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Rifiuti. La giunta regionale siciliana ha
approvato la nascita di sette termovalorizzatori

mercoledì 5 ottobre 2016, 15:20   Attualità  

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termovalorizzatoriSorgeranno in Sicilia sette termovalorizzatori per eliminare le continue emergenze sul fronte dello smaltimento dei rifiuti.
Il via libera è stato dato dalla giunta regionale.
Il Piano dei rifiuti è stato illustrato dal governatore Crocetta, dall’assessore Contrafatto e dal dirigente generale Pirillo.
Il Piano  precisa che in alcune zone dell’Isola sarà impossibile prevedere i nuovi impianti. A cominciare dalle zone con vincolo paesaggistico: cioè terreni vincolati dai Piani paesistici e Piani d’ambito, vincolate a seguito del codice paesaggistico, in zone al di sotto dei 150 metri dal mare. Non si potrà costruire gli impianti, poi, in zone previste dai Piani stralcio per l’assetto idrogeologico della Protezione civile, e con vincolo idrogeologico.
Due impianti verranno costruiti in Provincia di Palermo e in Provincia di Catania. I rifiuti da smaltire corrispondono a 700 mila tonnellate l’anno. Sulla base di questa quantità bisognerà “calibrare” gli impianti.
E il governo Crocetta ha deciso: due impianti dalla capacità non superiore alle 200 mila tonnellate arriveranno nei pressi delle più grosse città siciliane. Anche sulla base dei dati previsti di conferimento: a Palermo (e provincia) si prevede un conferimento rifiuti pari a 186 mila tonnellate annue, a Catania (e provincia) di 172 mila. Resterebbero quindi da smaltire circa 350 mila tonnellate. E per queste, il governo ha pensato a cinque impianti più piccoli che sorgerebbero nel Messinese (area metropolitana, provincia e isole Eolie) dove bisognerà smaltire quasi 90 mila tonnellate annue, nella zona di Ragusa-Siracusa (oltre 97 mila), nell’Agrigentino (quasi 64 mila tonnellate), nel Trapanese (quasi 59 mila) e nella zona di Caltanissetta-Enna (54 mila tonnellate annue).
A Palermo l’impianto potrebbe sorgere a Bellolampo, in Provincia di Catania la zona indicata è Motta Sant’Anastasia dove esiste già una discarica.
Gli altri impianti dovrebbero sorgere ad Augusta per la zona di Siracusa-Ragusa e quella dell’area industriale di Caltanissetta.
Nell’Agrigentino torna la vecchia idea di far sorgere l’impianto all’altezza di una discarica dismessa nel territorio di Aragona, mentre nel Trapanese si pensa sempre alle zone prossime alle discariche.
Nel messinese potrebbe nascere a San Filippo del Mela da mesi si discute sulla riconversione di una centrale Edipower, per la quale sarebbe già arrivato, sui tavoli romani, un progetto che coinvolge l’azienda A2A.

(notizie tratte da livesicilia.it)

 
 
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