle esigenze degli scolari e degli studenti con disagi e disturbi. Raccordarsi con il mondo associativo, le attività produttive e gli enti di culto per trovare soluzioni unitarie alle problematiche della gente e del territorio e poi tant’altro ancora. Mi fermo qui. Non vorrei scrivere in questa pagina il programma dei nuovi candidati. Tuttavia, sono cose del tutto ordinarie che oggi mancano o meglio sono state soppresse.-Sono, più o meno, gli stessi problemi che affliggono tutti gli altri comuni del comprensorio. Con l’aggravante di una gestione commissariale del tutto insussistente e sotto tutti i profili. Vi è stato un abbandono totale del territorio, il mancato ascolto della gente, dei reali bisogni e delle esigenze dei cittadini e dei contribuenti mentre, in alcuni casi, si sono registrati notevoli ritardi nell’attivazione di alcune iniziative o servizi del tutto ordinari. Tre su tutte. Il notevole affanno nella raccolta dei rifiuti e nella pulizia della zona extraurbana, la disinfestazione non eseguita nella tarda primavera bensì a fine agosto e solo nel centro urbano e la pitturazione di qualche aula scolastica dopo l’inizio delle lezioni del nuovo anno. I ritardi e i disservizi sono comprovati da tutta una serie di inadempienze ben documentate. Per queste cose, ritengo che non sia da attribuire nessuna colpa alla commissione straordinaria e nemmeno ai funzionari. Una recente relazione della commissione regionale antimafia illustra molto bene come le gestioni commissariali non siano affatto la soluzione ottimale agli scioglimenti dei comuni. Anzi, lo aggiungo io, molto spesso peggiorano le cose e non risolvono in bel niente. Altavilla non è stata certo l’eccezione, bensì la conferma di questa regola. Mi sento solo di deplorare la consistente nomina dei sovraordinati operata in questi anni di gestione commissariale. Nella maggior parte dei casi e in alcuni settori, ma visti anche i risultati conseguiti, mi sento di dire che è stato solo un inutile spreco di danaro pubblico. Tuttavia, in questo non vi è alcun illecito o illegittimità. È noto come le leggi giustizialiste consentano ogni sorta di eccesso nel nome della legalità. Le cronache sono piene di fautori della legalità che esercitano un potere sproporzionato rispetto alle loro reali esigenze e che poi, magari, inciampano maldestramente nel loro limpido cammino di trasparenza cadendo miseramente. Se a farlo è un sindaco però, le valutazioni sono tutt’altre. Nel corso della gestione commissariale sono successe delle cose che, ove fatte da un sindaco, avrebbero avuto ben altri risvolti. Ma chi un tempo ha tagliuzzato in quattro persino i capelli di un neonato , evidentemente era distratto da altre nobili cause. Va così. Sono le regole del gioco al massacro e chi vuole partecipare se ne deve assumere ogni responsabilità ed onere. Io l’ho fatto pagando un prezzo altissimo anche dal punto di vista affettivo e personale. Ma, ne vado fiero e mi sento di essere un galantuomo. Tuttora sono candidabile ed eleggibile. Tuttavia, l’amore e l’interesse primario per il bene del mio paese mi portano a fare la scelta migliore. Restare fermo ai box. Non temo confronti né eventuali vergognose accuse. Il mio animo, così come la mia faccia, sono ancora spendibili, puliti, limpidi e sereni. Il tempo è galantuomo. Mi spiace solo per alcuni ex amministratori, miei colleghi nel 2008, i quali hanno vissuto in prima persona tutte le fasi di quelle vicende che hanno dato spunto alla fantasia degli inquirenti per arrivare allo scioglimento del 2012. Molti di loro li giustifico perché ne avrebbero potuto trarre solo gravi ripercussioni sulle loro attività. Altri invece, vuoi per bieco opportunismo, vuoi per pavidità e cinismo o peggio ancora per rancore personale, non hanno avuto alcun interesse, pur di farmi fuori, a salvare il paese con una loro dichiarazione. Attenzione, non ho detto di salvare me, bensì il buon nome e la dignità del paese di Altavilla Milicia da quella terribile gogna che ha rappresentato lo scioglimento. Quegli ex colleghi amministratori, di maggioranza e minoranza, avrebbero