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In ricordo di
Diego D’amico

giovedì 29 settembre 2016, 12:28   L'Opinione  

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martoranadi Giuseppe Martorana

Diego D’Amico (Bagheria 29 settembre 1893 – Roma 6 agosto 1947)

In passato, tra tante biografie di personaggi bagheresi, non mi sono mai occupato di un nostro grande concittadino che porta il nome del prof. Diego D’Amico. Oggi lo voglio fare non solo per rendergli omaggio in occasione del 123° anniversario della sua nascita, ma anche per farlo conoscere ai nostri concittadini molti dei quali, come ho avuto modo di costatare, ignorando le tante personalità che hanno reso famosa la nostra città, spesso si chiedono: Chi è costui!?
Possiamo sintetizzare che era uno specialista nel campo dell’oculistica, un pragmatista in politica  e un apprezzato docente universitario.
Figlio di Isidoro, possidente e di Vincenza Mineo, dopo la laurea conseguita nel 1920 all’Università di Roma, nel 1924 vinse il premio del Concorso nazionale oftalmico celebratosi nella stessa città. In quell’occasione, il Comune di Bagheria gli inviò un telegramma di plauso. Nello stesso anno ottenne la libera docenza per titoli. Fu discepolo di Giuseppe Cirincione, il quale lo scelse come primo Aiuto presso la sua clinica privata.

diego-damico-foto In precedenza, alla vigilia della prima guerra mondiale aveva preferito arruolarsi come Ufficiale di Fanteria anziché nel Corpo di Sanità Militare; ne avrebbe avuto diritto perché si era iscritto alla Facoltà di Medicina. Rimase ferito in zona di guerra nel Goriziano fra il Monte Sabotino e il Podgora. Gli fu conferita la Croce al Merito. Fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia, Ufficiale e Commendatore.
Sposò Maria Dragotta di 22 anni, figlia del cav. Giuseppe (industriale Conserve di pomodoro) e di Lucia Di Fiore, in data 6 luglio 1929. Poiché la giovane sposa era impossibilitata a uscire di casa per trauma al piede destro, a casa Dragotta (sita nel Corso Butera Palazzo Dragotta) si recarono il cav. Vincenzo Punzo, Podestà Ufficiale dello stato civile con il segretario comunale Enrico Maltese e i testimoni Salvatore Badami, possidente, Giovanni Scaduto, possidente, Francesco Paolo Di Pasquale farmacista e Carlo Raspanti impiegato. Evidentemente era presente lo sposo di anni 34, in quel periodo domiciliato in via Generale Diaz. Il matrimonio religioso fu celebrato poco dopo.
Nel 1937, fu incaricato dell’assistenza oculistica presso le carceri giudiziarie centrali di Palermo. Fu in prima linea nell’auspicare una riforma sanitaria più vicina alle richieste provenienti dalle classi popolari.
Eletto nel collegio XXX di Palermo nelle liste della Democrazia Cristiana alle elezioni del 12 giugno 1946 (7° con 16352 preferenze); iscritto al gruppo parlamentare democristiano, dal 15 luglio 1946 al 6 agosto 1947. Incarichi nel III Governo De Gasperi: Alto Commissario Aggiunto per l’igiene e la sanità pubblica, dal 7 febbraio 1947 al 31 maggio 1947. Lo stesso incarico mantenne nel IV Governo De Gasperi dal 1° giugno 1947 fino alla sua morte, avvenuta il 6 agosto 1947, all’età di appena 54 anni. È stato anche deputato all’Assemblea Costituente.
Il Consiglio Comunale di Bagheria, il giorno successivo alla sua morte, si riunì in seduta straordinaria; il Sindaco e altri consiglieri rilevarono la profonda impressione ricevuta alla ferale notizia, che ha anche destato un’eco profonda di dolore il tutto il paese che ha perduto uno dei suoi figli migliori, un uomo, dalle virtù non comuni, che apparteneva alla parte più eletta della scienza e della politica italiana.

