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Casteldaccia. Maria Pia Di Salvo: “il dissesto economico era evitabile”

martedì 8 novembre 2016, 09:20   Politica  

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di-salvo-maria-piaIl consigliere comunale di minoranza Maria Pia Di Salvo, ha presentato un’interrogazione sul dissesto economico del Comune di Casteldaccia, presentato dalla giunta.
Per il consigliere è l’amministrazione attuale ad avere provocato debiti da costringere a dichiarare il dissesto. Sarebbe infatti, 6.549.653,27 euro il debito prodotto negli ultimi anni.
“Per essere più chiari -si legge in una nota-, in seguito uno specchietto da dove si evincono le somme iscritte in bilancio e le somme effettivamente incassate, distinte per tributo.

IMU iscritti nei  bilanci di previsione, tra le entrate i seguenti importi:
Anno 2013                                  1.850.000,00
Anno 2014                                  1.949.866,25
Anno 2015                                  1.930.000,00
Totale triennio                 5.729.866,25
incassati i seguenti importi:
Anno 2013                                  1.121.704,57
Anno 2014                                  1.187.117,31
Anno 2015                                     874.432,51
Totale triennio                3.183.254,39

Il tutto porta ad una differenza negativa tra iscrizione nei bilanci di previsione  ed incassi per euro 2.546.611,86;

per  TARI e TARES iscrizione nei bilanci di previsione, tra le entrate i seguenti importi:
Anno 2013                                  2.278.257,00
Anno 2014                                  2.278.257,00
Anno 2015                                  2.032.579,00
Totale triennio               6.589.093,00

incassati i seguenti importi:
Anno 2013                                     862.627,41
Anno 2014                                  1.021.127,08
Anno 2015                                  1.032.115,10
Totale triennio               2.915.869.59

Il tutto porta ad una differenza negativa tra iscrizioni in bilanci di previsioni ed incassi per euro 3.673.223,41;
per TASI biennio 2014/2015 iscrizione nei bilanci di previsione, tra le entrate i seguenti importi:
Anno 2014                                      800.000,00
Anno 2015                                      810.000,00
Totale biennio                 1.610.000,00

incassati i seguenti importi:
Anno 2014                                      717.137,00
Anno 2015                                      563.045,00
Totale biennio               1.280.182,00

Il tutto con una differenza negativa tra iscrizione in bilanci di previsione ed incassi per euro 329.818,00;
Dai calcoli effettuati il sindaco ha speso, nel triennio 2013/2015, euro 13.928.959,25 ed incassato 7.379.305,98, producendo un debito complessivo di euro 6.549.653,27.
E’ evidente anche il motivo per cui il sindaco Spatafora, nel triennio 2013/2015 non ha mai proposto al Consiglio Comunale gli equilibri finanziari, previsti dalla legge, gli stessi non c’erano e la mancata approvazione, comporta la nullità dei bilanci di previsione, che ricordiamo, sono sempre stati approvati da tre anni, dopo la scadenza dell’esercizio finanziario, ad oggi non esiste ancora il bilancio di previsione 2016, la cui scadenza era prevista al 30/04/2016.
Spende senza sapere quanto incassa!!!!
Nelle zone limitrofe proliferano gli asili nidi, statisticamente la domanda per questi servizi è costantemente in aumento, nel nostro comune stranamente non si riesce a raggiungere il numero degli iscritti, probabilmente ha scoraggiato i genitori all’iscrizione e costretti gli stessi a spostarsi nei comuni vicini. Il dato è, che invece di affrontare le problematiche e tentare di risolverle, si elimina il problema all’origine, chiudendo una bellissima struttura che in passato è stato un fiore all’occhiello, che ospitava anche bambini di altri comuni.
Molti proprietari degli alloggi popolari avevano dato la propria disponibilità ad acquistare l’immobile.
In questo modo il comune, oltre ad introitare l’importo della vendita, sarebbe stato sgravato dai costi di manutenzione straordinaria che ancor oggi sono a carico del comune.
Ma ha deciso e  preferito interrompere la procedura avviata, senza nessuna motivazione alcuna.
Occorrerebbe avere un momento di umiltà e riconoscere il proprio fallimento, il quale sta portando tutta la cittadinanza, che vive un momento storico infelice, in una strada senza uscita.”

 

 

 

 

 
 
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