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Bagheria. Come si organizza la raccolta differenziata secondo Salvatore Parlatore

giovedì 15 settembre 2016, 14:51   Attualità  

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parlatoreCome si organizza la raccolta differenziata?
A questa domanda risponde l’ex assessore all’igiene di Bagheria Salvatore Parlatore, che era stato nominato assessore all’indomani delle elezioni e che per motivi personali si era dimesso.
Ecco di seguito la proposta di Parlatore.

A Bagheria è cominciata l’avventura della Raccolta Differenziata.
In proposito vorrei pubblicare delle riflessioni che non si intendono sommare ad un coro di facili critiche a volte sterili e tendenziose rivolte nei confronti di un’Amministrazione in evidente difficoltà.
Al contrario vorrei apportare un piccolo contributo senza pretese, per cercare di far comprendere un po meglio e se è il caso dare qualche suggerimento.
Cosa è la Raccolta Differenziata?
La Raccolta Differenziata è l’insieme di operazioni e procedure che portano al riutilizzo di una tipologia omogenea di rifiuti solidi urbani.
“Fare la Raccolta Differenziata” significa che il rifiuto che viene differenziato dal cittadino DEVE diventare, alla fine del ciclo, una MPS, cioè materia prima seconda.
compost-1Significa che la bottiglia di plastica separata alla fine del percorso di recupero diventa granulato di plastica da fondere per creare nuovi oggetti in plastica, lo stesso il vetro, il metallo, ecc.
L’umido è la frazione più delicata ed importante della Raccolta Differenziata ed ovviamente anche quello deve diventare a norma di legge un prodotto commerciabile, quale è il compost.
Quindi per far funzionare la Raccolta Differenziata il Comune deve gestire fondamentalmente due flussi di rifiuti: dal produttore (cittadino) al Comune, e dal Comune all’impianto di recupero.
In parole povere, significa che il Comune raccoglie dai cittadini il rifiuto separato e lo invia agli impianti di recupero.
“Recuperare” il rifiuto significa appunto trasformarlo in materia prima seconda (MPS).

Il flusso dai cittadini al Comune.
Ovvero “Cosa devono fare i Comuni e le Amministrazioni per interfacciarsi ai cittadini?”
Mi piacerebbe mettere a disposizione dei cittadini più impegnati ed interessati questo importantissimo documento relativo alla Raccolta Differenziata, liberamente scaricabile dal Sito Istituzionale del Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti, al seguente link:
granulato-di-plasticahttp://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_AssEnergia/PIR_Dipartimentodellacquaedeirifiuti/PIR_PianoGestioneIntegratadeiRifiuti/allegato%206.pdf
Sono delle “Linee guida” prodotte dall’Ente Regionale, analizzando le realtà siciliane e nazionali più performanti, considerando che ormai la Raccolta Differenziata in Sicilia dispone di una bibliografia importante ed una esperienza maturata e documentata di decine di anni
Sono sicuro che il nostro Sindaco e ed il suo strabiliante staff tecnico hanno già letto diverse volte questo documento.
Se così non fosse gli e ne consiglio la lettura.
Procediamo per gradi:
Come si può leggere a pag 4 viene riportato che effettivamente per l’umido la strategia più economica ed efficace consiste nella “domiciliarizzazione diffusa”, cioè la raccolta porta a porta (PAP?) dell’umido con un elevata frequenza di passaggi, cercando di ridurre il tempo tra un passaggio ed il successivo.
E fino a qui ci siamo.
Il documento riporta anche che la “domiciliarizzazione diffusa” deve comunque confrontarsi con esigenze specifiche del territorio e della popolazione e DEVE prevedere dei “sistemi integrativi” a supporto del porta a porta.
I sistemi integrativi possono essere:

  • “punti di accentramento” cioè piccole oasi ecologiche, (da non confondere con le bombe nostrane);
  • “raccolta di prossimità” cioè cassonetti;
  • Centri Comunali di Raccolta (C.C.R.) che a Bagheria NON abbiamo. Quello di Incorvino rimane fino ad ora soltanto un autoparco comunale. Nelle linee guida si riporta che nelle altre regioni italiane si prevede un CCR ogni 10.000 abitanti. In tal caso a Bagheria ne servirebbero almeno 6 (!!!).
  • Sistema di oasi mobili itineranti tipo “Carretta Carretta”. (Soluzione interessante ed innovativa).
    Ad ogni modo c’è un documento ufficiale diffuso come Linee Guida dalla Regione Siciliana che sconsiglia una Raccolta Differenziata così scriteriata che si affida esclusivamente al porta a porta.