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 Articoli giornalistici che lo riguardano

Giovane bagherese che si fa onore dal G. di S. del 27-28 luglio 1920
     Bagheria, 27 (Verdone) – Nella Regia Università di Roma si è laureato in Medicina e Chirurgia il valoroso giovane Diego D’Amico dell’industriale Sig. Isidoro.
La tesi di laurea ha riportato il plauso del relatore – il nostro illustre concittadino prof. Cirincione – e della Commissione esaminatrice. Il Dott. D’Amico ha presentato oltre cinquecento preparati microscopici ed ha esposto solo una parte delle sue ricerche scientifiche di istochimica ed anatomia patologica dell’occhio. La tesi è stata giudicata degna di partecipare al concorso per l’assegnazione del premio “Girolami”.
Il D’Amico è reduce dal servizio militare, avendo partecipato come volontario tenente di fanteria alla guerra di redenzione, rimanendo ferito sul Monte Sabotino, guadagnandosi la Croce al merito.
Egli ha così ripreso – laboriosamente –  la sua vita di studioso: nel 1907, infatti, risultò primo assoluto nel concorso indetto dal Convitto Nazionale di Palermo, dove completò le scuole medie.
Noi, che abbiamo ammirato sempre l’ingegno svegliatissimo del dott. D’Amico, a nome della cittadinanza ci congratuliamo vivamente con lui, certi che continuerà la gloriosa teoria  di scienziati che onorano Bagheria.

Onoranze a Bagheria alla memoria dell’on. D’Amicodal G. di S. del 7 sett. 1947
     Bagheria ha reso oggi un tributo di commosse onoranze  alla  memoria dell’on. Prof. Diego D’Amico, deputato alla Costituente e Alto Commissario Aggiunto alla Sanità, nel trigesimo della morte. Nella Chiesa Madre, alla presenza di autorità regionali, provinciali e locali e di una folta massa di pubblico, è stata celebrata una Messa di requiem. Ha officiato Mons. Filippo Arena, con la partecipazione del clero bagherese e dei Frati Francescani del Convento di Sant’Antonino.
Nella grande sala del Municipio si è svolta la celebrazione commemorativa. Dopo commosse parole del Sindaco avv. Caputo, del prof. Giardina, segretario provinciale della D. C., del prof. Monastero, assessore regionale alla Sanità, dei deputati alla Costituente on. Medi, Volpe e Mattarella, l’on. Salvatore Aldisio, in una commovente orazione, ha commemorato lo Scomparso, mettendone in evidenza le alte doti scientifiche, sociali, umanitarie. L’orazione, seguita dai presenti tra la più viva attenzione, ha avuto un’eco profonda di compianto per lo Scomparso, anche fra la massa di popolo che ha seguito la parola dell’on. Aldisio attraverso l’eco degli altoparlanti posti in Corso Umberto.

Commemorazione On. D’Amicoda Il Mattino di Sicilia del 10 ottobre 1947
    Nei giorni scorsi si è svolto a Roma il congresso di Oftalmologia presso la città universitaria. Il Magnifico Rettore on. Prof. Caronia ha ricordato l’illustre Scomparso, sia per l’opera sua che per l’alto contributo dato alla scienza.
Ha preso la parola il presidente della Società di Oftalmologia prof. Ovio che ha sottolineato la rande perdita subita dall’Oftalmologia Italiana. I componenti hanno tributato alla memoria dell’Estinto un devoto omaggio e hanno costituito un Comitato  per porre un ricordo marmoreo per dar vita ad una fondazione a premio annuale per l’opera scientifica migliore nel campo dell’Oculistica.

L’on. Alberti rievocherà il Prof. Diego D’Amicoda L’Ora del 29 ottobre 1947
 Domani, mercoledì alle ore 17,30, l’on. Alberti, Professore all’Università di Roma, rievocherà al Circolo della Stampa l’on. Prof. Diego D’Amico, giornalista, scienziato, ex Alto Commissario per la Sanità.
Diego D’Amico che, al di sopra della sua figura politica, fu uomo circondato dalla stima di tutti i Partiti, di tutti coloro che ebbero la ventura di conoscerlo, troverà nelle parole dell’on. Alberti l’esaltazione che spetta a chi seminò sempre concordia e fu esempio altissimo di bene e di bontà.

