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Compie 20 anni il “Centro aiuto alla vita”. In aumento le donne che chiedono aiuto

lunedì 21 novembre 2016, 10:27   Attualità  

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centro-aiuto-alla-vitadi Pino Grasso

“I dati riferiti agli ultimi anni sono preoccupanti. Sono infatti sempre di più coloro che si rivolgono a noi per evitare di abbandonare i loro bambini”.
E’ il grido d’allarme della presidente della sezione cittadina del Centro aiuto alla vita Maria Concetta Domilici che da 20 anni si prodiga, insieme ai volontari per salvare sempre più vite umane e offrire un aiuto alle donne che si trovano di fronte ad una maternità difficile.
“Sono molte le richieste di aiuto che riceviamo – aggiunge –  la presidente – e possiamo dire che siamo andati indietro, e non soltanto a Bagheria ma anche nelle zone limitrofe come Santa Flavia Casteldaccia, Altavilla Milicia Ficarazzi e qualcuno che ci chiede aiuto proveniente anche dai paesi delle Madonie”. Il Cav cittadino è sorto in città a seguito del ritrovamento di una bimba, il pomeriggio del 27 settembre 1996, quando le suore dell’ordine monastico delle figlie della Carità, trovarono una bambina all’interno di un fagottino. “Ricordo benissimo quella circostanza – aggiunge Domilici – sono certa che la mamma non voleva abbandonare la piccola, ma farla ritrovare dalle suore”. Sono tante le storie che si possono raccontare di vite salvate grazie ai volontari. “Ero rimasta incinta e il mio ragazzo quando l’ha saputo mi ha abbandonato -dichiara una giovane mamma che naturalmente non vuole rivelare la sua identità- ero disperata e volevo abortire. Fu allora che confidandomi con un’amica mi parlò del Cava che mi aiutò e mi fornì anche tutto l’occorrente per il mio bambino fino a tre anni. Adesso frequenta le scuole medie ed ha una grande propensione per la musica”.
Da allora il Cav ha salvato 330 vite e attualmente segue una ventina di mamme, alcune delle quali “ragazze madri” sole che non hanno nessuno a cui rivolgersi. “Qualche ragazza l’abbiamo inserita in una casa famiglia per essere seguita meglio – dice ancora la presidente del Cav – ma questa soluzione è una nota dolente perché mandare fuori città le ragazze non è mai piacevole. Il nostro intento è di realizzare una casa famiglia in città perché abbiamo tante emergenze da affrontare. Speriamo di realizzare questo sogno l’anno prossimo perché è fondamentale avere una casa famiglia che funzioni bene a vantaggio del nostro territorio”. Il Cav attualmente è ospitato presso i locali delle figlie della Carità, che operano in città da 130 anni a palazzo Butera. “Ci fu un momento in cui le suore sarebbero dovute andare via – ricorda l’arciprete don Giovanni La Mendola – ma come Chiesa di Bagheria ci siamo impegnati a mantenere questo presidio di carità e di formazione per le giovani generazioni recandoci a Napoli presso la casa generalizia dell’Ordine ottenendo il mantenimento delle suore a Bagheria. Ma c’è stato anche un altro momento difficile, allorquando il Comune voleva acquisire tutti i locali di palazzo Butera ed anche in quell’occasione siamo riusciti a mantenere i locali dove tanti giovani si formano e tante famiglie vengono assistite nel carisma di San Vincenzo Dè Paoli. Adesso saremo a fianco dei volontari per fare sorgere un cento di accoglienza per le mamme in difficoltà. L’ideale sarebbe ottenere da parte del comune l’assegnazione di un bene confiscato mafia”.

 
 
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