potuto molto facilmente evitare le terribili conclusioni alle quali erano giunti gli investigatori semplicemente recandosi presso i carabinieri o i magistrati e riferire tutta la verità sulle fasi che portarono alla mozione di sfiducia. Pensate un po’. Il TAR c’è arrivato solo leggendo le carte. Erano solo conclusioni fantasiose che erano state trascritte come verità inviolabili. Quei miei colleghi lo sanno bene. La mozione di sfiducia del 2011 non fu mai pilotata da nessuno. Fu solo una conseguenza di tutta una serie di contrasti politici, notevoli disservizi e la conseguenza di una serie infinita di eventi politici negativi che hanno portato alla libera scelta, condivisa dai consiglieri firmatari e non solo da loro, di chiudere quell’esperienza. Questa è la verità! Ben 500 spettatori hanno assistito a quel consiglio comunale applaudendo alla fine con gioia e scene di giubilo alla lettura dell’esito finale del voto . Erano tutti quanti pilotati? Ecco, quegli individui omertosi, e che ora vorrebbero apparire come la quint’essenza della legalità, per interesse e vigliaccheria hanno una loro forte responsabilità in quello che è successo, non sono certo degni di chiedere il voto agli altavillesi poiché li hanno già traditi spudoratamente per perseguire i loro torbidi e squallidi interessi di bottega. Se siamo arrivati allo scioglimento, loro ne hanno buona parte della colpa e non solo per questo. Sono testimoni di ben altri rilievi mossi a mio carico e le cui dinamiche sono ben lontane ed esattamente all’opposto delle conclusioni investigative riportate nella relazione. In sintesi, l’odio distruttivo e la sete di potere sono prevalsi sugli interessi della collettività, sulla ragione, sull’equilibrio e sul raziocinio. Sulla dignità umana e sulla giustizia stessa. È forse a questi soggetti che i cittadini dovrebbero affidare le sorti del nostro paese? L’auspicio è quello di vedere elette persone capaci e innamorate del paese, disponibili alle esigenze dei cittadini, dei più bisognosi nonché attenti al rilancio economico, turistico e sociale del paese. C’è tanta buona intelligenza in giro, gente competente e disinteressata. Uomini e donne capaci, virtuosi, attenti e con un reale spirito di servizio verso la collettività. E’ di questo che ha bisogno il paese e di tanta, tantissima pace. Quella stessa pace che una certa classe dirigente del passato che, preciso, non ha mai vinto una sola elezione onestamente, ha soppresso e pregiudicato da tempo rendendo il clima politico locale invivibile ma questo, solo quando non sono loro a dirigere le sorti del paese. Evidentemente, qualcuno ancora una volta vorrebbe spianargli la strada verso la sede municipale e poi come sempre, tapparsi gli occhi, le orecchie e la bocca. Ma gli altavillesi non sono mica stupidi. Hanno capito bene la fonte di mie guai, ed è con la loro rabbia che ora dovranno confrontarsi.”

Ma Altavilla è pronta per queste elezioni”
“Non so se il paese risponderà a questa chiamata alle urne così immediata e repentina, la data stabilita in meno di un mese per presentare le liste non lascia molto spazio, scelta e tempo per organizzare bene una lista e un programma, preferirà rimanere a casa per protesta e per quel che ha subito. La democrazia si esercita con il voto al quale ogni cittadino è chiamato a rispondere per eleggere i suoi rappresentanti. La protesta si dimostra con il non voto, autoescludendosi da quel diritto. Certo, ma lo dico anche nell’interesse dei candidati, un margine di tempo un po’ più lungo avrebbe consentito una maggiore organizzazione e possibilità di scelta. Tuttavia è andata così. Auguro ogni bene al paese ed ai candidati che si affronteranno in questa competizione. Non dimenticherò mai il privilegio che mi è stato concesso dai cittadini e l’affetto e la solidarietà che ancora oggi mi dimostrano. Altavilla è un paese di gente perbene d io amo il mio paese ed i miei concittadini. Questo è sentimento così forte ed immutabile che , per fortuna, nessuna sentenza lo potrà mai cancellare.”

 

 
 
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