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Bagheria. Annibale Alpi smentisce quanto scritto dall’articolo di livesicilia

giovedì 24 novembre 2016, 21:34   Attualità  

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alpiAnnibale Alpi, attraverso il suo legale, Vincenza Scardina, interviene in merito all’articolo che abbiamo pubblicato oggi, in cui si faceva riferimento all’articolo di Riccardo Lo Verso, edito su Live Sicilia.
Alpi contesta la fondatezza delle accuse sia dirette che indirette rivolte alla sua persona con la precisazione di non avere mai ricevuto alla data odierna alcuna informazione di garanzia, nè invito ad essere sentito dall’Autorità giudiziaria come persona informata dei fatti, come abbiamo sottolineato nel nostro articolo.
Alpi tiene a fare delle precisazioni soprattutto nei confronti di quanto viene scritto su Giuseppe Sciortino, l’imprenditore che si suicidò nel 2013.
“Il sottoscritto ha sempre vissuto e vive nel rispetto della legalità, prendendo le distanze da chiunque possa associarne la figura e l’operato alla criminalità sia di stampo mafioso che non -scrive Alpi-. Il caro ricordo del signor Giuseppe Sciortino, lavoratore e persona degna di rispetto, muove il sottoscritto a chiedere la pubblicazione del presente comunicato in primo luogo per negare con forza di avere mai in alcun modo organizzato o agevolato “l’incontro nel corso del quale al costruttore fu detto di farsi da parte”. Avessi mai appreso in qualsiasi modo di condotte estorsive o intimidatorie poste in essere nei suoi confronti o di chiunque altro, avrei senz’altro denunciato la circostanza alle autorità.”
Alpi aggiunge che “per dovere di cronaca devo anzi precisare che i miei rapporti di lavoro con il signor Sciortino iniziarono grazie al buon nome che lo stesso si era fatto nel settore e vista la concorrenzialità del preventivo che all’epoca mi sottopose.
Il contratto d’appalto venne onorato e la società “EDILWORK S.R.L.” di cui il signor Giuseppe Sciortino era amministratore, eseguì integralmente i lavori regolarmente contrattualizzati e pagati, consistenti nella realizzazione di un complesso edilizio sorto in Aspra, nella Via Doria, completati dalla ditta nell’anno 2011. Per quanto riguarda il resto dell’articolo, rilevo che la pubblicazione soltanto di alcuni stralci di “pretese” intercettazioni e non le stesse in versione integrale, assume natura “diffamatoria” nei miei confronti, in quanto non ho mai ricevuto pressioni circa la scelta dei miei fornitori ed ho sempre risposto, anche quando mi è stato soltanto suggerito di preferirne qualcuno, che avrei continuato a sceglierli secondo le regole di mercato, cosa diversa non può aver detto il pentito di mafia Antonino Zarcone.” Con riferimento all’episodio di un preteso danneggiamento che avrebbe subito nel 2008, Alpi afferma che la circostanza non risponde a verità e sul punto chiede espressamente una rettifica, in quanto non conosce nè direttamente, nè indirettamente tale “Giovanni D’Agati” che viene indicato nell’articolo come “capo della mafia di Ficarazzi” ed addirittura come suo “parrino”.
“Ed infine -conclude Alpi- l’articolo riporta notizie false anche con riferimento alla circostanza che avrei ricoperto la carica di assessore nella giunta con Sindaco Giovanni Valentino, in quanto all’epoca non avevo ancora alcuna esperienza politica. Nego altresì di avere ricevuto appoggio politico o di essermi mai giovato di alcun favore da parte del signor Carlo Guttadauro, sia direttamente che indirettamente, e posso affermare senza tema di smentita che non gli ho mai reso alcun favore, precisando che con lo stesso ho in comune solo il fatto di essere nato e vissuto ad Aspra e di essermi scambiato il saluto. Recentemente, l’esperienza politica e la visibilità che ne è derivata, mi ha indotto a fare la scelta di dimettermi, proprio per continuare a dedicarmi al mio lavoro di imprenditore ed alla mia famiglia senza consentire che alcuno condizionasse la mia vita e la coerenza delle mie scelte.“

 

 

 
 
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