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Bagheria. Inchiesta sull’abusivismo edilizio. Il sindaco: “sulla costa abusive il 90%”

martedì 11 ottobre 2016, 17:47   Attualità  

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bagheria-abusivadi Martino Grasso

Otto mila pratiche in sanatoria, mille costruzioni a rischio di demolizione o acquisizione al patrimonio comunale.
Sono impietose le cifre che caratterizzano l’abusivismo edilizio a Bagheria. Il fenomeno affonda le radici negli anni 70, quando si costruiva senza tenere conto di nessun piano regolatore. E adesso i nodi vengono al pettine.
L’iter su disposizione della Procura di Palermo e la Corte dei Conti
I due  Enti hanno inviato delle note al Comune invitandolo a passare dalle parole ai fatti. Dall’ufficio tecnico fanno sapere che dall’inizio dell’anno il Comune è entrato in possesso di 8 costruzioni realizzate abusivamente e per le quali non c’è stata nessuna possibilità di sanarle.
Va anche ricordato che i proprietari di 2 costruzioni abusive hanno deciso di demolirle spontaneamente, evitando ulteriori multe e salvando il terreno in cui sorgevano. Perché per legge oltre alle case il Comune entra in possesso anche delle terre di pertinenza della casa abusiva.
Le sanatorie
Bagheria ha goduto di 3 sanatorie che sono state approvate nel 1984, nel 1995 e nel 2000.
Il Comune nei mesi scorsi ha inviato 4700 lettere ad altrettanti bagheresi che hanno la pratica in sanatoria, invitandoli a regolarizzare la loro posizione. Dopo il 2003 nessuna sanatoria è stata approvata.
A Bagheria dopo il 2003 sono state scoperte centinaia di violazioni abusive sulle quali pende il rischio di demolizione.
Sarà il consiglio comunale a stabilire se le costruzioni dovranno essere demolite o acquisite al patrimonio comunale.
Le case sequestrate e non demolite, nell’intenzione del Comune, potrebbero essere destinate ai cittadini con problemi abitative.
Delle costruzioni abusive c’è di tutto, dalle case su vari livelli, a piccoli abusi come verande, sopraelevazioni e piccoli ampliamenti.
Le costruzioni che non potranno essere regolarizzate in nessun modo sono quelle sorte in luoghi di inedificabilità assoluta cioè entro i 150 metri dalla battigia, in presenza di vincolo monumentale, nel centro storico, a ridosso del depuratore comunale e a ridossi del cimitero comunale.
Nel 2014 venne nominato un commissario ad acta, il geometra Giuseppe Traina, per accelerare le pratiche. Ma  in 9 mesi non è riuscito nel suo intento, anche per mancanza di tecnici che lo coadiuvassero.
Le case sequestrate
Le 8 costruzioni che nei primi 8 mesi sono passate definitivamente al patrimonio comunale sorgevano alla periferia della città: nelle contrade Parisi,  Lanzirotti, Incorvino, Specchiale, Mongerbino, Marino, Balestra, Prime Rocche ad Aspra.
Parla uno dei proprietari cui è stata sequestrata definitivamente
L’uomo on riesce a darsi pace. Ha perso anche i terreno che si estende su un’area di circa 2 mila metri quadrati. Non ha demolito lì immobile abusivo perchè pensava che non si sarebbe arrivati a questa drammatica situazione.
“Quando abbiamo costruito abusivamente lo facevano tutti. Non si conosceva lì importanza del prg. Abbiamo presentato la pratica in sanatoria edilizia ma non è stata concessa. Il terreno sequestrato apparteneva alla nostra famiglia da 3 generazioni. Questa vicenda ci è piombata addosso lo scorso mese di giugno. Abbiamo pagato circa 10 mila euro tra oblazione e legali, ma non c’è stato nulla da fare. E’ un ingiustizia.”
La costa abusiva
L’amministrazione comunale ha deciso di mettere nella lente di ingrandimento soprattutto la costa, con particolare attenzione per i tratti Aspra-Ficarazzi e Aspra-Mongerbino dove il fenomeno è molto elevato.
“Il problema riguarda almeno mille costruzioni -dice il sindaco Patrizio Cinque- adesso si stanno calcolando le indennità di occupazione per gli ultimi 5 anni. Si dovranno accertare responsabilità da parte di chi negli anni precedenti non ha fatto il suo dovere.
Nella costa da Aspra a Mongerbino il 90 % delle case sono abusive e quindi saranno demolite. Nei prossimi giorni entreremo in possesso di 2 costruzioni nella battigia sulla piaggia a confine con Ficarazzi e subito dopo saranno abbattute. Abbiamo anche scoperto che alcune case hanno avuto la concessione ma sarà revocate, perché costruite all’interno dei 150 metri dalla battigia. Il processo è irreversibile e non possiamo fare nulla.”
La casa della famiglia del sindaco
Se ne è parlato nei mesi scorsi dal programma “le Iene” il sindaco mostra un documento della Soprintendenza in cui sottolinea che non c’è nessun vincolo monumentale. “Tengo a precisare che la costruzione, di 3 piani, venne costruita da mio padre nel 1980 quando io non ero nato. E nella zona ce ne sono decine. E’ stata pagata tutta la sanatoria ed è entrato in vigore il “silenzio assenso”. Aspettiamo ulteriori notizie. Ta tengo a precisare che questa vicenda personale non ci ha bloccato. Se ci diranno di demolirla la mia famiglia è pronta a farlo”.
Intanto per dare nuovo impulso all’azione sono cambiati alcuni vertici dell’ufficio tecnico.
Le modifiche sono in merito ai settori dell’edilizia privata, urbanistica e repressione dell’abusivismo edilizio.
L’edilizia privata e urbanistica sarà diretta dal geometra Carlo Tripoli e la direzione abusivismo edilizio, dall’architetto Agostina Lo Giudice.

 
 
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