Il porta a porta va bene se affiancato ad altre strategie di raccolta complementari.
Viene sconsigliato di eliminare completamente la “raccolta di prossimità”, cioè i tradizionali cassonetti, altrimenti succede che la gente confusa comincia a gettare i sacchetti per strada dovunque.
Ci volevano le Linee Guida per capirloIl documento prosegue con dei metodi chiari per programmare i tempi di raccolta, per zonizzare il territorio, per il dimensionamento delle forze lavoro necessarie e dei relativi mezzi.
In altre parole, c’è molto poco da “testare” o da “rodare”.
Basta seguire queste semplici direttive estrapolate dalla esperienza di comuni “virtuosi” siciliani e non.
Chi dice che “ci vuole tempo per far funzionare le cose bene”, evidentemente non è a conoscenza che le esperienze di altri sono già state messe a disposizione di quei comuni che vogliono (DEVONO) cimentarsi con la Raccolta Differenziata.
Basta progettare una gestione seguendo queste Linee guida.
Il flusso dal Comune ai Centri di Recupero
Una volta che i rifiuti differenziati vengono raccolti occorre stoccarli, cioè ammassarli in maniera ordinata ed omogenea, EVITANDO ASSOLUTAMENTE DI MESCOLARLI TRA DI LORO.
Il sito dove si stoccano i rifiuti deve essere un sito idoneo, dotato di tutti i presidi ambientali, antincendio, per la sicurezza e la salute dei lavoratori, sopratutto deve ESSERE AUTORIZZATO.
Non si può dire che “non c’è tempo di autorizzare perchè siamo in emergenza”.
Ricordiamo che fino ad oggi si è fatto eccessivo uso ed abuso delle emergenze rifiuti.
Se un Comune non dispone di un sito idoneo, o non ha il tempo di realizzarne uno, può decidere di appoggiarsi ad un impianto di stoccaggio rifiuti autorizzato, di proprietà di qualche azienda privata.
In quel caso, poiché si tratta a tutti gli effetti di un lavoro pubblico, OCCORRE COMUNQUE SEGUIRE LA NORMATIVA SUGLI APPALTI PUBBLICI.
Cioè gare di appalto, procedure negoziate, ecc.
Vanno evitati AFFIDAMENTI DIRETTI, NOLI A CALDO E A FREDDO.
In merito a questo aspetto, non mi è possibile esprimermi su come sta operando l’Amministrazione Bagherese, in quanto nonostante le ripetute richieste da molte parti, non sono stati diffusi dati e documenti a riguardo.
Di certo questa mancanza di trasparenza lascia molte perplessità.
La legge della conservazione della massa
La legge della conservazione della massa è una legge fisica della meccanica classica, che prende origine dal cosiddetto postulato fondamentale di Lavoisier, che è il seguente:
« Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma »
Ovviamente questo postulato si può applicare anche alla Raccolta Differenziata.
Si traduce nella forma seguente:
“Quando la Raccolta Differenziata ha raggiunto una certa percentuale, il quantitativo di rifiuto indifferenziato conferito in discarica, sommato al quantitativo di rifiuto differenziato conferito agli impianti di recupero, deve coincidere col quantitativo di rifiuto indifferenziato che veniva conferito in discarica, prima che partisse la Raccolta Differenziata.”
Faccio un esempio numerico:
Se prima che a Bagheria iniziasse la Raccolta Differenziata si conferivano in discarica 60 Tonn/giorno, e oggi si è giunti al 10 % di rifiuto differenziato, significa che si inviano ad impianto di recupero 6 Tonn/giorno di rifiuti.
Quindi in discarica ci andranno 54 Tonn/giorno.
Questi dati sono verificabili tramite un documento chiamato “formulario”, che riporta le informazioni relative alla tipologia ed ai quantitativi di rifiuti trasportati.
Da diverse parti si è chiesto all’Amministrazione Bagherese di pubblicare i formulari dei rifiuti bagheresi smaltiti e recuperati.
Ma la maggioranza ha risposto picche, sempre con la pacatezza, autocontrollo, lucidità e buona educazione che contraddistinguono il nostro primo cittadino.
Eppure divulgare questi documenti sarebbe un modo inconfutabile di zittire tutte quelle voci di “invidiosi”, denigratori, o semplici “confusi” che insinuano in malafede che in realtà i rifiuti differenziati poi vengono rimescolati e buttati in discarica.

 

 

 
 
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