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Bagheria. Non passa la mozione di sfiducia contro il presidente del consiglio

martedì 15 novembre 2016, 09:29   Attualità  

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consiglio-comunale-15-novembre-2016di Martino Grasso

La mozione di sfiducia al presidente del consiglio comunale Claudia Clemente è stato l’argomento principale del consiglio comunale di ieri sera. La mozione alla fine non è stata approvata, ottenendo: 11 voti a favore (opposizione), 14 contrari (maggioranza) e un astenuto (il presidente del consiglio).

Durante il consiglio comunale ha avuto luogo una lunga discussione in cui, ancora una volta, la maggioranza e l’opposizione si sono scontrati su tutto.
E l’opposizione più volte ha invitato il presidente a dimettersi e farsi da parte.
Il gruppo di minoranza ha sottolineato che il presidente non è in grado di svolgere il proprio ruolo.
Al consiglio comunale ha preso parte anche il presidente facente funzione del consiglio circoscrizionale di Aspra Andrea Sciortino. Non era presente invece il sindaco Patrizio Cinque.
Prima della mozione, per un’ora circa, ci si è soffermati sull’interpretazione del regolamento comunale.
E’ stato Angelo Barone a leggere la mozione di sfiducia contro il presidente.
E’ stato sottolineato che le critiche non sono mosse alla persona del presidente.
Nella mozione il presidente viene accusato di non avere finora saputo ricoprire un ruolo al di sopra delle parti. Viene accusato di non garantire il corretto funzionamento del consiglio comunale, di non rispettare le procedure e di commettere gravi errori.
Marco Maggiore ha confermato la fiducia al presidente anche se non ha lesinato alcuni appunti: “non è stato il miglior presidente del consiglio comunale che Bagheria ha avuto, a volte è stata inadeguata. E’ stata troppo mamma e poco presidente. Ma noi non ci siamo pentiti di averla scelta e io non la sfiducia”.
Ha tuonato contro il presidente Filippo Tripoli che nel suo intervento ha detto che il presidente: “è incompetente dal punto di vista politico e amministrativo. E’ stato finora un’appendice al sindaco Patrizio Cinque e alla sua giunta. E spesso ha agito in malafede. E’ venuto meno nel ruolo di garanzia. Spesso non ha convocato consigli straordinari su argomenti importanti come l’urbanistica, il cimitero comunale, la posizione di un assessore (Luca Tripoli), rifiuti. Lei non è stato il presidente del consiglio comunale della città ma della giunta del sindaco. Forse farebbe meglio a dimettersi”.
Critici anche gli interventi di Piero Aiello, Gino D’Agati, Mimmo Di Stefano, Maurizio Lo Galbo, Giuseppe Cangialosi, Rosario Giammanco, Michele Rizzo, Angelo Barone.
Lo Galbo ha aggiunto: “se lei si dimette, lo faccio anche io”.
Mentre Barone ha detto che al presidente è mancato coraggio e “dovrebbe essere più elastica”.
Ha preso la parola anche Andrea Sciortino, presidente del consiglio circoscrizionale facente funzione. Sciortino ha lamentato che la frazione è stata spesso trascurata.
Sciortino ha anche dichiarato di condividere la mozione di sfiducia.
Hanno invece difeso il presidente, Giusy Chiello e Romina Aiello che ha detto che “non c’è rispetto per la presidenza”.
Maddalena Vella ha aggiunto che Claudia Clemente va rispettata come madre, moglie e artista ma che le critiche vanno rivolte al ruolo.
Emanuele Tornatore ha aggiunto che “non bisogna sfiduciare il presidente ma il movimento  stelle.”
Hanno preso la parola anche i consiglieri comunali Vincenzo Bellante, Massimo Cirano, Gino D’Agati, Paolo Amoroso, Alba Aiello, Francesco D’Anna, Filippo Castelli e Marco Cuffaro.
Alla fine, intorno alle 3,00, è arrivato il voto definitivo alla mozione, bocciandola.

 

 

 
 
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