SOLENNE RIEVOCAZIONE UFFICIALE della chiara figura di Diego D’Amico –
Alla presenza dell’Alto Commissario per la Sanità e dell’on. Petrotta si inaugura il poliambulatorio di Bagheria – Dal G. di S. del 7 ottobre 1949
     Un accorrere in Bagheria di autorità politiche e sanitarie, la partecipazione di gran folla di gente qualificata ed umile, l’inaugurazione di un’opera concreta, ha caratterizzato, ieri, la celebrazione della figura politica e umana di Diego D’Amico, presente l’Alto Commissario per l’Igiene e la Sanità On. Cotellessa.
L’Assessore regionale per l’Igiene on. Petrotta ha ricordato al cinema “Corso” con parola commossa, la vicenda umana dello scomparso, cui egli stesso partecipò in ore gravi e solenni, sottolineando la natura, la qualità e l’intensità dello sforzo compiuto dall’Estinto, per porre sul terreno concreto dei problemi più pressanti ed urgenti del nostro paese, quello sanitario.
Diego D’Amico, professionista esimio e parlamentare insigne, di quelli cui la fortuna politica, non fece mai dimenticare la sua Sicilia e la sua Bagheria (raro esempio di questi tempi), si è fatto presente, ieri, nella parola commossa di chi realizza oggi in Sicilia, con opere concrete e con la continuazione della lotta diuturna, quello del potenziamento di tutta la classe sanitaria e della sua funzione sociale e morale, cui l’Estinto dedicò le sue energie migliori. “…Egli, infatti, promosse e, con quelle sue particolari doti animatrici, seppe condurre a termine una inchiesta di essenziale importanza: il Referendun Nazionale per la riforma sanitaria. Omissis
     E la fatica di Diego D’Amico non fu vana, perché servì a far rilevare l’unità d’intenti della classe medica italiana sull’auspicabile organizzazione sanitaria del paese, e cioè sulla unificazione ed autonomia degli organi sanitari, dal centro alla periferia, con la conseguente attribuzione della piena responsabilità agli organi stessi. Omissis
        In Bagheria, sotto la guida dell’amico Dr Nino Di Leo che ha saputo tenacemente superare con deciso vigore ogni difficoltà, sorge e vive ufficialmente da ieri il poliambulatorio, così come è stato con formula felice individuato e realizzato dalla provvida legge regionale delle unità sanitarie. Omissis
         Il Presidente della Regione on. Restivo, nella ricorrenza del secondo anniversario della morte dell’on. Prof. Diego D’Amico, ha inviato al sindaco di Bagheria il seguente telegramma:
Trattenuto da impegni indifferibili a Roma, pregola considerarmi spiritualmente presente a commemorazione secondo anniversario perdita insigne Professore on. Diego D’Amico cui immatura scomparsa privò Sicilia di uno dei suoi figli migliori. Presidente Regione Restivo”. Omissis
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 La via Diego D’Amico

Il tre luglio 1948, dopo meno di un anno dalla sua morte, la nostra amministrazione comunale deliberò di intestargli una via in una zona della città che fosse in rapida espansione edilizia. Con una decisione molto saggia il Comune scelse quel tratto di strada a partire dalla rotonda di Piazza Palagonia sino all’altezza dell’attuale via Roma.
Poiché il suddetto tratto di strada già nel 1932 era stato intestato proprio alla città di Roma (per volere del Regime Fascista anche il più piccolo comune d’Italia doveva farlo) era giusto e doveroso che la Città Eterna non rimanesse “sacrificata”. Così tre anni dopo, e precisamente il 20 febbraio 1951, il Consiglio comunale scelse una nuova Via Roma, quella attuale.

 
 
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