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Casteldaccia. Di Giacinto
sul dissesto: “non si possono dare sempre colpe ad altri”

martedì 25 ottobre 2016, 07:57   Attualità  

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casteldaccia-e-di-giacintoL’ex amministrazione sindaco del Comune di Casteldaccia, guidata da Giovanni Di Giacinto, con una nota, interviene sulla dichiarazione del dissesto dichiarato dalla giunta sostenendo che da quando si è insediata, circa quattro anni fa, non si fa altro che continuare  a  dare responsabilità ad altri.
“Puo’  un sindaco parlare di buona amministrazione non avendo mai approvato nei termini previsti per legge i bilanci di previsione, i bilanci  consuntivi, non avendo mai prodotto al consiglio comunale gli equilibri di bilancio, che pur sono atti obbligatori.
Da circa  quattro anni a questa parte al Comune di Casteldaccia si spende senza avere conoscenza delle effettive entrate, cosi facendo è chiaro che il sindaco, ha portato il comune al dissesto finanziario, ci sembra ridicolo e pretestuoso voler continuare ad addossare le proprie responsabilità  ad altri.
Non ha mai combattuto l’ evasione e l’ elusione fiscale, ha prodotto dalla data del suo insediamento e fino alla data del 19/03/2015, un buco finanziario complessivo di 3.500.000,00 euro.”
La nota continua dicendo che a distanza di oltre un mese dalla richiesta di atti inerenti il suddetto buco finanziario, il sindaco Spatafora non ha ancora fornito ai consiglieri comunali i relativi atti richiesti, impedendo loro  di svolgere il ruolo di controllori dell’operato dell’amministrazione.
Di Giacinto  aggiunge che ad oggi il buco finanziario che avrebbe prodotto dal 2013 dovrebbe ammonterebbe a circa 6 milioni di euro.
“Ha chiuso le porte della casa comunale ai cittadini, una delegazione degli stessi per incontrarlo si è rivolta al Prefetto di Palermo, il quale gli ha imposto di riceverli.
Ha chiuso l’asilo nido comunale,  continuando a sostenere,  giustamente il costo e le spese del personale,  togliendo un servizio alle famiglie,  non introitando  quanto  previsto per legge per l’erogazione di  tale servizio, cioè il 36 per cento del costo complessivo (il costo del personale ammonta a circa 200.000,00 euro);
Ha dato incarichi di consulenze per un importo complessivo di euro 37.500,00 circa;
Ha nominato esperti del sindaco per  1.600,00 euro  al mese;
Ha lasciato gli affitti con due anni di ritardo, valore economico del ritardo 200.000,00 euro complessivi;
Ha portato la scopertura di tesoreria da 1.900.000,00 euro del 2013 ad 3.000.000,00 euro circa di oggi;
Ha inserito poste tra le uscite in bilancio per 500.000,00 euro circa senza la relativa posta in entrata.
Non è stato in grado di redigere il piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243 bis del t.u.e.l. e s.m.i. approvato dal consiglio comunale in data 20 maggio 2016, il quale piano avrebbe evitato il dissesto finanziario da lui provocato.
Ha fatto decadere ricorso pendente, ricorso presentato dalla precedente amministrazione, non costituendosi in giudizio, presso  il TAR Sicilia per la revoca dei finanziamenti dell’area artigianale.
Ha combattuto l’abusivismo edilizio nei confronti degli altri, omette di costituirsi in giudizio nei procedimenti che lo riguardano, si ricorda che lo stesso è stato raggiunto da un ordine di demolizione emesso  dall’ ufficio tecnico del Comune di Casteldaccia e non ha ottemperato all’ingiunzione.”

 

 

 
 
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