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Bagheria. Il sindaco sarebbe indagato per mobbing per la vicenda legata alla Picciurro

martedì 18 ottobre 2016, 08:05   Attualità  

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patrizio-nuovoIl sito livesicilia con un articolo a firma di Accurso Sabella, pubblica oggi la notizia secondo cui il sindaco Patrizio Cinque, sarebbe indagato per mobbing.

Oltre al sindaco sarebbero indagati anche gli assessori Maria Laura Maggiore e Fabio Atanasio, l’ex assessore Luca Tripoli e il segretario generale del Comune Eugenio Alessi. L’indagine è partita lo scorso febbraio, su esposto della dirigente del comune Laura Picciurro: è stata lei a denunciare una vera e propria persecuzione nei suoi confronti. Al punto da sporgere denuncia, assistita dall’avvocato Nino Caleca. Ad agosto, la Procura di Termini Imerese ha chiesto la proroga delle indagini. I magistrati vogliono vederci chiaro.
La dottoressa Picciurro è stata sospesa 3 volte con altrettanti provvedimenti di sei mesi (i primi duue) e di 4 mesi nei giorni scorsi, sempre con l’accusa di inadempienza.
Accurso Sabella scrive che “la vicenda è molto complicata e si intreccia con quella relativa ai casi di abusivismo a Bagheria, che avrebbero coinvolto anche i genitori dello stesso sindaco Cinque. L’iter relativo alla casa dei Cinque sarebbe ancora in corso. Ma adesso, dopo varie vicissitudini e alcuni rimpasti in giunta, la delega all’Urbanistica è addirittura nelle mani… dello stesso sindaco. “Relativamente alla casa dei miei genitori in sanatoria – ha spiegato pochi giorni fa al quotidiano ‘La voce di Bagheria’ – non c’è conflitto di interesse visto che gli uffici si stanno muovendo autonomamente. Il Comune ha rapporti diretti con la Soprintendenza”.
L’estensore dell’articolo ricorda che dopo le dimissioni dell’assessore Claudio Caviglia, la nomina di Baiamonte, il sindaco ha tenuto per sé la delega all’urbanistica.

Sabella aggiunge che “il settore dell’urbanistica è stato finora al centro di polemiche e scontri violenti. Non solo sul piano della composizione delle giunte, ma anche sul versante della burocrazia comunale. Dal licenziamento legato a motivi giudiziari del dirigente dei Lavori pubblici Giovanni Mercadante, passando per la “cacciata” voluta da Cinque della dirigente Vincenza Guttuso (ex dirigente all’Urbanistica, poi passata alla Finanze). Fino, appunto, al caso di Laura Picciurro, sfociato in una indagine nei confronti di sindaco e amministratore per abuso d’ufficio.
Dal marzo del 2015, la dirigente è stata oggetto addirittura di tredici contestazioni. Da quelle contestazioni sono scaturiti quattro provvedimenti di sospensione, con relativo blocco dello stipendio. In tutto, la dirigente è stata sospesa senza retribuzione per quindici mesi e dieci giorni.
Un “accanimento”, secondo la diretta interessata, che sarebbe confermato da un altro episodio. La dirigente, infatti, aveva chiesto il trasferimento “in comando” in un altro Comune, quello di Monreale. Un modo, spiega la dirigente, per ritrovare altrove la serenità perduta. E sembrava che tutto stesse andando per il verso giusto: c’era l’ok del sindaco di Monreale, il via libera del Ministero dell’Interno e, in un primo momento, anche quello di Patrizio Cinque. Che poi ci ripensa. E blocca il trasferimento per ragioni organizzative. In realtà in caso di trasferimento, il Comune di Bagheria avrebbe perso il diritto a occuparsi delle questioni disciplinari relativi alla dirigente.
Sulla vicenda interviene il segretario del Pd Orazio Amenta che con una nota scrive: “lo avevamo detto e ripetuto: i dipendenti comunali e tanto meno i dirigenti non possono essere ridotti in yes-man, che devono ubbidire all’amministrazione comunale anche nonostante le leggi e i provvedimenti disciplinari non possono essere la clava con cui punire i dipendenti non allineati. La notizia di oggi è la conseguenza delle scelte sbagliate del sindaco e dei suoi assessori che hanno considerato e considerano il Comune non come la casa di tutti ma come casa propria.

 

 
 
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